OK BTP nei portafogli, ma c’è spazio anche per questi bond. Parla l’esperto

Laura Naka Antonelli

12/06/2025

Il momento d’oro dei BTP è destinato ad andare avanti? Il consiglio rimane quello di optare per la diversificazione del portafoglio. Occhio a questi asset.

OK BTP nei portafogli, ma c’è spazio anche per questi bond. Parla l’esperto

BTP sì, con il momento d’oro che continua, ma non solo. Nel ricco panorama obbligazionario c’è spazio anche per altri bond.

D’altronde, il consiglio che gli strategist e gli economisti hanno dato sempre agli investitori, soprattutto a quelli retail, in particolare nei casi in cui il MEF ha piazzato i ben noti Titoli di Stato italiani dedicati alla platea dei piccoli risparmiatori - BTP Valore, inclusa l’ultima quinta edizione battezzata BTP Più, così come l’ultimo BTP Italia (rivolto anche agli investitori istituzionali) - è stato sempre improntato a una regola ben precisa: sì al buy Italia, ma sempre in un’ottica di diversificazione del portafoglio.

Per ora, i BTP continuano a confermare la maggiore credibilità che la carta italiana ha tra gli investitori stranieri, come dimostrano le ultime emissioni del MEF e le varie benedizioni che arrivano dal mondo delle agenzie di rating e di grandi colossi del calibro di Goldman Sachs.

Non solo BTP, occhio anche ai Treasury

L’assenza della BCE non viene ancora considerata un problema, almeno non per quegli shopping di bond sovrani a cui Francoforte ha deciso di mettere per ora il punto.

Certo, una nuova minaccia è rappresentata dal rischio che presto Christine Lagarde decida di dire stop anche ai tagli dei tassi di interesse, ma per ora gli acquisti sull’Italia persistono.

C’è chi ha identificato inoltre la prossima fermata dello spread BTP-Bund a 10 anni, che continua a puntare verso il basso e che, dopo aver bucato quota 100 punti base, sarebbe orientato a dispetto degli scettici a scivolare anche al di sotto di altre soglie psicologiche ben più basse.

E’ in questo contesto che i giudizi positivi sui Titoli di Stato italiani continuano a fioccare, così come su quelli di altri Paesi cosiddetti PIIGS, menzionati ormai non più per i loro storici guai del passato, quanto per la loro rivincita sui mercati.

Molti si chiedono a tal proposito se sia il caso di puntare più sui BTP, oppure sui bond emessi dalla Spagna e dalla Grecia.

Tra gli ultimi a dire buy BTP Mohammed Kazmi, Chief Strategist & Senior Portfolio Manager di Union Bancaire Privée (UBP), che ha riflettuto anche su quanto sta accadendo ai Treasury USA, facendo notare che, “nonostante la recente volatilità osservata sulla parte lunga della curva dei rendimenti dei Treasury USA, prevediamo che, in un periodo di significativo risk-off, le caratteristiche difensive e di bene rifugio dei Treasury finiranno per prevalere, dato che rimangono il mercato finanziario più ampio e liquido”.

Caratteristiche che, al momento, i bond dell’area euro non presentano, anche se c’è chi rilancia la proposta degli eurobond, riparlando dei blue bonds.

Kazmi ribadisce di essere positivo sul debito americano che, come spiega, potrà sempre contare sugli interventi che in qualsiasi momento la Fed e il Tesoro potrebbero attivare.

Inoltre, c’è quel premio rappresentato dai rendimenti più alti, che a suo avviso “ attireranno afflussi nel tempo, dato che gli Stati Uniti rimangono un Paese che presenta un livello di crescita potenziale e produttività relativamente più elevato rispetto ad altri”.

