Pace fiscale, la Lega propone un nuovo condono al 20%

Pace fiscale protagonista della riforma che sarà proposta dalla Lega, alla quale il M5S difficilmente potrà opporsi. Torna l’ipotesi di un condono al 20% mediante l’introduzione della dichiarazione integrativa speciale, anche per le imprese.

Pace fiscale, la Lega propone un nuovo condono al 20%

Pace fiscale verso la riapertura, con possibile effetto sorpresa. La Lega punta a dare il via ad un nuovo condono che questa volta riguarderebbe anche le imprese.

L’ipotesi che sta prendendo piede è che accanto alla flat tax, la riforma del Fisco sarà accompagnata da una riedizione della pace fiscale e già trapelano voci sul possibile ripescaggio del condono al 20% che si era già tentato di introdurre con il Decreto Fiscale collegato alla Manovra 2019.

La pace fiscale ancora in corso potrebbe diventare ancor più ampia di quanto già non sia. L’obiettivo è anche quello di incrementare le entrate e trovare risorse utili per finanziare la flat tax, la riforma dell’Irpef per la quale (secondo i calcoli della Lega) servirebbero 30 miliardi di euro.

Quanto bisognerà attendere per avere ulteriori dettagli? Novità potrebbero arrivare nel prossimo mese, perché secondo le ultime dichiarazioni pare che l’obiettivo della Lega sia quello di dare il via alla pace fiscale al 20% già con un emendamento al Decreto Crescita, con la scadenza per la conversione in legge fissata al 30 giugno 2019.

Pace fiscale, la Lega propone un nuovo condono al 20%

Sarà già in sede di conversione del DL Crescita che la Lega proverà a far ripartire la pace fiscale e, accanto alla riapertura dei termini per rottamazione ter e saldo e stralcio delle cartelle, potrebbe rispuntare il condono al 20%.

La Lega ci ritenta ora che gli equilibri di Governo sono stati stravolti dall’esito quasi plebiscitario delle elezioni europee 2019, e prova a dare il via ad uno dei punti che formavano il progetto originario della pace fiscale tanto cara a Salvini: la dichiarazione integrativa speciale al 20%.

Secondo quanto anticipato dall’ANSA la novità in materia di pace fiscale verrebbe riproposta nella stessa formula che si era già tentato di introdurre con la Legge di Bilancio 2019, misura poi stralciata e sostituita dalla sanatoria delle irregolarità formali.

Con la dichiarazione integrativa speciale i contribuenti potrebbero far emergere fino ad un massimo di 100.000 euro, non oltre il 30% di quanto già dichiarato. L’importo da pagare sarebbe pari al 20%, con un’aliquota che è addirittura inferiore alla prima dell’Irpef.

Non sarà facile tuttavia che l’alleato di Governo, il M5S, ceda alle pressioni della Lega proprio sulla pace fiscale e sul condono che aveva già agitato le acque nella Maggioranza in autunno.

Pace fiscale, condono al 20% primo banco di prova dell’instabile equilibrio di Governo

Riproporre il condono al 20% oggetto del duro scontro tra Lega e M5S ai tempi della Legge di Bilancio 2019 è altamente rischioso per la tenuta del Governo, con il rischio sempre più forte di elezioni anticipate.

La dichiarazione integrativa speciale al 20% era stata oggetto di forti critiche da parte del M5S e dalla base di elettori.

Critica anche la Corte dei Conti, che nel corso di un’Audizione in Senato aveva sollevato il forte rischio di incostituzionalità della pace fiscale, nella parte in cui consentiva ai contribuenti di regolarizzarsi mediante il pagamento di un’imposta inferiore rispetto a quanto pagato in via ordinaria dai contribuenti.

Il dubbio è su come reagirà ora il Movimento 5 Stelle che, nonostante sia la parte debole del Governo, rischia di perdere ancora più credibilità qualora dovesse accettare di scendere a compromessi per evitare una crisi di Governo. L’unica certezza è che la riforma fiscale, tra flat tax e pace fiscale, rappresenta un vero e proprio campo minato.

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