Cosa succede se FCA si fonde con General Motors

Cosa succede se FCA e Gm convolano a nozze? L’idea di una fusione tra i due big dell’automobile è tornata a ronzare nella testa di Sergio Marchionne, probabilmente grazie all’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Cosa accadrebbe se Fiat Chrysler Automobiles e General Motors dovessero finalmente scegliere di convolare a nozze? L’idea di una fusione tra i due big dell’automobile è tornata a ronzare nella testa dell’ad di FCA Sergio Marchionne, probabilmente grazie all’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Il magnate repubblicano - che si insedierà nell’ufficio ovale il prossimo 20 gennaio - si è complimentato via Twitter con il gruppo italo-americano controllato dalla famiglia Agnelli per la decisione di investire un miliardo di dollari negli Stati Uniti.

L’operazione creerà 2mila posti di lavoro Michigan e in Ohio, dove saranno prodotti tre nuovi modelli Jeep (Wagoneer, Grand Wagoneer e un nuovo pick up).

Il tweet di ringraziamento da parte di Trump arriva dopo una serie di duri attacchi indirizzati dal presidente eletto nei confronti di alcune grandi case automobilistiche (come Toyota e, appunto, General Motors), accusate di importare negli USA a zero spese i modelli di alcuni veicoli prodotti in Messico.

Incassati i complimenti del tycoon, Marchionne, presso il salone dell’auto di Detroit, ha rilanciato affermando che al presidente eletto potrebbe piacere un’eventuale fusione tra FCA e General Motors.

Il CEO di Fiat Chrysler ha aggiunto che il gruppo si adeguerà alle nuove regole, pur considerando “un ostacolo allo sviluppo” le eventuali barriere doganali che potrebbero essere introdotte dalla nuova amministrazione:

“Se cominciamo a mettere barriere allo scambio di merci, ciò potrebbe impattare anche sullo sviluppo degli stabilimenti USA, come quello di Jefferson North o di Warren. Trump capisce i discorsi economici, non voglio parlare per lui. Non ha bisogno del mio aiuto per interpretare le conseguenze negative di alcune mosse”.

Marchionne ha ricordato gli obiettivi di FCA per il 2018 (9 miliardi di utile operativo, 5 miliardi di utile netto e 5 miliardi di cassa a fine esercizio), confermando la sua uscita dal gruppo per quell’anno.

Cosa succede se FCA si fonde con General Motors?

Ma cosa succede se FCA e General Motors si fondono? A un anno dallo spin-off di Ferrari e a due mesi dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali USA, l’ipotesi di un matrimonio tra le due multinazionali torna prepotentemente di moda.

Nell’agosto del 2015, ad Automotive News, Marchionne spiegò che un’eventuale fusione tra i due gruppi avrebbe dato vita a una società (il più grande gruppo automobilistico al mondo, per la cronaca) da 30 miliardi di cash l’anno: numeri giudicati “sbalorditivi” dalla stessa rivista.

Cosa succede se FCA si fonde con General Motors? La ricerca di Warburton

A giugno dello stesso anno l’analista Max Warburton di Bernestein pubblicava una ricerca dal titolo “Può la Fiat lanciare un’offerta ostile per Gm?”. L’esperto scriveva nel report che

un accordo con Gm potrebbe far risparmiare 3 miliardi di dollari all’anno solo mettendo insieme le piattaforme e la produzione dei motori. Questo numero può crescere ampiamente con promesse di risparmi sulla condivisione di siti produttivi e distribuzione in Nord America, con l’integrazione in Europa tra Fiat e Opel e l’eliminazione delle sovrapposizioni in America Latina”.

La ricerca si concludeva così:

“Con ricavi complessivi per 280 miliardi di dollari, non può risultare credibile una promessa di 10 miliardi di dollari di sinergie (4% dei ricavi) o più? Se i realisti (me incluso) argomentano che sono molto difficili da realizzare, questo tipo di numeri non sono insani. E possono rappresentare un terreno di discussione per un accordo”.

Fusione FCA-General Motors: un gigante da 15 mln di veicoli l’anno

La fusione tra FCA-Gm (stando ad alcuni numero snocciolati da Repubblica-Affari e Finanza) farebbe nascere un gigante con 15 milioni di veicoli prodotti ogni anno e quote di mercato leader in molte aree del mondo.

In America Latina, i due gruppi uniti deterrebbero una quota del 24,3%, mentre nell’area Nafta (Nord America, Canada, Messico) si arriva al 29,6%. Nell’Europa occidentale la quota congiunta sarebbe pari al 13,3%, in Cina all’11,8% e a livello globale FCA-Gm arriverebbe al 16,4%.

Nel suo modello finanziario, Warburton aveva previsto per il 2016 un Ebitda dei due gruppi fusi a 28 miliardi, mentre con 2 miliardi di sinergie l’utile lordo (Ebit) avrebbe raggiunto quota 17,5. Nel 2017 - secondo le stime diffuse dall’analista un anno e mezzo fa - le sinergie salirebbero a 5 miliardi e nel 2018 a 10 miliardi.

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