Sergio Marchionne: cosa pensa davvero il Web di lui?

Gli ultimi 14 anni di storia digitale dell’ex Ad di FCA e Ferrari: la maggior parte dei contenuti lo premia, ma ci è voluto del tempo

Sergio Marchionne: cosa pensa davvero il Web di lui?

Sergio Marchionne si è spento mercoledì all’età di 66 anni.
Amministratore delegato di FCA e Ferrari e figura di spicco del comparto manageriale italiano, è stato inevitabilmente sempre al centro delle attenzioni del web visti i ruoli cruciali di volta in volta ricoperti nella sua carriera.

È per questo che Reputation Manager - società italiana che si occupa di analisi, gestione e costruzione della reputazione online - ha seguito la storia digitale di Marchionne degli ultimi 14 anni, traendone spunti molto interessanti.

Talvolta venerato, odiato in altri casi, Marchionne è stato comunque in grado di conquistare la vetta della classifica dei 100 manager con la migliore reputazione in Italia.

Lo studio: il 51% della rete ama Marchionne

Dall’analisi approfondita di Reputation Manager emerge un bilancio decisamente positivo del sentiment generato dal manager verso l’utenza web. Il 51% dei contenuti di internet che lo riguardano si esprime a suo favore, contro un 23% di contrarietà e un 26% di testi o conversazioni neutre.

Le seguenti percentuali vanno però inserite in periodi nettamente diversi, separati tra un inizio negativo e una «correzione» dell’immagine negli anni sempre più forte.
Il 2004, anno in cui Marchionne viene nominato Ad del Gruppo Fiat, vede in un certo senso l’avvio della sua figura web, col crescere di un interesse «enciclopedico» nei confronti del nuovo capo del marchio automobilistico torinese.

I primi anni contribuiscono a creare un vero e proprio avatar di Marchionne: il maglioncino, la formazione accademica atipica, le massime pronunciate. Si estende la sua presenza mediatica - specialmente perché si parla di lui - e questo amplifica conseguentemente l’attenzione dedicatagli dal web.

Cruciali nel formare questa costruzione sono due eventi del 2006: l’incontro con il Papa e il brutto incidente automobilistico che lo vede coinvolto, senza conseguenze per la salute. La scarsa solidarietà del popolo di internet a seguito del sinistro testimonia un sentiment prevalentemente negativo, una netta distanza sentita nei confronti della vita e della quotidianità del manager.

Questa sensazione subisce poi una prima ristrutturazione nel periodo che va dal 2008 al 2013, con lo sforzo di Marchionne per rimettere in piedi Fiat. Sforzo che trova una risposta negativa dal 32% dei contenuti del web, contro una positiva dal solo 23%. Marchionne è distante dai Sindacati e questo pesa molto sul giudizio che ne consegue.

Nel 2013 c’è però la svolta, agevolata dall’acquisizione di Chrysler e un’immagine internazionale rafforzata dall’approvazione di Obama e degli stessi Sindacati americani.
Mentre il periodo Alfa Romeo si caratterizza come il primo in cui la percentuale positiva va a scavalcare quella negativa, con contenuti a favore dell’imprenditore italo-canadese per il 62%.

Seguono infine il rally in borsa di FCA, gli ottimi risultati di Ferrari e il rafforzamento della sua figura a livello internazionale, tutti elementi in grado di mandare molto in alto la reputazione estrapolata dai contenuti web, con un massimo raggiunto a marzo del 2018.

Secondo Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager, a rivelarsi estremamente interessante è come la reputazione di FCA risulti legata doppio nodo a quella di Sergio Marchionne, e come in alcuni casi lo ’stato di salute’ dell’azienda sia “nettamente migliorato” proprio a seguito delle sue parole:

“Possiamo dire che Marchionne sia l’emblema di quello che definiamo contagio reputazionale tra manager e società”.

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