Gli annunci di Trump mandano al tappeto diversi asset. A Wall Street, i futures sul Dow Jones affondano fino a oltre -800 punti, mentre è fuga da questi bond.
Ci risiamo, con Wall Street, i bond USA e in generale i mercati finanziari di tutto il mondo che tornano ostaggio delle minacce del Presidente americano Donald Trump.
La reazione di Wall Street e di altre asset class sa di déjà vu, in quanto sembra replicare quanto avvenne agli inizi di aprile del 2025, quando l’annuncio dei dazi di Trump nel Liberation Day inaugurò una fase storica di smobilizzi, che finì per contagiare il resto del mondo, Piazza Affari inclusa.
Nei giorni successivi all’annuncio del 2 aprile 2025, il Dow Jones arrivò a crollare anche fino a 2.000 punti.
Poi, la calma, e la rimonta secondo alcuni esperti anche eccessiva, da bolla, con la consapevolezza onnipresente, tuttavia, di possibili nuovi colpi di testa del Presidente americano. Che, con l’inizio del 2026, non solo non sono mancati, ma continuano ad aumentare.
Tra gli ultimi che stanno spaventando di più i mercati, si mettono in prima fila le minacce di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump a qualsiasi Paese che si metta di traverso al suo piano di conquistare la Groenlandia.
Nella giornata di sabato, con un annuncio via Truth Social, Trump ha minacciato infatti di imporre dazi del 10% a partire dal prossimo 1° febbraio e poi in rialzo al 25% dal 1° giugno su tutti i prodotti che gli Stati Uniti importeranno da otto Paesi NATO: ovvero dalla Danimarca, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dall’Olanda e dalla Finlandia, a meno che non si arrivi a “ un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia ”.
Ieri Wall Street non ha potuto scontare le dichiarazioni del Presidente americano, in quanto chiusa in occasione della festività dedicata a Martin Luther King.
Alta tensione con la Francia di Macron e gli UK di Starmer, a Wall Street riesplode l’ansia Trump
Oggi la borsa USA è pronta a riaprire e i segnali di un tonfo imminente ci sono tutti, anche perché Trump, in volo verso Davos, Svizzera, per presenziare al World Economic Forum, ha lanciato ulteriori minacce.
Nelle ultime ore nuovi avvertimenti sono stati lanciati contro la Francia di Emmanuel Macron, che si è rifiutata di aderire al Board of Peace per la ricostruzione di Gaza.
In tutta risposta, Trump ha minacciato tariffe del 200% sui vini e sugli champagne francesi, non risparmiando dichiarazioni taglienti contro Macron.
Alta tensione anche con il Regno Unito di Keir Starmer, criticato da Trump per il piano di trasferire la sovranità delle isole Chagos a Mauritius.
Un “ atto di grande stupidità ”, ha sentenziato il Presidente USA, aggiungendo che la decisione rappresenta “l’ennesima, in una lunghissima serie, di ragioni di sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita ”.
Le parole di Trump sono tornate a scuotere i nervi dei mercati, piegando oggi soprattutto Wall Street.
I futures sul Dow Jones stanno crollando di più di 700 punti, ma sono arrivati a segnare un tonfo di più di 800 punti nelle ultime ore.
I futures sullo S&P 500 e sul Nasdaq scivolano rispettivamente dell’1,6% e di oltre il 2%.
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Non solo Wall Street, colpi di testa Trump affondano i Treasury a 20 e a 30 anni
A essere bombardati di sell non è, però, solo Wall Street.
L’esplodere delle nuove tensioni geopolitiche, insieme all’arma che Trump è ormai abituato a sfoderare contro tutti i Paesi che si oppongano alle sue decisioni, ovvero al ricatto dei dazi, sta affondando anche i bond USA, i cosiddetti Treasury americani, soprattutto quelli a lunga scadenza, visto che i rendimenti dei Titoli di Stato americani a 20 e a 30 anni sono volati fino a 9 punti base, schizzando rispettivamente al 4,885% e al 4,93%.
Sono soprattutto questi i Titoli di Stato da cui gli investitori decidono di prendere le distanze, dandosi alla fuga.
Sell sui Treasury contagiano anche BTP, Bund & Co. Il trend dello spread Italia-Francia e spread BTP-Bund
Tensione anche sui Treasury a 10 anni, con i rendimenti saliti di 6 punti base al 4,287%.
L’effetto domino è immediato. Gli smobilizzi si abbattono infatti anche sui bond dell’area euro, come dimostra la traiettoria in forte rialzo dei rendimenti dei BTP, dei Bund, dei Bonos, degli OAT e di altri Titoli di Stato del blocco.
L’ansia fa scattare i rendimenti dei BTP e degli OAT, in particolare, di 7 punti base, rispettivamente al 3,56% e al 3,52%, confermando - consolazione per l’Italia - il valore negativo dello spread Italia-Francia a 10 anni, che ribadisce un messaggio preciso che arriva dai mercati, ormai, dagli inizi di ottobre 2025.
I rendimenti dei Bund tedeschi avanzano di 4 punti pase al 2,88%, portando lo spread BTP-Bund a 10 anni a 10 anni a 64 punti base, dunque a un valore che continua ad aggirarsi ai minimi dal 2008.
I rendimenti dei Bonos spagnoli salgono di 5 punti base al 3,27%. Attaccati dai sell anche i Gilt UK, con i rendimenti che mettono a segno un progresso di 6 punti base al 4,48%.
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