Nuovo DPCM d’urgenza prima di Pasqua: regole più severe se la situazione peggiora

Antonio Cosenza

6 Marzo 2021 - 16:01

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Covid, situazione in rapido peggioramento: il Governo pensa ad un DPCM da approvare d’urgenza qualora i contagi giornalieri dovessero toccare quota 40.000.

Nuovo DPCM d'urgenza prima di Pasqua: regole più severe se la situazione peggiora

Nuove misure urgenti per contrastare la diffusione del Covid sul territorio italiano potrebbero essere introdotte prima di Pasqua.

Oggi entra in vigore il nuovo DPCM; mentre gli italiani stanno cercando di capire cosa si può fare e cosa no, al Governo si sta riflettendo sulla possibilità di introdurre ulteriori restrizioni e divieti nel caso in cui la situazione contagi dovesse peggiorare ancora prima del 6 aprile 2021 (scadenza del provvedimento entrato in vigore oggi).

Si sta ragionando su una serie di misure da approvare qualora le fasce di colore dovessero non bastare più. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva anticipato che “le prossime settimane non sarebbero state affatto semplici”; come lui anche i Governatori delle Regioni, sempre più preoccupati per la crescita dei contagi e per le conseguenze sul sistema sanitario. E nelle ultime ore c’è anche l’allarme lanciato da Bertolaso: il consulente per la campagna vaccinale della Lombardia ha spiegato che presto “tutta Italia potrebbe passare in zona rossa”.

Tutti sono convinti che i numeri andranno a peggiorare: questa settimana l’indice Rt è salito a 1,06 e sono sempre più le Regioni che passano nella zona arancione (con tendenza al rosso).

La terza ondata spaventa ed è per questo che il Governo sta correndo ai ripari pensando ad una serie di divieti e restrizioni da introdurre qualora la situazione dovesse precipitare. Il nuovo DPCM sarà in scadenza il 6 aprile, ma non ci saranno problemi ad intervenire in anticipo qualora i dati dovessero peggiorare in maniera repentina.

Covid, DPCM anticipato in caso di 40 mila contagi al giorno

Secondo il Corriere della Sera, sarebbe di 40.000 contagi al giorno la soglia critica che porterebbe il Governo ad intervenire in maniera tempestiva con un nuovo DPCM. Nella giornata di ieri sono stati 24.036 i nuovi casi, quindi questa soglia è ancora lontana. Le varianti del virus però corrono più in fretta rispetto al ceppo originario ed è per questo che non si esclude un rapido peggioramento.

Ma preoccupa anche il numero dei posti occupati nelle terapie intensive: sono 2.525, attualmente, i posti occupati, con la soglia di “sicurezza” fissata a 3.000.

Per il momento, comunque, non sembra si sia parlato di lockdown: prima di pensare a quella che è la soluzione più estrema, che si vuole assolutamente evitare, si ragionerà ad una serie di nuovi divieti e restrizioni in modo da limitare la diffusione del Covid.

Nuovo DPCM d’urgenza: quali misure?

Per il momento sono due le misure sulle quali sembra si stia ragionando nei vertici che si sono tenuti in queste ore per valutare cosa fare qualora i contagi giornalieri dovessero tornare a crescere come nell’autunno scorso, toccando quota 40.000 casi.

Nel dettaglio, sul tavolo c’è l’idea di anticipare il coprifuoco di una o due ore, limitando di fatto tutti gli spostamenti dopo le 21:00/20:00, eccetto quelli motivati da necessità. Sono lontani i tempi - ma si tratta solamente di qualche settimana fa, a conferma di come può peggiorare in fretta la situazione con le varianti in campo - in cui le Regioni chiedevano di aprire i ristoranti anche la sera.

E non è tutto: altri divieti con un DPCM d’urgenza riguarderebbero gli spostamenti, ma il Corriere non precisa di quali limitazioni si tratta (anche perché bisogna considerare che in zona arancione vi è già il divieto di spostarsi dal Comune, mentre in zona rossa sono vietati tutti gli spostamenti non necessari). Ad esempio, potrebbero essere limitazioni per le visite a parenti e amici, i quali sarebbero vietati anche nelle Regioni gialle e arancioni.

E ancora: potrebbe esserci la chiusura di alcuni esercizi commerciali. D’altronde, il Comitato Tecnico Scientifico in queste ore ha spiegato che la chiusura delle scuole ha senso solamente se nel frattempo si applicano anche altre restrizioni.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories