Pensioni, CGIL: “Non facciamoci fregare da Quota 100”

Pensioni news: parole dure della CGIL nei confronti di Quota 100. Serve un confronto per una riforma strutturale, perché così non si risolvono i problemi del sistema previdenziale italiano.

Pensioni, CGIL: “Non facciamoci fregare da Quota 100”

Anche sulle pensioni il cosiddetto “Governo del popolo” non riesce a convincere i sindacati: nelle ultime ore, infatti, sono arrivate delle parole piuttosto dure da parte del nuovo segretario generale dell’Inps, Maurizio Landini, in merito alla nuova Quota 100.

In questi mesi da parte della CGIL sono arrivate diverse critiche nei confronti del Governo in carica, colpevole per non aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale. Nel dettaglio, per quanto riguarda Quota 100 - che resta comunque uno strumento utile per anticipare la pensione - la critica riguarda il fatto che con questa non si superano le contraddizioni della Legge Fornero, visto che queste “rimangono tutte”.

Quindi, almeno per il momento, non si può parlare di una riforma delle pensioni che elimina quanto fatto dalla Legge Fornero, perché non è assolutamente vero. È per questo che i sindacati non si faranno “fregare” da Quota 100 e chiederanno un confronto al Governo per attuare una riforma delle pensioni che risolva una volta per tutte le carenze del nostro sistema previdenziale.

Landini, CGIL: “Quota 100 è uno specchietto per le allodole

Le parole del segretario generale della CGIL non devono confondere. Landini, infatti, non è critico con Quota 100 di per sé, bensì per il fatto che questa non è assolutamente - come si vuole far passare - la soluzione ai problemi del sistema previdenziale italiano.

Ma d’altronde, di questo il Governo ne è consapevole, tant’è che già in questi giorni si parla della futura estensione di Quota 41 (oggi riservata ai precoci) per tutti i lavoratori. D’altro canto, Quota 100 è comunque di una buona opzione alternativa per il pensionamento anticipato, quindi non c’è motivo per cui il Governo non debba essere soddisfatto per quanto fatto.

Lo stesso Landini ha confermato che nella CGIL nessuno è contrario a permettere che chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi possa andare in pensione, tuttavia questa misura rischia di essere uno “specchietto per le allodole” per far sì che i cittadini non si rendano conto dei reali problemi del sistema previdenziale italiano.

CGIL: serve una riforma delle pensioni strutturale

Quota 100 è, come noto, una misura ancora in fase sperimentale, tanto che per il momento sono stati stanziati i fondi solamente per il triennio 2019-2021; successivamente il Governo valuterà se confermarla oppure se sostituirla con l’estensione di Quota 41, consentendo a tutti i lavoratori di accedere alla pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

Difficilmente - per un discorso legato ai costi - queste due misure potranno convivere, quindi è molto probabile che ad un certo punto il Governo debba decidere tra l’una e l’altra. A tal proposito, secondo la CGIL, i tempi sono maturi per avviare un confronto tra sindacati e amministrazioni per una riforma delle pensioni che sia strutturale, così da risolvere ogni problema lasciato in essere dalla Legge Fornero. Basti pensare, a tal proposito, che la riforma delle pensioni appena approvata dal Governo lascia in sospeso la questione della nona salvaguardia per gli esodati.

Nel dettaglio, ai microfoni di Radio Anch’io, Landini ha dichiarato che “serve un confronto per avviare una vera riforma strutturale, perché abbiamo bisogno di un altro sistema pensionistico”. Tra i problemi da risolvere c’è indubbiamente quello che riguarda l’adeguamento biennale dei requisiti per la pensione con le aspettative di vita: se si continuerà così, infatti, nei prossimi anni l’età pensionabile potrebbe arrivare a livelli mai visti prima, come potete vedere dalla nostra infografica.

L’attuale sistema previdenziale rischia di danneggiare specialmente i giovani, i quali rischiano di restare senza una pensione adeguata. Ecco perché bisogna assolutamente affrontare un discorso riguardante una riforma delle pensioni a lungo termine, poiché Quota 100 rappresenta solamente una misura “tampone” che - come l’Ape Social e Opzione Donna - non risolve le lacune del nostro sistema previdenziale.

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