Multe nuovi voucher INPS: le sanzioni per chi non rispetta le regole

Nuovi voucher: dal 10 luglio 2017 è online la piattaforma INPS per l’utilizzo del Libretto Famiglia e del PrestO. Ecco quali sono le sanzioni per chi non rispetta le regole.

Nuovi voucher: quali multe per chi non rispetta le regole?

Mandati in soffitta i vecchi voucher, dal 10 luglio 2017 sarà online la nuova piattaforma telematica dell’INPS per l’utilizzo del libretto famiglia e del contratto PrestO, le due misure alternative con le quali si spera di regolarizzare il lavoro nero per le prestazioni di tipo occasionale, come ad esempio per i servizi offerti dalle collaboratrici domestiche.

Grazie alla piattaforma dell’INPS gestire i nuovi voucher sarà più semplice per le famiglie, ma allo stesso tempo anche per l’Istituto sarà più facile accorgersi di eventuali abusi e irregolarità.

I vecchi voucher infatti sono stati eliminati proprio perché usati impropriamente ed è per questo motivo che verrà fatto di tutto affinché non si ripetano gli stessi problemi.

Per chi abusa del libretto famiglia o dei nuovi contratti per le prestazioni di tipo occasionali sono previste delle sanzioni molto severe che possono portare persino alla trasformazione automatica in un contratto a tempo pieno e indeterminato.

Ecco perché per i datori di lavoro conoscere le regole per l’utilizzo del libretto famiglia e del contratto di prestazione occasionale PrestO così da non rischiare di dover pagare una multa.

Prima di vedere quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta le regole, facciamo un passo indietro e vediamo come funzionano questi due strumenti e quali sono le differenze.

Libretto famiglia e PrestO: come funzionano i nuovi voucher

Con la conversione in legge del decreto 50/2017, la cosiddetta “manovrina”, sono stati introdotti due nuovi strumenti per la regolarizzazione del lavoro nero per quel che riguarda le prestazioni occasionali.

Il libretto famiglia è uno strumento acquistabile dalle famiglie da utilizzare per il pagamento di coloro che svolgono dei piccoli lavori. Ad esempio, si può utilizzare per pagare il giardiniere, le colf, le badanti, le baby sitter o chi si occupa delle ripetizioni private.

Le famiglie possono acquistarlo tramite l’apposita piattaforma INPS online dal 10 luglio 2017 e utilizzarlo per pagare quanto dovuto. Nel dettaglio, il libretto famiglia contiene dei voucher del valore singolo di 10 euro che al committente costerà 2 euro in più, versati ai fini della contribuzione previdenziale (€1,65 all’INPS) e dell’assicurazione (€0,25 all’INAIL).

Il nuovo contratto di prestazione occasionale, il cosiddetto PrestO, è destinato alle imprese (comprese le aziende agricole e quelle che si occupano dei lavori di edilizia) e ai professionisti, ad eccezione di quelli che hanno assunto più di 5 lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda i lavoratori agricoli, il nuovo PrestO potrà essere utilizzato solo per i pensionati di vecchiaia o di invalidità e per i giovani con meno di 25 anni che frequentano ancora la scuola o l’Università. Inoltre, in questo settore il PrestO è esteso anche ai beneficiari di prestazioni integrative del reddito da lavoro, come ad esempio il REI (Reddito di Inclusione).

Anche per attivare il PrestO bisogna utilizzare l’apposita piattaforma INPS online dal 10 luglio. L’importo è superiore a quello dei vecchi voucher, poiché pari a 9 euro netti all’ora ai quali bisogna aggiungere la quota contributiva e il premio assicurativo contro gli infortuni sul lavoro, entrambi a carico del datore di lavoro.

Regole e sanzioni per i nuovi voucher

Con i nuovi voucher il Governo ha dimostrato di voler andare incontro alle necessità dei lavoratori occasionali, aumentando i compensi previsti. Allo stesso tempo - per evitare che si ripetano gli errori fatti in passato - sono state rese più severe le multe per chi non rispetta le regole.

Per utilizzare i nuovi voucher, infatti, non si possono ricevere più di 5.000 euro annui dal complesso dei committenti. Per il singolo datore di lavoro, invece, la soglia che non si può superare è pari a 2.500 euro.

Allo stesso tempo il singolo committente non può erogare più di 5.000 euro l’anno, anche se si tratta di servizi differenti.

Con l’apposita piattaforma online dal 10 luglio l’INPS garantirà il corretto utilizzo dei voucher. Nel dettaglio, il committente al momento della comunicazione per l’utilizzo di uno o più voucher dovrà indicare diverse informazioni, quali:

  • dati personali del prestatore di lavoro;
  • compenso pattuito;
  • luogo svolgimento della prestazione;
  • durata.

Una volta registrato il voucher il prestatore riceverà un SMS o un messaggio di posta elettronica, mentre per il rendiconto delle proprie attività gli basterà accedere alla piattaforma.

Insomma, tutto sotto controllo: ecco perché trasgredire alle regole si preannuncia molto difficile. Per chi ci riuscisse, però, sono previste delle sanzioni molto severe.

Ad esempio, se il committente supera il limite di 2.500 per un singolo prestatore (o anche il limite di 280 ore l’anno), viene meno il rapporto occasionale e questo si trasformerà direttamente in un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Se per non rendere noto l’utilizzo del voucher il committente decide di non effettuare la comunicazione sulla piattaforma dell’INPS è prevista una multa che va dai 500 ai 2.500 euro per ogni singola prestazione.

Per chi invece non utilizza né il voucher né qualsiasi altro strumento idoneo per la regolarizzazione, si applicano le stesse sanzioni previste per il lavoro nero.

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