Lo stipendio e i guadagni attuali (e passati) di Maurizio Sarri: ecco il patrimonio dell’allenatore che ha lasciato la Lazio per approdare all’Atalanta di Percassi
Maurizio Sarri o lo si odia o lo si ama. La sua figura è una delle poche rimaste a rappresentare quel «calcio di una volta», più autentico e viscerale e meno prono alle logiche della comunicazione e del marketing.
Del resto quando in tuo onore viene coniato un nuovo termine, il «sarrismo», vuol dire che non ci troviamo di fronte a un personaggio qualunque. Anche la sua storia è molto diversa da quella di molti suoi colleghi, passati spesso dal campo alla panchina senza aver fatto la classica gavetta.
A 67 anni, con oltre 800 panchine tra i professionisti e un palmarès che conta una Europa League vinta con il Chelsea e uno scudetto conquistato alla Juventus, il Comandante compie l’ennesima mossa a sorpresa: lascia la Lazio - guidata in totale per quasi quattro stagioni, l’ultima delle quali conclusa con una finale di Coppa Italia - e approda sulla panchina dell’Atalanta. La famiglia Percassi e quella Pagliuca lo hanno accolto con un contratto triennale con scadenza giugno 2029.
Il progetto bergamasco nasce su macerie da ricostruire. Dopo i dodici anni di Gian Piero Gasperini - passato alla Roma a fine stagione 2025 - l’Atalanta ha vissuto un’annata travagliata: prima Ivan Juric, con risultati al di sotto delle aspettative, poi Raffaele Palladino, che ha raddrizzato la rotta e portato i nerazzurri ai preliminari di Conference League, da cui partirà l’avventura di Sarri a Bergamo. Al suo fianco è già arrivato Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo: la stessa coppia che tra il 2015 e il 2018 aveva costruito alcune delle stagioni più belle della storia recente del Napoli.
Il paradosso, però, è di quelli ricorrenti. Le incomprensioni con il patron Claudio Lotito erano state, già nel marzo 2024, il motivo principale delle dimissioni al termine del primo ciclo biancoceleste. Il Sarri-bis non ha fatto eccezione: i limiti strutturali della rosa e le tensioni con la proprietà hanno reso inevitabile la risoluzione consensuale del contratto, anche stavolta, nonostante la finale di Coppa Italia e i risultati positivi del precedente mandato, con addirittura un secondo posto in campionato nella stagione 2022/23.
Vediamo, allora, quanto guadagna Maurizio Sarri, dando uno sguardo allo stipendio percepito all’Atalanta, ai guadagni in carriera e al patrimonio del Comandante.
Lo stipendio di Sarri all’Atalanta
Con il contratto triennale siglato con l’Atalanta, Maurizio Sarri percepirà un ingaggio annuale netto pari a 3,5 milioni di euro, che al lordo equivalgono a quasi 6,5 milioni. L’accordo, valido fino a giugno 2029 senza proroghe automatiche, è stato confermato dal club bergamasco nel comunicato ufficiale.
Si tratta di un aumento netto rispetto ai 2,5 milioni netti della seconda parentesi laziale e di una cifra che ridisegna in modo significativo la posizione di Sarri nella classifica degli allenatori più pagati della Serie A: nella stagione 2025/26, il mister occupava la settima posizione insieme a Cristian Chivu dell’Inter, entrambi a 2,5 milioni netti, alle spalle di Antonio Conte (Napoli, 8 milioni), Massimiliano Allegri (Milan, 5 milioni), Gian Piero Gasperini (Roma, 5 milioni) e della terna formata da Vincenzo Italiano (Bologna), Stefano Pioli (Fiorentina) e Igor Tudor (Juventus) (gli ultimi due esonerati presto), tutti attestati sui 3 milioni. Con i 3,5 milioni all’Atalanta, Sarri supera quella fascia intermedia e si candida stabilmente nella top 5 del campionato, pareggiando anche l’ingaggio del nuovo mister del Milan, Ruben Amorim.
I guadagni in carriera di Maurizio Sarri
La particolare storia di Maurizio Sarri è ormai più che nota. A differenza del personaggio di Checco Zalone nel film Quo Vado, il mister ha rinunciato al suo posto fisso in Banca per poter allenare a tempo pieno.
Dopo una lunga gavetta nelle serie minori dove porta la Sangiovannese fino alla C1, la sua prima grande chance è a Pescara in Serie B. Da quel momento, una lunga serie di alti e bassi passati sempre in provincia.
La svolta avviene però a Empoli, dove ha impressionato non solo per i risultati, promozione in Serie A e poi una convincente salvezza nella massima serie, ma anche per il suo gioco, per compiere poi il grande salto passando al Napoli.
Il resto è storia recente, con l’addio ai partenopei non senza qualche ruggine con il presidente Aurelio De Laurentiis e l’approdo al Chelsea, dove ha preso il posto di un altro tecnico italiano ovvero Antonio Conte.
Con i Blues Maurizio Sarri è stato legato da un contratto triennale siglato nell’estate del 2018, con lo stipendio di 6,4 milioni lordi a stagione - praticamente la metà di quello che prendeva prima di lui l’ex CT della Nazionale. Dopo una sola stagione, coronata dalla vittoria dell’Europa League nella finale tutta inglese contro l’Arsenal, la Juventus ha dovuto mettere mano al portafoglio e pagare una penale per liberarlo dai londinesi: con i bianconeri Sarri si è legato con un altro triennale per uno stipendio netto pari a 5,5 milioni, anche se il rapporto si è concluso dopo il primo anno con la vittoria dello scudetto.
In precedenza, invece, al Napoli percepiva uno stipendio netto da 1,4 milioni a stagione, anche qui molto meno di tanti suoi colleghi che poi sono puntualmente finiti alle sue spalle in classifica.
Al suo esordio in Serie A nel 2014 con l’Empoli, con un salario da 300.000 euro Sarri era addirittura l’allenatore meno pagato della massima serie.
Nel primo atto con la Lazio aveva firmato un contratto biennale con l’opzione per il terzo anno, per uno stipendio di circa 3 milioni netti a stagione più i relativi bonus. Nel Sarri-bis biancoceleste, come detto, il contratto prevedeva 2,5 milioni netti a stagione più ricchi bonus: 500.000 euro per la qualificazione all’Europa League e 1 milione per quella in Champions. Con l’Atalanta, il contratto triennale fino al 2029 vale 3,5 milioni netti a stagione.
Il patrimonio di Maurizio Sarri
Attualmente non esistono stime ufficiali o attendibili del patrimonio netto di Maurizio Sarri: non è dato sapere quanto possiede in termini di immobili, investimenti o conti bancari.
Nel complesso, solo tra Napoli, Chelsea, Juventus e le due parentesi alla Lazio, tra il 2015 e il 2026, i suoi guadagni netti si stimano nella fascia tra 30 e 40 milioni di euro, escludendo eventuali investimenti personali. Il contratto triennale con l’Atalanta aggiunge una potenziale quota di oltre 10 milioni a questo conto entro il 2029. Di conseguenza, il conto in banca di Sarri dovrebbe essere importante, ma non esistono stime attendibili in merito al suo patrimonio complessivo.
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