Quanto guadagna Giovanni Malagò? Stipendio e patrimonio del presidente FIGC

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6 Luglio 2026 - 15:45

Ecco quanto guadagna Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC ed ex presidente del CONI, con una lunghissima carriera alle spalle tra sport e politica

Quanto guadagna Giovanni Malagò? Stipendio e patrimonio del presidente FIGC

La domanda è tornata d’attualità con la brutalità tipica del calcio italiano: quanto guadagna Giovanni Malagò? La risposta breve, aggiornata al 6 luglio 2026, è circa 240.000 euro lordi l’anno da presidente della FIGC. Ma il quadro economico reale, quello che conta davvero, è molto più articolato.

L’occasione è nota a tutti: Malagò è stato eletto presidente della Federcalcio il 22 giugno 2026, con un netto 68,58% dei voti all’assemblea federale di Roma, battendo l’unico sfidante Giancarlo Abete (fermo al 29,17%). Ha raccolto l’eredità di Gabriele Gravina, dimessosi il 2 aprile scorso all’indomani della terza mancata qualificazione consecutiva degli Azzurri ai Mondiali. Tre Mondiali persi di fila, un Paese sportivamente furioso: Gravina non poteva fare altro che andare, e Malagò ha raccolto il testimone.

Lo stipendio FIGC nel 2026

Per chi cerca “quanto prende Malagò”, il punto di partenza è uno solo: il compenso da presidente della Federcalcio. Le fonti più autorevoli che hanno ricostruito il trattamento economico del neo-presidente - tra cui Il Giornale e Il Sole 24 Ore - parlano, come detto, di circa 240.000 euro lordi annui: la stessa cifra associata per anni al predecessore Gravina. Non è una somma pensata su misura per Malagò: è quella consolidata del ruolo, professionalizzato nel 2021 quando il Consiglio Federale deliberò di portare il compenso presidenziale dai vecchi 36.000 euro l’anno - una cifra quasi simbolica, un rimborso spese glorificato - agli attuali livelli, motivando l’aumento con le responsabilità connesse alla guida del Club Italia, l’organismo che coordina l’intera galassia delle Nazionali azzurre.

Va aggiunto un dettaglio non secondario: Malagò è diventato operativo alla guida della Federcalcio a partire dal 1° luglio 2026. La presidenza è quindi in vigore da appena una settimana, ma il compenso è quello rodato del ruolo, non una cifra da contrattare da zero.

Non chiamatelo solo dirigente sportivo: il profilo imprenditoriale che cambia tutto

Limitare il discorso allo stipendio FIGC significherebbe guardare solo la punta dell’iceberg. Malagò è prima di tutto un imprenditore... e di lungo corso. La sua storia economica è intrecciata da decenni con attività private che rappresentano, di gran lunga, la componente più rilevante del suo reddito complessivo.

Figlio di Vincenzo Malagò, storico concessionario automobilistico romano e già vicepresidente della Roma, Giovanni ha costruito e ampliato nel tempo un portafoglio di attività imprenditoriali solido. È socio del Gruppo Sa.Mo.Car., attivo nella vendita di auto di lusso nella Capitale; è presidente e socio di MO.MA.Italia; è amministratore delegato e socio di GL Investimenti. Attività che, secondo le stime elaborate da QFinance e riprese da organi di stampa specializzati dopo l’elezione, gli garantirebbero un reddito privato annuo vicino al milione di euro.

Sommando il compenso istituzionale della FIGC alle entrate d’impresa, il reddito complessivo di Malagò si stima intorno a 1,2 milioni di euro lordi l’anno. Non è una cifra ufficiale - per il 2026 non esiste ancora una dichiarazione fiscale pubblica aggiornata - ma è la stima più attendibile disponibile al momento secondo fonti autorevoli di settore.

Il lungo addio al CONI: 12 anni e quegli stipendi devoluti in beneficenza

Per contestualizzare davvero il profilo economico di Malagò, vale la pena ripercorrere il capitolo CONI. È stato presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano per oltre dodici anni: dal febbraio 2013 al 26 giugno 2025, quando l’assemblea del Comitato ha eletto Luciano Buonfiglio come nuovo numero uno del CONI; una scelta che portava la firma di Malagò stesso, da presidente uscente interessato a garantire continuità in vista dei Giochi di Milano-Cortina.

Nel suo lungo mandato, il dettaglio che ha fatto più rumore è uno solo: Malagò ha sempre dichiarato di devolvere in beneficenza il compenso da presidente CONI, fissato a 179.000 euro lordi l’anno. Un gesto che gli ha costruito l’immagine del dirigente a gratis, ma che non deve trarre in inganno. Come ricostruito all’epoca da Calcio e Finanza sulla base della dichiarazione dei redditi 2022 (riferita al 2021), il suo reddito complessivo sfiorava già il milione di euro, proveniente in larga misura dalle attività imprenditoriali private.

Fondazione Milano-Cortina 2026: sipario calato

C’è un altro incarico che ha caratterizzato la fase finale della carriera di Malagò prima della FIGC: la presidenza della Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici invernali. Un ruolo di primissimo piano, che lo ha visto protagonista fino alle ultime ore delle Paralimpiadi invernali a Cortina d’Ampezzo, a marzo 2026.

Con la conclusione dei Giochi, la Fondazione ha esaurito la propria fase operativa. Non emergono quindi, dalle fonti consultate, compensi aggiuntivi verificabili e certificati da sommare allo stipendio FIGC per questo incarico. Il principio da applicare è lo stesso di sempre: le cifre si indicano solo quando supportate da documenti o fonti verificabili, non per arrotondamento al rialzo.

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