FCA: domani l’ultima trimestrale targata Marchionne, con il debito sotto zero inizia l’era Manley

Domani le trimestrali di FCA. Le attese degli analisti sono buone: l’era Marchionne si dovrebbe chiudere come il suo artefice aveva più volte pronosticato, con l’azzeramento del debito netto

I dati intraday e in tempo reale del Grafico FCHA sono tratti dalle quotazioni di prodotti OTC.

Su FCA svanisce la paura suscitata ieri in apertura di seduta dagli avvicendamenti al vertice del gruppo. Mentre domani il mercato attende i risultati del secondo trimestre 2018, il titolo oggi ha macinato terreno a Piazza Affari e ha interamente recuperato la sbandata di ieri mattina che aveva spinto le quotazioni fino ad un minimo di 15,55 euro. Anche in Europa il clima sul settore Automotive è stato propositivo oggi grazie ai risultati sopra le attese messi in luce da Psa (gruppo Peugeot) che hanno favorito l’afflusso di denaro sul comparto.

Per quanto riguarda FCA l’inizio scomposto di settimana in scia all’emotività dovuta alle notizie intercorse nel weekend ha pian piano lasciato il posto a valutazioni più razionali per quanto riguarda il nuovo management e soprattutto i risultati economici delle aziende del gruppo nella prima parte di anno.

Le attese sono buone. Il consensus citato da Bloomberg vede un solido incremento sia per quanto riguarda i ricavi che i margini operativi (EBITDA ed EBIT). Nella tabella che segue viene sintetizzato il consensus degli analisti rispetto a quanto emerso nel precedente trimestre.


Elaborazione Ufficio Studi Money.it su dati Bloomberg

Gli analisti vedono i ricavi del secondo trimestre 2018 in crescita del 2,98% a/a a 28,75 miliardi, cifra che si confronta con i 27,03 miliardi dei primi tre mesi e con i 27,9 miliardi del primo trimestre dello scorso anno. Stessa situazione viene stimata per i margini operativi.

Infatti qualche riga di conto economico più in basso il consensus vede l’EBITDA a 3,49 miliardi e l’EBIT a 2,017 miliardi al 30 giugno scorso (+8% su base annua). Un anno fa l’EBIT era pari a 1,86 miliardi. L’utile netto di periodo dovrebbe aggirarsi intorno a 1,27 miliardi, mentre un anno fa superava a malapena il miliardo.

Anche se a fronte di minori investimenti (i CAPEX sostenuti nel secondo trimestre sono stati pari a 1,4 miliardi a fronte dei 2,2 miliardi sborsati nel secondo trimestre 2017), FCA è stata in grado di triplicare il Cash flow operativo: nel periodo marzo-giugno sono stati generati 2,12 miliardi a fronte dei 735 milioni del Q2 2017 e dei 992 milioni generati fra gennaio e marzo.

L’insieme di questi elementi di matrice finanziaria hanno fatto sì che l’era Marchionne si chiuda così come il suo artefice aveva più volte pronosticato: l’azzeramento del debito netto. Nel prossimo paragrafo vediamo nel dettaglio come è stato possibile.

Il miracolo di Marchionne: debito netto sotto zero dal 30 giugno scorso


Elaborazione Ufficio Studi Money.it su dati Bloomberg

L’ultimo dato ufficiale è quello relativo al 30 marzo scorso. Il debito netto era uguale a 3,46 miliardi. Una cifra grande, ma già in forte calo rispetto ai 5,79 miliardi di debito del 30 marzo 2017. Su questo punto gli analisti sono univoci: al 30 giugno il debito netto del gruppo FCA sarà sotto lo zero.

Nel grafico vediamo le stime di consensus raccolte da Bloomberg. Le barre rosse dell’istogramma descrivono le stime sulla dinamica del debito netto di FCA nel futuro. Come vediamo il debito netto è visto in territorio negativo anche per i prossimi trimestre: un indebitamento netto negativo significa che l’azienda dispone di una posizione finanziaria netta positiva, ovvero liquidità da poter usare per investimenti.

Domani sapremo se le stime degli analisti su FCA, debito compreso, saranno rispettate.

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