Tutti in fila per i BTP di Meloni grazie a quelle benedizioni. Occhio alla BCE

Laura Naka Antonelli

06/06/2025

Il Buy Italia va ancora di moda e i BTP di Meloni fanno tuttora gola, forti di una carrellata di benedizioni e di commenti. E lo spread festeggia. Il fattore BCE.

Tutti in fila per i BTP di Meloni grazie a quelle benedizioni. Occhio alla BCE

La febbre per i BTP di Meloni continua, e rimane decisamente alta. I Titoli di Stato italiani piacciono ancora, e molto, grazie alla lista più lunga dei motivi che sponsorizzano il Buy Italia, e a dispetto dell’assenza della BCE, che da un po’ si è defilata, svestendo i panni del principale acquirente dei bond sovrani emessi dall’Italia e dagli altri Paesi dell’area euro.

A parlare è il trend dello spread BTP-Bund a 10 anni e, per chi ritiene che questo parametro non abbia più lo stesso significato che presentava un tempo, la performance dei rendimenti dei BTP decennali.

Ma il momento d’oro per i BTP italiani ha spazio per continuare? E per quanto tempo ancora? Qual è il messaggio che arriva dagli esperti, e dagli stessi numeri del MEF, in un momento in cui qualcuno inizia a rifare i propri calcoli, soprattutto dopo quella frase precisa che la presidente della BCE Christine Lagarde ha rilasciato ieri, nel commentare l’ottavo taglio dei tassi in meno di un anno deciso dalla banca centrale? A caldo, ieri la reazione dei Titoli di Stato italiani e dell’area euro non è stata assolutamente positiva.

Vendite sui BTP, Bund e bond euro nel BCE Day, mentre il MEF conferma il buy Italia

BTP, Bund e altri bond sovrani dell’Eurozona sono stati attaccati ieri dalle vendite, sulla scia di quanto hanno iniziato a prezzare i mercati monetari a seguito della conferenza stampa di Christine Lagarde e anche di alcuni rumor che sono stati diffusi da Bloomberg, sul prossimo verdetto sui tassi da parte della BCE, atteso nel mese di luglio.

Detto questo, le buone notizie per i BTP non mancano. La febbre degli investitori esteri per la carta italiana è stata infatti confermata dal MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che nello stesso BCE Day, ha pubblicato i dettagli dell’emissione dual tranche avvenuta tramite sindacato, avvenuta l’altroieri, che ha avuto per oggetto un nuovo BTP a 5 anni e la riapertura del BTP Green 2037, quest’ultimo emesso per la prima volta il 14 maggio 2024.

Il collocamento, che il Tesoro ha affidato a un pool di banche formato da Banco Santander, Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, BofA Securities Europe, Crédit Agricole Corp. Inv. Bank e Société Générale Inv. Banking, è stato accolto con un entusiasmo tale da parte della comunità degli investitori istituzionali da portare gli ordini a schizzare oltre la soglia dei 210 miliardi di euro.

Nel rendere noto l’esito finale, il MEF ha annunciato di avere emesso 17 miliardi di euro, a fronte del collocamento dei due Titoli di Stato.

Per la precisione, le domande per il nuovo BTP a 5 anni si sono attestate a circa 120 miliardi di euro, mentre quelle per il BTP Green hanno superato quota 90 miliardi.

Chi sta facendo shopping dei BTP di Meloni. Gli acquirenti del nuovo BTP e dei BTP Green

Il Tesoro di Giancarlo Giorgetti è andato poi più nel dettaglio, rendendo note le caratteristiche di chi ha fatto shopping di questi ultimi bond sovrani made in Italy.

In tutto, hanno partecipato alla emissione più di 340 investitori sia per il BTP a 5 anni che per il BTP Green e “particolarmente rilevante è stata la partecipazione di investitori ESG (Environmental, Social and Governance), che hanno sottoscritto poco meno dell’80% del collocamento del titolo Green”.

