Market mover della settimana (6-12 luglio), occhi puntati sui verbali della Fed e sulla produzione industriale italiana. Tutti gli eventi chiave da monitorare

Redazione Money Premium

5 Luglio 2026 - 11:25

Questa settimana rafforzerà o modificherà le aspettative sui tassi di interesse, influenzando valute, obbligazioni e borse.

Market mover della settimana (6-12 luglio), occhi puntati sui verbali della Fed e sulla produzione industriale italiana. Tutti gli eventi chiave da monitorare

La prossima settimana si annuncia densa di spunti per gli investitori, in un contesto globale ancora segnato da incertezze legate all’inflazione persistente, alla traiettoria della crescita e alle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare le materie prime e i flussi commerciali.

Senza decisioni di politica monetaria da parte delle grandi banche centrali come la Federal Reserve o la Banca Centrale Europea, saranno i dati macroeconomici a dettare il ritmo dei mercati, offrendo indicazioni preziose su consumi, manifattura e prospettive di tassi.

I dati in arrivo

Lunedì 6 luglio l’attenzione si concentrerà innanzitutto sull’Europa. La pubblicazione delle vendite al dettaglio di maggio nell’Eurozona rappresenterà un test importante sulla resilienza dei consumi delle famiglie, pilastro della ripresa nella zona euro dopo un periodo di rallentamento. In Germania, gli ordini di fabbrica dello stesso mese aiuteranno a valutare la vitalità del settore manifatturiero, da tempo alle prese con debolezza della domanda estera e alti costi energetici.

Oltreoceano, negli Stati Uniti, l’indice ISM Services PMI di giugno sarà sotto i riflettori: il settore terziario, che pesa per oltre l’80% dell’economia americana, fornirà segnali aggiornati su occupazione, nuovi ordini e prezzi, elementi cruciali per anticipare le mosse future della Fed. In Asia, il Giappone diffonderà dati sulla spesa delle famiglie e sulle retribuzioni, indicatori chiave per misurare la tenuta della domanda interna in un’economia ancora alle prese con deflazione endemica e yen volatile.

La giornata di martedì apparirà più tranquilla, lasciando spazio a possibili dichiarazioni di esponenti delle banche centrali e a aggiornamenti secondari che potrebbero comunque muovere i listini se dovessero discostarsi dalle attese.

Attenzione ai verbali della Fed

Mercoledì 8 luglio il palcoscenico sarà dominato dagli Stati Uniti con la diffusione dei verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (FOMC). Si tratta dell’appuntamento più atteso della settimana: gli investitori analizzeranno con cura il tono delle discussioni interne alla Federal Reserve su inflazione, mercato del lavoro e traiettorie dei tassi, alla ricerca di indizi su eventuali tagli o pause prolungate. Un orientamento più “dovish” potrebbe sostenere gli indici azionari e indebolire il dollaro, mentre segnali hawkish alimenterebbero la forza della valuta americana e pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasury.

Giovedì il focus si sposterà sull’Asia, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno della Cina. I dati sull’inflazione nella seconda economia mondiale saranno scrutati con particolare attenzione: un’accelerazione potrebbe confermare segnali di ripresa della domanda interna, sostenendo materie prime e valute asiatiche, mentre un rallentamento rischierebbe di rinfocolare timori su una crescita ancora anemica. In Europa, i dati sul commercio estero tedesco completeranno il quadro sulla competitività dell’industria del continente.

Il dato italiano

Venerdì 10 luglio chiuderà la settimana con indicatori di rilievo. In Germania arriverà la stima finale dell’inflazione armonizzata, dato che la BCE monitora con attenzione per calibrare le proprie politiche. In Canada, i mercati seguiranno i dati sul mercato del lavoro di giugno – variazione dell’occupazione e tasso di disoccupazione – per cogliere eventuali segnali sulla Bank of Canada.

Per l’Italia, la produzione industriale di maggio fornirà un aggiornamento sul manifatturiero nazionale, ancora alle prese con sfide legate a energia, supply chain e domanda europea.