Rivalutazione pensioni, le nuove percentuali in vigore da aprile: circolare Inps 44/2019

Nuove percentuali per la rivalutazione delle pensioni in vigore da aprile 2019: la conferma nella circolare 44/2019 dell’Inps.

Rivalutazione pensioni, le nuove percentuali in vigore da aprile: circolare Inps 44/2019

Nuova rivalutazione delle pensioni al via dal prossimo mese, come chiarito dal recente messaggio Inps con il quale viene annunciata l’uscita della tanto attesa circolare contenente le nuove percentuali per la perequazione degli assegni previdenziali.

Nel dettaglio, i nuovi criteri sulla base dei quali l’Inps ha effettuato il ricalcolo dei trattamenti pensionistici a decorrere da gennaio 2019 sono indicati nella circolare 44/20109 che potete scaricare di seguito.

Circolare Inps 44/2019 - Rivalutazione delle pensioni
Clicca qui per scaricare la circolare Inps con la quale viene annunciata l’entrata in vigore delle nuove percentuali per la rivalutazione delle pensioni.

Ricalcolo che ha riguardato esclusivamente i trattamenti di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo. Solamente nei prossimi mesi, invece, l’Istituto comunicherà le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019.

Quando si parla di rivalutazione delle pensioni si fa riferimento ad uno strumento molto importante - conosciuto anche come perequazione - perché permette al valore di acquisto della pensione di restare inalterato nel tempo.

In pratica, si tratta di un meccanismo attraverso il quale l’importo della pensione viene adeguato annualmente all’aumento del costo della vita, moltiplicandolo per il tasso di inflazione rilevato dall’Istat.

Non tutte le pensioni vengono rivalutate allo stesso modo: la perequazione, infatti, è al 100% del tasso solamente quando ha un importo inferiore a tre volte il trattamento minimo. Per gli assegni più alti la percentuale di rivalutazione viene progressivamente ridotta, secondo le aliquote previste in base all’importo dell’assegno.

Le nuove percentuali per la perequazione della pensione pur essendo valide dal 1° gennaio 2019 entreranno in vigore solamente ad aprile; nei primi mesi dell’anno, invece, le pensioni sono state rivalutate tenendo conto dei parametri descritti dalla circolare 122 del 27 dicembre scorso. dell’Inps, sulla base di quanto stabilito dal decreto del MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 novembre con il quale è stato ufficializzato un tasso dell’1,1% per la rivalutazione delle pensioni.

Prima di vedere quali sono le nuove percentuali di riferimento per la rivalutazione delle pensioni, facendo alcuni esempi su quanto sono aumentati i singoli assegni, vediamo nel dettaglio cosa si intende per rivalutazione delle pensioni.

Cos’è la rivalutazione e perché è importante?

La rivalutazione è lo strumento con cui gli importi delle prestazioni sociali vengono adeguati all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. Questo processo è conosciuto anche con il nome di perequazione.

Le prestazioni sociali che giovano di questo adeguamento sono tutte quelle erogate dalla previdenza pubblica, quindi non solo le pensioni dirette (pensione di vecchiaia e di anzianità) ma anche quelle indirette (superstiti).

Inoltre è bene sottolineare che la rivalutazione riguarda anche quei trattamenti previdenziali che hanno beneficiato dell’integrazione al minimo sulla pensione.

L’importanza di questo strumento è facilmente intuibile: adeguando l’importo della pensione all’incremento dell’inflazione, infatti, questo mantiene inalterato il potere di acquisto dell’assegno nonostante l’avanzare degli anni.

Come cambia la rivalutazione delle pensioni dal 2019

Dal 1° gennaio 2019 è valido il meccanismo della rivalutazione delle pensioni descritto dall’ultima Legge di Bilancio, nel comma 260 dell’articolo 1. Nel dettaglio, qui si legge che la perequazione è piena (quindi al +1,1% per il 2019) solamente per gli assegni con importo non superiore a 3 volte il trattamento minimo. Quindi, solamente per gli assegni di importo mensile non superiore a 1.522,26€.