Andando a guardare alla carta di identità di chi ha deciso di fare incetta dei BTP, sono emersi questi dettagli:

  • I fund manager ergo gestori dei fondi hanno sottoscritto il 44% dell’emissione del BTP a 5 anni mentre per il BTP Green la loro partecipazione è stata del 39,4%.
  • Le banche hanno sottoscritto il 39,4% del titolo quinquennale ed il 27,1% del titolo Green.
  • Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno sottoscritto il 12,2% per il BTP a 5 anni (di cui il 6,7% è stato assegnato a fondi pensione e assicurazioni e il 5,5% a banche centrali e istituzioni governative) e una quota ben più rilevante pari al 31% per il titolo Green (di cui il 18,9% a fondi pensione e assicurazioni e il 12,1% a banche centrali e istituzioni governative).
  • Agli hedge fund è stato allocato il 3,7% del titolo a 5 anni e il 2,3% del BTP Green mentre una quota residuale è stata sottoscritta da altre tipologie di investitori.

I Titoli di Stato italiani fanno gola agli investitori stranieri: “partecipazione straordinariamente diversificata”

Il Tesoro ha fatto riferimento alla “ partecipazione straordinariamente diversificata in termini di residenza degli investitori (circa 35 Paesi per entrambi i titoli), con ampio interesse da parte della componente estera ”.

Gli investitori stranieri, che da tempo blindano il debito pubblico italiano, hanno infatti inciso sulla domanda di questi BTP in misura determinante: per il 77,2% per il titolo a 5 anni e l’81,8% per il BTP Green, mentre gli investitori domestici hanno sottoscritto rispettivamente il 22,8% e il 18,2%.

Tra gli investitori esteri, a fare shopping dei BTP sono stati soprattutto gli investitori provenienti dal Regno Unito (30,5% sul 5 anni e 29,4% sul BTP Green), dalla Penisola Iberica (rispettivamente 15,4% e 17,5%), dai Paesi Scandinavi (rispettivamente 7,3% e 17,8%), dalla Francia (rispettivamente 7,8% e 5,7%), da Germania, Austria e Svizzera (rispettivamente 7,6% e 4,1%) e da altri Paesi europei (6,4% sul 5 anni e 4,1% sul BTP Green).

In Medio Oriente è stato sottoscritto l’1,6% e il 3,1% rispettivamente del titolo a 5 anni e del BTP Green mentre il resto dell’emissione è stato sottoscritto da altri investitori esteri.

Spread BTP-Bund orgoglio di Meloni. Le benedizioni di Goldman Sachs e delle agenzie di rating

La nuova corsa agli acquisti dei BTP è stata salutata con favore in primis dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, già fiera del trend dello spread BTP-Bund a 10 anni (al punto, in realtà, da fare anche una gaffe colossale che molto probabilmente rimarrà nella storia del suo governo).

Di fatto, è un po’ che lo spread ha raggiunto una importante pietra miliare viaggiando al di sotto della soglia di 100 punti base.

Parlando in occasione dell’evento organizzato dal quotidiano La Verità, Meloni ha fatto notare, menzionando proprio i risultati dell’emissione dual tranche tramite sindacato, che “negli ultimi giorni abbiamo fatto un’ultima emissione di BTP e abbiamo messo sul mercato 17 miliardi di euro e sono arrivate richieste per 210 miliardi di euro ”, aggiungendo: “Sa che significa questo? Che noi siamo considerati solidi, che noi siamo considerati sicuri e fa la differenza quando vuoi portare gli investimenti esteri e quando vuoi chiedere anche agli italiani di investire”.

Di fatto, al di là dell’orgoglio di Meloni, motivi per puntare ancora sui BTP sono stati illustrati da diversi analisti, in quest’ultimo periodo, non ultimi da Filippo Taddei, economista senior della divisione europea di Goldman Sachs, che ha sfornato un giudizio decisamente positivo a favore del debito pubblico italiano, presentando i 3 motivi per cui i BTP e il debito italiano rimangono una buona scommessa per il 2025 e sfornando così un consiglio ai risparmiatori italiani (ma non solo).

Il terreno per puntare sui BTP era tuttavia già fertile, grazie alla promozione del rating sul debito pubblico italiano arrivata da S&P Global e che era stata seguita poco dopo dalla decisione della ’sorella’ Moody’s di migliorare l’outlook sul giudizio riservato ai Titoli di Stato italiani (che rimangono confinati tuttavia, è il caso di dirlo, ancora in un girone superiore a quello “junk”, ovvero spazzatura, di appena un gradino.