Questa, la spiegazione data al valore che il gestore intravede ancora nella carta degli States:

“Dato che la Fed è in una fase di allentamento monetario e l’attenzione si concentra su quando, piuttosto che se, taglierà nuovamente i tassi, abbiamo iniziato il 2025 con l’intenzione di mantenere portafogli più equilibrati in termini di rischio di duration dei tassi d’interesse e rischio di credito. Di conseguenza, abbiamo ritenuto che la duration dei tassi d’interesse avrebbe fornito protezione ai portafogli nei momenti di stress e di ampliamento degli spread, e questo è ciò che abbiamo osservato finora dall’inizio dell’anno. Consideriamo quindi l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato come un punto di ingresso per portafogli più equilibrati, con una crescita che quest’anno rallenterà fino a scendere al di sotto del potenziale. Sebbene l’inflazione sia destinata a risalire a causa dei dazi, segnaliamo che il trend sottostante è stato più promettente negli ultimi tempi e questo dovrebbe consentire alla Fed di mantenere il suo orientamento accomodante nel prossimo futuro”.

BTP e bond euro, cosa fare dopo le parole hawkish di Lagarde?

Cosa dire invece dei BTP e degli altri Titoli di Stato dell’area euro, “dopo la reazione hawkish dei mercati alla recente conferenza stampa” di Lagarde?

Facendo riferimento ai sell che hanno colpito i BTP, i Bund e in generale gli altri bond dell’area euro, il responsabile strategist di Union Bancaire Privée (UBP) ha fatto il punto sull’effetto delle recenti novità relative alla BCE sui Titoli di Stato italiani e sui Bund, che hanno reagito negativamente, almeno nell’immediato, alle dichiarazioni che la presidente della banca centrale Christine Lagarde ha proferito nel commentare l’ottavo taglio dei tassi annunciato dall’istituzione.

Kazmi crede ancora che l’allentamento monetario firmato da Lagarde continuerà, in quanto “sebbene i piani fiscali della Germania stimoleranno la crescita nel tempo, l’inasprimento delle condizioni finanziarie dovuto al rafforzamento dell’euro e all’aumento dei rendimenti a lungo termine limiterà l’impulso alla crescita nel breve termine ”.

Di conseguenza, “riteniamo che, al momento, la duration tedesca e il rischio di spread dei paesi periferici per il carry presentino un potenziale valore all’interno di un portafoglio obbligazionario”.

Il messaggio dai rendimenti dei BTP e l’opinione sulla BCE

Guardando nello specifico all’Italia, il gestore senior di portafoglio di Union Bancaire Privée (UBP) fa notare che “ i rendimenti complessivi del 3,5% circa dei BTP a 10 anni e del 4,3% dei BTP a 30 anni appaiono interessanti dal punto di vista del carry, in un momento in cui la traiettoria del deficit di bilancio dell’Italia è stata chiaramente la migliore all’interno dell’Eurozona negli ultimi anni ”.

Inoltre, aggiunge Kazmi, “anche se dovessimo assistere a delle fasi di ampliamento degli spread dei BTP, ci aspettiamo che la BCE adotti una politica più accomodante in tale scenario, contribuendo a contenere parte della volatilità dal punto di vista del rendimento totale”.

In generale, il gestore è bullish sui Titoli di Stato, sottolineando di credere che il loro spazio all’interno dei portafogli di investimento sia maggiore rispetto allo scorso anno, grazie al “ dry powder di cui dispongono le banche centrali per allentare ulteriormente la politica monetaria”.

Ma occhio a questi altri bond e alle obbligazioni con questi rating

Allo stesso tempo, in una situazione caratterizzata da “ una crescita nominale elevata e da bilanci pubblici consistenti, riteniamo che i portafogli dovrebbero privilegiare maggiormente il rischio di credito rispetto al passato, concentrandosi in particolare sui segmenti del mercato che offrono redditi più elevati, quali le obbligazioni AT1, i CLO di alta qualità e le obbligazioni con rating BB ”.

Si tratta infatti di segmenti del mercato, conclude Kazmi, che “ offrono un rendimento significativamente superiore rispetto al credito investment grade tradizionale, senza esporsi al rischio di default, che è in gran parte limitato alle obbligazioni con rating B e CCC ”.

Argomenti

# Bce
# Spread
# Italia
# Btp