Sergio Marchionne, biografia e storia dell’uomo che ha rilanciato la Fiat

La morte di Sergio Marchionne ha lasciato un vuoto incolmabile non solo in Fiat, ma nell’intera industria internazionale. Ecco la storia dell’artefice della nascita di FCA Group.

Sergio Marchionne, biografia e storia dell'uomo che ha rilanciato la Fiat

Quando il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha parlato di una Alitalia che potrebbe tornare a essere a maggioranza statale, in molti hanno commentato che il pentastellato avrebbe dovuto trovare un altro Sergio Marchionne per riuscire nel miracolo di rimettere in sesto la compagnia aerea.

Un riferimento questo non casuale, visto che Marchionne è stato capace di rimettere in sesto un’azienda come la Fiat che sembrava destinata al fallimento a causa del profondo stato di crisi in cui era caduta.

Considerazioni queste che ci fanno capire quella che è stata la caratura del manager Marchionne, scomparso a Zurigo lo scorso 25 luglio. Vediamo allora la biografia di colui che come Amministratore Delegato di FCA Group ha rivoluzionato il modo di guidare una grande azienda.

La biografia di Sergio Marchionne

Se da un lato conoscevamo tutto o quasi del Sergio Marchionne brillante dirigente d’azienda, molto meno negli anni è trapelato in merito alla sua vita privata. Una ex moglie, Orlandina, e due figli, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler. Dal 2012 il manager ha fatto coppia con Manuela Battezzato, dipendente dell’ufficio comunicazione di Fiat.

Per il resto la biografia di Marchionne recitava di un ragazzo che a 14 anni da Chieti, dove è nato il 17 giugno del 1952, è stato costretto a emigrare assieme ai genitori in Canada dove viveva una sorella della madre.

Oltreoceano quello che in qualche modo cambierà la storia di un’azienda come Fiat, ha compiuto una brillante carriera di studi conseguendo due lauree (Filosofia alla Università di Toronto e Legge alla Osgoode Hall Law School of York University) oltre a conseguire poi un master in Business Administration presso la University of Windsor.

I primi impieghi del giovane Sergio Marchionne sono stati come commercialista e avvocato, fino a entrare, nel 1983, alla Deloitte Touche dove diventerà anche direttore dello sviluppo industriale.

Tra gli anni ‘80 e ‘90 si fece poi le ossa in diverse aziende (Glenex Industries, Acklands, Lawson Group e Lonza Group Ltd), dove si mise in mostra arrivando anche a ricoprire importanti ruoli dirigenziali.

La svolta però arriva nel febbraio 2002, anno in cui la SGS di Ginevra lo chiamò in qualità di amministratore delegato. Si tratta di una azienda leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, tanto da poter contare su 55.000 dipendenti sparsi in tutto il mondo. L’azionista di riferimento è la holding della famiglia Agnelli, la Exor, che nel 2013 cederà la partecipazione per due miliardi di euro, di cui 1,5 di plusvalenza.

Un colosso del settore ma che negli ultimi anni prima dell’arrivo del manager era in difficoltà: in soli due anni Marchionne ebbe il merito di risanare SGS, facendosi notare da Umberto Agnelli che nel 2003 lo volle nel Consiglio d’Amministrazione della Fiat.

Dalla Fiat a FCA

Anche in Fiat si convinsero presto che sarebbe potuto essere lui la persona giusta per rilanciare un’azienda che stava vivendo un momento di estrema difficoltà. Il 1° giugno 2004 Sergio Marchionne venne così nominato amministratore delegato.

Per prima cosa il nuovo Ad puntò a risanare le casse. I debiti dell’azienda in mano alle banche vennero riconvertiti in azioni, l’opzione di vendita a General Motors venne stracciata dietro il pagamento da parte della casa automobilistica americana di 2 miliardi di euro e soprattutto vennero redatti aggressivi piani industriali che prevedevano il lancio di diverse automobili, come le nuove 500 e Punto. Era alcuni anni che il Lingotto non proponeva nuovi modelli di vetture.

Il grande cambio di passo per l’intera galassia Fiat fu però nel 2009, quando, nel pieno della crisi economica mondiale nata dallo scoppio della bolla dei mutui subprime, Marchionne riuscì a mettere le mani su Chrysler, terza casa automobilistica americana per importanza.

Negli anni seguenti, al verificarsi di alcune condizioni fissate in fase negoziale da Marchionne con Barack Obama, Fiat divenne l’azionista di riferimento di Chrysler. La svolta arriva nel 2014.

Dopo un lungo contenzioso, Fiat si accordò con Veba per comprare dal fondo pensione del sindacato Usa il residuo 41,5% della casa di Detroit. Con questa operazione da quasi 3,6 miliardi di dollari, 1,75 versati cash e 1,9 con un dividendo straordinario staccato da Chrysler a favore di Veba e Fiat, la casa automobilistica italiana portò definitivamente a termine l’acquisto di quella americana.

Il 1° agosto 2014 l’assemblea straordinaria dei soci di Fiat approvò la fusione con Chrysler. Con il voto favorevole dell’84,2% del capitale presente avvenne la nascita della FCA Group. Il nuovo gruppo avrà sede legale in Olanda e domicilio fiscale in Gran Bretagna.

Oltre a essere stato nominato nel 2006 Cavaliere del Lavoro, Marchionne dall’ottobre 2014 è stato anche Presidente della Ferrari. Il manager aveva annunciato l’intenzione di lasciare il posto di CEO di FCA Group con l’approvazione del bilancio 2018, dunque nella primavera 2019, rimanendo tuttavia nel ruolo di Presidente del Cavallino rampante.

Con un Consiglio di Amministrazione straordinario svoltosi il 21 luglio 2018, il manager è stato destituito da ogni carica ricoperta nelle società della galassia Agnelli in seguito a un brusco peggioramento delle sue condizioni di salute.

Marchionne aveva già annunciato la sua intenzione di ritirarsi nel 2019, ma allora la società non aveva ancora individuato il suo erede. Con il peggioramento delle condizioni di salute di manager abruzzese, il CdA dell’azienda automobilistica ha individuato in Mike Manley, dal 2009 Presidente e Amministratore Delegato di Jeep e dal 2015 responsabile del marchio Ram, la figura adatta per ricoprire il ruolo di nuovo Ad di FCA Group.

Il suo ruolo in Ferrari è invece stato assegnato a John Elkann, con l’incarico di Presidente, e a Louis Camilleri. L’ex numero uno di Philip Morris International è succeduto a Marchionne nel ruolo di Amministratore Delegato di Ferrari.

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