Spread sempre più giù? Barclays ci crede

Negli stessi giorni, è arrivata un’analisi firmata dalla divisione di ricerca di Barclays dal titolo “BTPs: Nothing to fear but fear itself”, ovvero “BTP: Nulla da temere se non la paura stessa”, con cui gli esperti Alessandro Di Spirito e Rohan Khanna hanno presentato un nuovo target per lo spread BTP-Bund, rivedendo al ribasso quello precedente, compreso tra 90 e 140 punti base.

Le nuove previsioni puntano ora su un ulteriore restringimento del differenziale tra i rendimenti dei BTP e quelli dei Bund tedeschi a 10 anni fino a 70-120 punti base, per un motivo ben preciso, ovvero “la dissoluzione delle differenze tra i Paesi core (dell’area euro) e della periferia” che, a loro avviso, ha spazio per continuare.

Alla domanda su chi continua a fare shopping di BTP, Barclays ha citato i dati di Bankitalia, ricordando che, fonti chiave della domanda di Titoli di Stato italiani nel corso degli ultimi 2-3 anni sono stati, oltre alle famiglie italiane - che hanno risposto con entusiasmo all’appello di “più Titoli di Stato nelle mani degli italiani” della premier Meloni, concretizzatisi nei BTP Valore - con tanto novità di BTP Più - e, ultimamente, nell’ultimo BTP Italia - proprio gli investitori stranieri come hanno dimostrato d’altronde i risultati dell’emissione dual tranche appena comunicati dal MEF.

Nello specifico, Barclays ha fatto notare che, a partire dal 2024, è emerso che l’interesse degli investitori esteri è salito in modo significativo (sebbene gli stessi si fossero confermati già acquirenti netti nel 2023), acquistando il 75% circa dell’offerta di debito netto post QT nell’anno.

Altro elemento decisamente significativo che Barclays ha messo in evidenza è il fatto che, stando ai dati della BCE, il 70% circa della domanda proveniente dagli investitori stranieri è arrivato da investitori ex area euro nel 2024.

BTP, forte l'interesse arrivato dagli investitori esteri non appartenenti all'area euro BTP, forte l’interesse arrivato dagli investitori esteri non appartenenti all’area euro I BTP di Meloni continuano a fare gola agli investitori esteri. Occhio in particolare al forte interesse arrivato dagli investitori che non appartengono all'area euro, in modo particolare dalle istituzioni non bancarie (Fonti Haver Analytics, BCE, Barclays Research).

Ma occhio, ora la minaccia arriva dalla BCE (che ha già mollato BTP & Co.)

Detto questo, una minaccia per i BTP e per gli altri bond dell’area euro potrebbe essere rappresentata ora dalla BCE. Che, dopo aver privato i BTP di quei bazooka monetari che tanto hanno fatto la fortuna dei bond dell’area euro - secondo qualche critico soprattutto dei Titoli di Stato della periferia del blocco -, ovvero del QE-Quantitative easing e del PEPP-QE pandemico (sostituiti dal QT-Quantitative Tightening ancora in atto) potrebbe portare qualche investitore potenzialmente propenso a posizionarsi sui BTP & Co. a ripensarci.

Fermo restando che i BTP hanno dato una incredibile prova di forza anche in assenza della BCE va detto che, finora, almeno fino all’ultimo e ottavo taglio dei tassi di interesse dell’area euro annunciato ieri, 5 giugno, dalla banca centrale, la carica di buy è stata provocata proprio dalla corsa agli acquisti lanciata dagli investitori a caccia di rendimenti in vista di imminenti tagli da parte di Francoforte.

Ciò significa che, a questo punto, la prospettiva di una pausa nel ciclo dei tagli dei tassi giunto alla sua ottava edizione potrebbe portare alcuni trader a fare anch’essi una pausa, per avere idea di cosa bolle davvero nella pentola della Banca centrale europea.

Non per niente ieri a deprimere le quotazioni dei BTP, dei Bund e di altri bond dell’area euro è stata la notizia relativa alle nuove speculazioni sui tagli presenti nei mercati monetari, che ora puntano soltanto su un solo e nuovo taglio dei tassi da parte dell’Eurotower, rispetto alle due sforbiciate entro il 2025 precedentemente prezzate.