La pensione di cittadinanza non aumenta la minima: facciamo chiarezza

La pensione di cittadinanza è un’integrazione del reddito, non dell’assegno previdenziale: ecco perché è importante non fare confusione.

La pensione di cittadinanza non aumenta la minima: facciamo chiarezza

Da giorni ci arrivano diverse richieste di chiarimento sulla pensione di cittadinanza, ossia la denominazione che prende il RdC quando questo viene riconosciuto a nuclei familiari composti esclusivamente da Over 67.

D’altronde sul web ci sono informazioni spesso errate sulla pensione di cittadinanza, e gli stessi proclami fatti dagli esponenti del Governo nelle scorse settimane non hanno fatto altro che confondere i cittadini.

Ebbene, la prima cosa che ci preme sottolineare è: con la pensione di cittadinanza non aumenta la pensione minima, né tantomeno qualsiasi altro assegno previdenziale percepito dalla persona anziana. La pensione di cittadinanza, infatti, è un’integrazione del reddito familiare, non dell’assegno pensionistico.

È questo il concetto che bisogna tenere bene in mente per capire come funziona la pensione di cittadinanza, chi ne ha diritto e quanto spetta di sostegno.

In rete invece leggiamo titoli come “nuovo incremento della pensione minima” o anche “aumentano le pensioni con il reddito di cittadinanza”; non è così, perché l’unico aumento delle pensioni è quello che è intervenuto al 1° gennaio 2019 per effetto della perequazione, con un incremento di pochi euro per gli assegni previdenziali.

Pensione di cittadinanza: integrazione del reddito, non dell’assegno

Ma se non aumenta la pensione minima, cosa fa il reddito di cittadinanza? Come più volte ribadito questa misura - che nel caso dei nuclei familiare composti da soli Over 67 prende il nome di pensione di cittadinanza - è un’integrazione del reddito familiare. Quest’ultimo è direttamente dipendente dall’ISEE, poiché - come si legge nel comma VI dell’articolo 2 del decreto - questo è determinato :

“dall’ISEE al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’ISEE ed inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti il nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi”.

Ai beneficiari della pensione di cittadinanza, quindi, spetta ogni mese un’integrazione del proprio reddito familiare fino - per il nucleo familiare composto da una sola persona - al raggiungimento di 7.560,00€ (9.360,00€ nel caso in cui si risieda in abitazione in locazione).

Quindi l’importo della pensione di cittadinanza non dipende solamente dai trattamenti previdenziali, ma anche da altri redditi percepiti o dai propri patrimoni mobiliari e immobiliari.

Prendiamo come esempio Tizio e Caio, entrambi percettori di una pensione minima da 513,01€ ma con la differenza che Tizio ha un reddito familiare di 6.000€ mentre Caio di 3.000€.

Visto quanto detto in precedenza, Tizio beneficerà di un’integrazione di appena 130,00€ al mese, mentre per Caio l’importo della pensione di cittadinanza sarà più elevato: 380,00€. Ad entrambi si aggiunge poi un eventuale rimborso del canone di locazione.

Quindi è importante non fare confusione tra pensione di cittadinanza e aumento delle pensioni minime: basti pensare, infatti, che questa misura spetta anche quando nonostante l’età avanzata non si è titolari di un assegno previdenziale.

Pensione di cittadinanza non pagata nel cedolino previdenziale

Vi è poi da fare un’ulteriore precisazione: la pensione di cittadinanza non viene pagata insieme all’assegno di pensione. Quindi, anche se vi è stata riconosciuta un’integrazione del reddito pari a 380,00€ (come nell’esempio precedente), l’importo mensile della pensione minima sarà sempre lo stesso: 513,01€.

I 380,00€ dell’integrazione, invece, saranno versati in un secondo momento (secondo le indiscrezioni il RdC verrà pagato verso la fine di ogni mese) ed erogati su una carta acquisti realizzata da Poste Italiane.

I percettori della pensione di cittadinanza dovranno poi sottostare alle stesse regole previste per il RdC: nel dettaglio, l’integrazione ricevuta dovrà essere spesa entro la fine del mese, altrimenti verrà persa. Inoltre, l’importo della carta acquisti potrà essere prelevato, ma per un massimo di 100,00€ ogni mese.

Inoltre, ci sarà un monitoraggio degli acquisti effettuati: vietata qualsiasi tipo di spesa per attività di scommesse e giochi d’azzardo.

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