Quanto guadagna Ranieri come direttore tecnico della Nazionale

Emanuele Di Baldo

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Terremoto dopo terremoto, Malagò alla fine ha scelto la coppia da usato sicuro Mancini-Ranieri. Ecco quanto guadagna il nuovo DT della nazionale azzurra

Quanto guadagna Ranieri come direttore tecnico della Nazionale

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Tre Mondiali di fila guardati dalla tv, un’estate di scossoni e un finale a sorpresa. Il calcio italiano riparte da due volti noti: Roberto Mancini commissario tecnico e Claudio Ranieri direttore tecnico. Ad annunciarli è stato il presidente della FIGC Giovanni Malagò, che ha così chiuso la telenovela esplosa dopo il caso Pirlo - il nodo dello sponsor russo che ne ha bloccato l’ingaggio - e le successive dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo. Fumata bianca per la coppia «da usato sicuro», con presentazione ufficiale fissata per oggi, 29 luglio, alle 18.

Per Ranieri è l’ennesimo ritorno di fiamma. A 74 anni il tecnico romano sembrava avviato alla pensione: chiusa la terza avventura sulla panchina della Roma, dal 1° luglio 2025 aveva assunto il ruolo di senior advisor dei Friedkin, incarico però terminato a fine aprile 2026 per divergenze interne. Un anno fa aveva già detto no all’azzurro, quando Gravina lo cercò dopo Spalletti: allora la Roma veniva prima. Stavolta la risposta è cambiata: «Non posso dire di no», avrebbe confidato alla famiglia durante le vacanze calabresi.

Claudio Ranieri nuovo DT della nazionale: ecco quanto guadagna

Le cifre non sono state ufficializzate da Malagò, che in conferenza si è limitato a elogiare la «disponibilità economica» dei due una volta seduti al tavolo. A quantificarla è il Corriere della Sera: contratto sotto i due milioni di euro l’anno per il ct Mancini - la metà rispetto ai circa 4 milioni della sua prima gestione azzurra - e meno di un milione a stagione per il direttore tecnico Ranieri.

Un ingaggio «sfoltito» anche per Sir Claudio, se paragonato al passato recente: da consulente della Roma fino allo scorso aprile superava il milione annuo, e circa un milione più bonus aveva percepito da allenatore giallorosso nella stagione 2024-25. Lontani, ovviamente, i 3,5 milioni a stagione dell’epoca d’oro del Leicester.

Nel nuovo organigramma Ranieri non sarà un semplice uomo-immagine: assume anche la presidenza del Club Italia e il coordinamento delle nazionali giovanili al fianco di Viscidi. È lo stesso doppio incarico costruito poche settimane fa per Paolo Maldini, poi dimessosi: l’ex capitano del Milan aveva accettato una cifra tra i 500 mila e il milione di euro per la direzione tecnica, più circa 250 mila euro per la guida del Club Italia, l’incarico un tempo di Gravina.

Il CV parla per Ranieri: ecco perché è uno dei «santoni» del calcio italiano

Se Malagò ha scelto l’usato sicuro, un motivo c’è: pochi in Italia possono vantare un curriculum lungo come quello di Sir Claudio. Romano, classe 1951, da calciatore fa il difensore: esordisce nella Roma ma lega il suo nome al Catanzaro, di cui tra il 1976 e il 1982 diventa il giocatore con più presenze in Serie A.

È in panchina, però, che nasce il mito. Dopo la gavetta tra Vigor Lamezia e Campania Puteolana arriva il primo amore, il Cagliari, portato dalla Serie C alla A tra il 1988 e il 1991. Poi Napoli e Fiorentina (Coppa Italia e Supercoppa nel 1996), quindi il grande salto all’estero: Valencia - con cui conquista Coppa del Re, Supercoppa UEFA e Intertoto - Atlético Madrid, i quattro anni al Chelsea e il Monaco, promosso dalla Ligue 2 e poi secondo in Ligue 1.

Ma il capolavoro, quello che lo consegna alla leggenda, ha una data e un luogo precisi: Leicester, Premier League 2015-2016. Un trionfo da favola che gli vale il titolo di miglior allenatore del mondo per la FIFA, l’ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano e l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica. Da lì in poi Nantes, Fulham, Watford, la Sampdoria e ancora la Roma - la sua città, guidata per ben tre volte. Nel 2023 il ritorno-simbolo a Cagliari, di nuovo promosso e poi salvato in Serie A.

Un dettaglio per gli amanti delle statistiche: Ranieri è l’unico allenatore ad aver disputato e vinto i quattro grandi derby italiani, con Roma, Juventus, Inter e Sampdoria. Un santone, appunto.

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