Con l’aumentare dell’importo delle pensioni, invece, la misura della perequazione verrà pian piano ridotta. Ci sono poi le fasce di garanzia che si applicano quando, calcolando la perequazione con la percentuale della fascia, il risultato ottenuto è inferiore al limite della fascia precedente perequato. Nel dettaglio:

  • importo superiore a 3 volte, ma inferiore a 4 volte (2.029,68€): 97% del tasso di riferimento, ossia 1,067%. Fascia di garanzia: oltre 2.029,68€ e fino a 2.034,10€ sono garantiti 2.051,34€ ;
  • importo superiore a 4 volte, ma inferiore a 5 volte (2.537,10€): 77% del tasso di riferimento, ossia allo 0,847%. Fascia di garanzia: oltre 2.537,10€ e fino a 2.544,04€ sono garantiti 2.558,59€;
  • importo superiore a 5 volte ma inferiore a 6 volte (3.044,52€): 52% del tasso di riferimento, ossia lo 0,572%. Fascia di garanzia: oltre € 3.044,52 e fino a € 3.046,19 sono garantiti 3.061,93€;
  • importo superiore a 6 volte ma inferiore a 8 volte (4.059,36€): 47% del tasso di riferimento, ossia lo 0,517%. Fascia di garanzia: oltre 4.059,36€ e fino 4.060,25€ sono garantiti 4.080,35€;
  • importo superiore a 8 volte ma inferiore a 9 volte (4.566,78€): 45% del tasso di riferimento, ossia lo 0,495% per il 2019. Fascia di garanzia: oltre 4.566,78€ e fino a 4.569,28€ sono garantiti 4.589,39€;
  • importo superiore a 9 volte il trattamento minimo: 40% del tasso di riferimento, lo 0,44%.

Esempi

Dopo aver visto quali sono questi parametri, possiamo fare alcuni esempi di quanto aumenteranno mensilmente le pensioni di importo differente.

Importo 2018 Tasso di rivalutazione Aumento Nuovo importo 2019
800€ 1,1% 8,80€ 808,80€
1.000€ 1,1% 11€ 1.011,00€
1.200€ 1,1% 13,20€ 1,213,20€
1.500€ 1,1% 16,50€ 1.516,50€
1.700€ 1,067% 18,13€ 1.718,13€
2.000€ 1,067% 21,34€ 2.021,34€
2.500€ 0,847% 21,17€ 2.521,17€
2.800€ 0,572% 16,01€ 2.816,01€
3.000€ 0,572% 17,16€ 3.017,16€
3.500€ 0,517% 18,09€ 3.518,09€
4.000€ 0,517% 20,68€ 4.020,68€
4.500€ 0,495% 22,27€ 4.522,27€
5.000€ 0,44% 22€ 5.022,00€

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Argomenti:

Pensione

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3 commenti

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luciano49 • 1 mese fa

Lodevoli i vostri articoli ma dovete sapere che ci sono pensionati che vengono da un mondo del lavoro che calcoli cosi complicati non sono in grado di farli, quindi dovreste precisare se le «cifre di esempio» si basano su pensioni lorde o al netto delle ritenute, lo so che sembra semplice ma ad esempio, le pensioni superiori al trattamento minimo di tre volte, (oppure anche due) si intendono al lordo o al minimo?.
Una riga in più non avrebbe provocato danni.

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Simone Micocci • 3 mesi fa

La circolare Inps a cui lei fa riferimento non è aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2019 che ha introdotto una stretta sulla rivalutazione delle pensioni.

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eufrosine • 3 mesi fa

Scusate ma le tabelle che avete riportato nell’articolo sono quelle relative al 2018 e NON al 2019. La circolare INPS numero 122 del 27-12-2018 dice tutt’altro.
Le tabelle riportate nell’articolo si riferiscono alla perequazione precedente, cioè a quella dell’anno 2018 Circolare INPS numero 186 del 21-12-2017

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