Legge di Bilancio 2023, testo ed emendamenti: tutte le misure in arrivo il prossimo anno

Simone Micocci

21/12/2022

21/12/2022 - 15:37

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Legge di Bilancio 2023, cambia il testo della manovra dopo gli emendamenti approvati in commissione Bilancio. Ecco quali sono le misure più importanti attese per il prossimo anno.

Legge di Bilancio 2023, testo ed emendamenti: tutte le misure in arrivo il prossimo anno

Via libera a un pacchetto di emendamenti che vanno così a modificare il testo della legge di Bilancio 2023 come era stato approvato dal consiglio dei Ministri.

Ricordiamo, infatti, che in questo momento il testo della manovra è in Parlamento per l’approvazione definitiva, la quale è attesa entro il 31 dicembre prossimo pena l’esercizio provvisorio.

Mettersi d’accordo su quali emendamenti approvare non è stato semplice, anche perché le risorse a disposizione erano limitate: 400 milioni di euro, da ripartire per una serie di proposte avanzate in Parlamento. Alla fine una quadra è stata trovata, recuperando altre risorse da un nuovo taglio del Reddito di cittadinanza la cui durata è stata portata a 7 mesi.

Alla luce delle ultime novità approvate in commissione Bilancio della Camera dei deputati, vediamo come cambia il testo della legge di Bilancio 2023 (di seguito potete scaricare quello approvato dal consiglio dei Ministri, al netto degli emendamenti quindi) e quali sono tutte le misure e le agevolazioni in arrivo per il prossimo anno.

Testo legge di Bilancio 2023 (come bollinato dalla Ragioneria di Stato)
Clicca qui per scaricare il testo della manovra nell’attesa di conoscere quali emendamenti verranno approvati in Parlamento.

Misure per il contrasto del caro bollette

Il caro energia resta una priorità del governo Meloni, nonostante un primo passo - importante, vista ad esempio la riattivazione delle trivelle nell’Adriatico - sia stato già fatto con il decreto Aiuti quater.

Nel dettaglio, circa 21 miliardi di euro sono stati dedicati a tale capitolo, a fronte del quale c’è stata anche una revisione della tassa sugli extraprofitti. In questi giorni, infatti, il ministero dell’Economia ha lavorato per rivedere tale tassa già nel 2023, portando l’attuale aliquota del 25% al 35%. Una decisione supportata dalla recente sentenza del Tar del Lazio, che proprio in questi giorni ha ritenuto inammissibili i ricorsi proposti dalle aziende energetiche contro l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate le obbligava al pagamento del contributo straordinario.

Nel 2023, quindi, si punterà maggiormente sulla tassa sugli extraprofitti, per la quale tra l’altro c’è anche un cambiamento della base imponibile, in quanto verrà adottato un modello Ires: la tassazione dovuta, infatti, verrà calcolata non più sul differenziale tra i saldi Iva, ma sugli utili.

Va detto, però, che la tassa sugli extraprofitti verrà applicata esclusivamente alle società con almeno "il 75% dei ricavi del periodo d’imposta antecedente a quello in corso al primo gennaio 2023”.

Il tutto servirà a finanziare gli aiuti per famiglie e imprese. Intanto la conferma del bonus sociale per il quale il limite Isee verrà portato a 15 mila euro. Vengono inoltre eliminati gli oneri impropri dalle bollette per un totale di 500 milioni di euro.

Novità anche per i crediti d’imposta, per i quali è stato approvato un aumento dal 30 al 35% per le piccole attività commerciali (bar, ristoranti ed esercizi commerciali) e dal 40% al 45% per le imprese energivore e gasivore.

Riduzione dell’Iva per pellet e teleriscaldamenti

Novità anche per pellet e teleriscaldamenti, per i quali nell’ultimo periodo c’è stata una brusca impennata dei prezzi. Per questo motivo viene approvata la riduzione dell’Iva sul pellet che passerà dal 22% al 10%, mentre per i teleriscaldamenti viene ridotta al 5%.

Bonus benzina

Confermato, ma ridotto, lo sconto sulla benzina. Dal 1° dicembre, infatti, lo sconto sui prezzi dei carburanti quasi si dimezza, visto che le accise sulla benzina passeranno infatti a 578,40 euro fino al 31 dicembre 2022, mentre quelle su oli da gas o gasolio usato come carburante, quale ad esempio il diesel, passeranno, sempre a 467,40 euro per mille litri. Ciò significa che ci sarà uno sconto al distributore che passerà da 30,5 a 18,3 centesimi.

