Marchionne e l’ultima «mission impossible» di FCA

Marchionne si prepara a mettere in scena l’ultimo atto della sua strategia per rilanciare definitivamente FCA. Nonostante le critiche, il CEO di Fiat raggiungerà i suoi target?

Marchionne e l'ultima «mission impossible» di FCA

Il CEO di FiatChrysler, Sergio Marchionne, sta affrontando una delle più grandi sfide della sua carriera da manager e questa volta sta scommettendo sulla possibilità di mettere a tacere ancora una volta i suoi oppositori.

Sin dal 2004, anno in cui Marchionne fu messo alla guida di FCA, l’ad di Fiat ha sempre raggiunto i target fissati nonostante le aspettative dicessero sempre il contrario. Il manager è pronto a dare un ultimo, grande colpo di coda prima di lasciare la casa automobilistica di Torino?

FCA, analisti: target di Marchionne sono da «Fantasyland»

Marchionne ha fissato target molto ambiziosi per FiatChrysler: vuole incrementare di almeno il 50% le consegne, abbassare il debito della società di €7 miliardi e più che triplicare l’utile netto entro il 2018.

Inoltre, l’ad di Fiat sta pianificando di porre Alfa Romeo in seria competizione con BMW. Tutto ciò non sembra riscuotere il consenso degli analisti i quali danno poche probabilità di riuscita all’ambizioso piano di Marchionne.

Questo il pensiero degli analisti di Sanford C. Bernstein:

"L’ambizione non è la parola più realistica e adeguata per descrivere i piani di Marchionne. “Fantasyland” potrebbe essere più appropriata. Ci auguriamo davvero che Marchionne lasci la Fiat al massimo del suo splendore, ma sembra molto difficile che ciò possa accadere”.

Dopo aver desistito nel chiamare in causa General Motors per un’eventuale fusione, l’ad 63enne sta implementando un investimento da €48 miliardi e un piano di ristrutturazione come piano finale per la sua carriera a FiatChrysler. Carriera iniziata nel 2004 quando Marchionne venne designato alla guida della più grande casa automobilistica italiana.

FCA: stime di IHS Automotive si discostano molto da target fissati da Marchionne

I piani di Marchionne sembrano di dubbia fattibilità: i target fissati dal manager sembrano troppo difficili da perseguire. Si pensi che l’ad di Fiat vorrebbe incrementare le vendite annuali di 2,4 milioni di veicoli, molto più di quanto faccia BMW in un solo anno. Inoltre, l’espansione in aree geografiche quali Cina, Brasile e Russia sembra molto difficile a causa delle difficoltà economiche dei Paesi.

Le previsioni di IHS Automotive sulla crescita delle vendite di Fiat evidenziano come i piani di Marchionne siano di difficile attuazione. IHS ha infatti previsto una crescita nelle vendite di 5 milioni di veicoli entro il 2018, stima molto lontana dal target di Marchionne a quota 7 milioni.

L’utile netto aggiustato di Fiat crescerà a €3,28 miliardi nel 2018 secondo le stime medie di 5 analisti. Analisti che non si aspettano che la casa d’auto italiana possa essere libera da debiti entro 3 anni.

Marchionne: «aspettative mai in linea con i miei target ma ho sempre avuto ragione»

Il 4 Gennaio però Marchionne ha zittito i suoi detrattori dichiarando che le aspettative sono sempre state più basse dei target fissati da lui sin da quando siede sulla poltrona di ad di FiatChrysler. Lo stesso CEO ha sottolineato però come gli obiettivi siano sempre stati raggiunti.

Infatti, Marchionne aveva fissato un raggiungimento del target di valutazione di Ferrari a quota $10 miliardi (obiettivo raggiunto), ha completato lo spinoff della casa di Maranello generando un raddoppio del valore di mercato combinato del gruppo e facendo incassare a FiatChrysler circa €4 miliardi.

Marchionne è motivato a raggiungere gli obiettivi prefissati grazie al piano di incentivazione approvato nel 2014 che prevede il conferimento all’ad di Fiat di 4,32 milioni di azioni FCA ($ 35 milioni il valore ai prezzi correnti) se la società italiana raggiungerà i target di utile netto fissati per il 2018.

Questa settimana sarà molto importante per Marchionne poiché presenterà il primo minivan ibrido di FCA all’International Auto Show di Detroit. Questo evento, se sfruttato correttamente, potrebbe incrementare di molto le vendite di FCA in Nord America vista la grande importanza della manifestazione.

FCA: Jeep, Maserati e Alfa Romeo al centro della nuova strategia di Marchionne

Il rallentamento cinese e il crollo delle vendite di Fiat in Brasile (-30% lo scorso anno) hanno convinto Marchionne a dirottare gli investimenti sulle divisioni di Jeep, Alfa Romeo e Maserati.

Le vendite di Jeep sono salite del 22% lo scorso anno, pari a 1,24 milioni di veicoli, grazie al lancio del Renegade che ha avuto un grande successo.

Mediobanca conferma che la punta di diamante del gruppo Fiat per il 2016 sarà proprio il marchio Jeep, aspettandosi un grande upside nel prezzo dell’azione di FCA.

Marchionne ha aggiornato le sue strategie, dichiarando un mese fa che gli aggiustamenti di spesa e lo spinoff di Ferrari faranno in modo da non tagliare i target finanziari futuri. Target che potranno essere raggiunti anche senza un merger con un’altra casa automobilistica.

FCA: senza fusione con GM può arrivare partnership con Google e Apple?

Marchionne non ha mai fatto mistero di voler apportare un vantaggio tecnologico a Fiat, aprendo le porte a colloqui per future partnership con aziende del settore Tech. Non è chiara la natura di questi colloqui ma è certo che sia Google che Apple siano alla ricerca di un partner produttore delle loro auto senza pilota.

Secondo Giuseppe Berta, professore all’università Bocconi di Milano, Marchionne è pronto a lanciare un ultimo colpo di coda. Per il professore, se non sussistono chance di fusione con General Motors l’unica alternativa percorribile è quella di una partnership con una casa tecnologica. Solo questo permetterebbe a Marchionne di evitare la mediocrità di FCA.

Fonte: Bloomberg.com

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