Pensioni, rischio tagli per 680 mila pensionati. A rischio coloro che rispondono alle caratteristiche del seguente elenco.
Con la comunicazione pubblicata il 29 dicembre scorso sul proprio sito, l’Inps ha ricordato la scadenza del 28 febbraio per tutti quei pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito. Dal trattamento minimo di pensione all’incremento al milione, fino anche alle pensioni di reversibilità che sono cumulabili con i redditi personali solamente entro una certa soglia.
Per questo motivo l’Inps ha bisogno di essere a conoscenza dei redditi aggiornati del pensionato e per tale scopo è stato realizzato il modello Red, strumento con cui appunto si va a rispondere a questa esigenza.
Ma laddove sussiste un obbligo c’è anche una sanzione: nel caso in cui il modello Red - attraverso l’apposito servizio precompilato disponibile sul sito Inps - non dovesse essere inviato entro la scadenza del 28 febbraio, ci saranno delle conseguenze. In particolare, il trattamento collegato al reddito per il quale l’Inps necessita delle suddette informazioni potrebbe essere sospeso, o persino tolto.
Un’informazione che oggi, secondo le stime fatte dall’Inps, interessa 680 mila pensionati: ecco quali sono le caratteristiche che bisogna avere per essere obbligati a inviare il modello Red entro la scadenza.
L’elenco di chi deve inviare il modello Red entro il 28 febbraio
I pensionati che sono titolari di prestazioni collegate al reddito - si pensi ad esempio a chi gode dell’integrazione al trattamento minimo della pensione, come pure dell’incremento al milione - ogni anno è tenuto a dichiarare all’Inps i propri redditi e non solo: nella comunicazione, infatti, vanno indicati anche quelli del coniuge e dei componenti del nucleo, ma ovviamente solo nel caso in cui siano rilevanti per la prestazione in oggetto.
Questa comunicazione va data con il cosiddetto modello Red, obbligatorio per coloro che rispondono alle caratteristiche del seguente elenco:
- i pensionati che negli anni precedenti a quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello da pensione (propri e, se previsto, dei familiari), ma solamente se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;
- i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, perché non devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi. Pensiamo, ad esempio, al lavoro dipendente prestato all’estero, gli interessi bancari, postali, dei Bot, dei Cct e di altri titoli di Stato o i proventi di quote di investimento, soggetti a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva dell’Irpef;
- coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e in possesso di redditi ulteriori a quelli da pensione. Per esempio i titolari di Assegno al nucleo familiare (Anf) che hanno un reddito da pensione e un reddito da abitazione principale;
- i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti sulle prestazioni collegate al reddito che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’Agenzia delle Entrate (modelli 730 o Redditi PF), come per esempio, i redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati e lavoro autonomo, anche occasionale.
A tal proposito, è la circolare Inps n. 195 del 2015 - che trovate in allegato di seguito - il punto di riferimento per capire quali sono i pensionati obbligati all’invio del modello Red; qui è anche specificato in quali casi a essere rilevanti sono solamente i redditi del titolare della prestazione rispetto a quando servono anche quelli di coniuge e familiari.
Come inviare il modello Red
Per inviare la dichiarazione reddituale i pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito hanno diverse possibilità.
La modalità più semplice è l’accesso diretto al sito Inps, nell’area personale MyInps, utilizzando le proprie credenziali. Qui è disponibile il servizio Red Precompilato, che consente di adempiere all’obbligo comodamente da casa, anche con l’aiuto di un familiare o di una persona di fiducia.
Attraverso il Red Precompilato il pensionato può visualizzare i dati reddituali già comunicati negli anni precedenti, confermarli se invariati oppure rettificarli e integrarli in caso di variazioni. La procedura è guidata passo dopo passo e prevede anche il supporto di un assistente virtuale, che fornisce indicazioni utili durante la compilazione, riducendo il rischio di errori o omissioni che potrebbero incidere sul diritto o sull’importo della pensione.
In alternativa alla compilazione autonoma, resta sempre possibile rivolgersi a Caf e patronati, che possono trasmettere la dichiarazione per conto del pensionato.
Cosa succede se non si invia il modello Red entro la scadenza
Come chiarisce l’Inps nella suddetta circolare n. 195 del 30 novembre 2015, il pensionato è tenuto a comunicare la propria situazione reddituale rilevante nei tempi e con le modalità stabilite dall’Istituto. In caso contrario, scatta un meccanismo automatico che può arrivare fino alla revoca definitiva della prestazione
Nel dettaglio, se il modello Red non viene trasmesso entro la scadenza del 28 febbraio, l’INPS procede innanzitutto alla sospensione, e quindi al taglio, della prestazione collegata al reddito. Va detto che, fortunatamente, la sospensione non è immediata, ma avviene nell’anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Dal momento della sospensione, al pensionato viene concesso un ulteriore termine di 60 giorni per mettersi in regola. Se entro questo periodo il modello Red viene inviato, la prestazione viene ripristinata dal mese successivo alla comunicazione, previa verifica del diritto anche per l’anno in corso.
Laddove invece trascorrono inutilmente i 60 giorni, la conseguenza è ben più grave: l’Istituto procede alla revoca definitiva della prestazione e avvia il recupero di tutte le somme erogate nell’anno di riferimento, cioè quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.
Per queste ragioni, anche in assenza di variazioni reddituali, è fondamentale verificare se si rientra tra i soggetti obbligati e, in caso di dubbio, procedere comunque con la comunicazione tramite i canali messi a disposizione dall’Inps o con l’assistenza di un Caf.
Cos’è invece il modello Invciv?
L’obbligo però non riguarda solo il modello Red. C’è anche quello Invciv, un modello differente in quanto con questo adempimento non si chiede di comunicare i redditi bensì la permanenza stabile e continuativa in Italia. Una condizione essenziale per continuare a godere di determinate prestazioni, quali la Pensione sociale, l’Assegno sociale e l’Assegno sociale sostitutivo dell’invalidità civile. Fino a qualche anno fa lo stesso modello serviva anche per dichiarare situazioni relative a eventuali ricoveri, ma adesso non è più così in quanto una tale informazione viene acquisita direttamente dall’Inps tramite uno scambio di informazioni con il ministero della Salute.
Sono i titolari di queste prestazioni, quindi, a dover inviare il modello Invciv entro la scadenza del 28 febbraio 2025, pena anche in questo caso il congelamento della prestazione e successivamente la revoca della stessa. La procedura è sempre la stessa: l’invio può essere fatto telematicamente dal sito dell’Inps o in alternativa rivolgendosi a caf e patronati.
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