Lockdown in tutta Italia: ecco come e perché il CTS disse sì

La decisione del Governo di estendere il lockdown a tutto il Paese sta facendo discutere. La pubblicazione dei verbali degli scienziati, infatti, ha evidenziato un iniziale disaccordo sulla misura. Che poi, però, fu accettata dal CTS: ecco perché e come.

Lockdown in tutta Italia: ecco come e perché il CTS disse sì

La decisione di chiudere tutta l’Italia in lockdown da parte del Governo sta facendo discutere.

La questione è tornata alla ribalta dopo la pubblicazione di alcuni verbali del CTS finora rimasti riservati e che contengono informazioni importanti su cosa e perché il Governo decise di fare.

Quello che finora è emerso è che la decisione di chiudere tutto il territorio fu presa da Conte senza l’appoggio della scienza, che invece proponeva blocchi territoriali differenziati.

Tuttavia, ci sarebbe un ulteriore rapporto, ancora non noto, che chiarirebbe cosa avvenne davvero in quei giorni complessi di inizio marzo. Il Corriere della Sera ha svelato interessanti indiscrezioni.

Ecco quando e perché il Comitato Tecnico Scientifico disse sì al lockdown nazionale.

Il verbale CTS segreto che disse sì al lockdown nazionale

Niente è ancora ufficiale perché il verbale sarebbe riservato. Tuttavia ci sono ipotesi piuttosto verosimili su come è andata veramente la storia del lockdown nazionale voluto da Conte e non dagli scienziati.

Tutto ruota intorno ai primi dieci giorni di marzo. Nello specifico, al periodo tra il 7 e il 10. Giornate intense e frenetiche, nelle quali l’Italia si è scoperta sopraffatta dalla pandemia.

Come già ricostruito dai documenti pubblicati, il 7 marzo gli scienziati indicano di chiudere soltanto i territori più colpiti al virus. Il Governo, il giorno dopo, annuncia il lockdown di Lombardia e altre 14 provincie del Nord Italia.

Poi, però, arriva il colpo di scena: il 9 marzo Conte parla alla nazione e impone il blocco totale, con lo slogan: io resto a casa.

Una decisione, quindi, in controtendenza con quanto appena dichiarato dagli scienziati. Perché?

Secondo il Corriere, in realtà, ci sarebbe un rapporto ancora non noto - ma probabilmente pubblicato nei prossimi giorni - con l’approvazione del Comitato Tecnico Scientifico al lockdown generale.

Il cambio di rotta sarebbe giustificato da un verbale dell’Istituto Superiore della Sanità, scritto da Brusaferro, il quale aveva appena dichiarato:

“Non c’è una parte dell’Italia completamente immune, ci sono parti d’Italia dove il virus al momento circola meno e dunque dipende dai nostri comportamenti quanto circolerà”

La questione si era complicata nella notte tra l’8 e il 9 marzo, quando si era consumato un vero esodo di persone dal Nord verso il Sud, prendendo d’assalto le stazioni ferroviarie.

Alla luce di questi nuovi fatti e del documento dell’ISS, quindi, il Comitato Tecnico Scientifico scrive nel nuovo rapporto (ancora da pubblicare):

“In riferimento alla decisione presa di estendere la chiusura a tutto il territorio nazionale, le misure adottate sono coerenti con il quadro epidemiologico configuratosi. Inoltre potrebbero venirsi a creare situazioni locali in cui possano essere necessarie ulteriori misure di contenimento”

La decisione di Conte, quindi, è stata alla fine promossa dagli esperti, stando a queste indiscrezioni.

Conte promette trasparenza sui verbali

Giuseppe Conte è finito nel mirino delle opposizioni dopo la pubblicazione dei verbali riservati.

La spinosa faccenda delle zone rosse in Val Seriana e l’imposizione del lockdown nazionale sono emerse come poco chiare e il centrodestra è andato all’attacco.

Tuttavia queste ultime novità potrebbero dare ragione al Governo. Intanto, Conte ha promesso che tutto verrà pubblicato poiché non c’è nulla da nascondere.

La questione verbali e lockdown, è chiaro, non è affatto finita.

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