Reddito di cittadinanza

Autentico colpo di spugna per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, dove alla fine ha prevalso la linea dura voluta da Giorgia Meloni; la volontà del governo infatti è di cancellare la misura a partire dal primo gennaio 2024, come chiaramente specificato nel testo della manovra.

Per quanto riguarda il 2023 la durata massima del Rdc passa da 12 a 7 mensilità. Tale regola vale per tutti, a eccezione dei nuclei familiari in cui sono presenti almeno un minore, un disabile o un componente over 60.

Inoltre sarà obbligatorio un periodo di almeno 6 mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale; in caso di mancata frequenza decade il beneficio del reddito, così come qualora si rifiuti la prima offerta di lavoro (che non deve essere necessariamente congrua). C’è poi l’obbligo di tornare tra i banchi per quei componenti di età compresa tra i 18 e i 29 anni che non hanno completato la scuola dell’obbligo.

Carta acquisti

Nel frattempo, però, è prevista l’estensione della platea dei percettori della carta acquisti, strumento che viene caricato ogni due mesi del valore di 80 euro da poter spendere solamente per alcuni beni e solamente negli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa.

Il limite Isee entro cui richiedere la carta acquisti, o social card, dovrebbe essere portato a 20.000 euro.

Reddito alimentare

Nel 2023 verrà avviata poi la sperimentazione, nelle sole città metropolitane, del cosiddetto reddito alimentare, sostegno da destinare - grazie a uno stanziamento di 1,5 milioni di euro nel 2023 e 2 milioni nel 2024 - alle famiglie che si trovano in una condizione di povertà assoluta.

Si tratta semplicemente della consegna di pacchi alimentari che verranno realizzati utilizzando i prodotti rimasti invenduti nei supermercati; sarà un apposito decreto del ministero del Lavoro a illustrarne i dettagli.

Taglio del cuneo fiscale

Il governo Meloni ha deciso di confermare lo sgravio contributivo del 2% già introdotto da Mario Draghi, rivolto esclusivamente a coloro che hanno un reddito annuo inferiore a 35.000 euro (2.692 euro al mese).

Il suddetto sgravio, infatti, doveva essere in vigore solamente per il 2022, salvo poi ritornare a un’aliquota contributiva piena, pari al 9,19% per i lavoratori dipendenti del settore privato. Il rischio, quindi, era di avere stipendi più bassi nel 2023 rispetto al 2022. Non sarà così, in quanto con la legge di Bilancio 2023 vengono stanziate le risorse per la conferma di tale sgravio.

Parimenti, ci sarà un ulteriore aumento di stipendio per coloro che hanno un reddito inferiore a 25.000 euro, 1.923 euro al mese. Per questi, infatti, lo sgravio contributivo verrà portato dall’attuale 2% a un più favorevole 3%, con un risparmio fino a 18 euro in più al mese.

Inoltre, il governo promette che si tratta solamente di un primo passo: nei prossimi anni, infatti, si cercherà d’innalzare la soglia che oggi dà diritto allo sgravio in oggetto, pari appunto a 35 mila euro, oltre ad aumentare la misura complessiva dello sgravio al 5%, di cui due terzi saranno applicati sull’aliquota a carico del dipendente e un terzo su quella a carico dell’azienda.

Nuova rottamazione

Con la legge di Bilancio 2023 viene finanziata una nuova pace fiscale. È prevista, infatti, la cancellazione delle mini cartelle con importo fino a 1.000 euro (dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2015).

Attenzione: lo stralcio non sarà automatico per le cartelle che riferiscono a multe e tributi locali. Sarà infatti il singolo Comune a decidere se procedere con la cancellazione dell’imposta dovuta. In ogni caso ne verranno cancellati gli interessi.

Per tutti gli altri debiti tributari, risultanti da dichiarazioni correttamente inviate, viene data la possibilità di saldare il tutto con un piano di rateizzazione quinquennale. La sanzione viene ridotta al 3%.

Flat tax

Se ne è parlato molto, specialmente in campagna elettorale, ma per il momento la flat tax viene introdotta in forma ridotta. Per adesso, infatti, il governo si limiterà ad innalzare la soglia dei 65 mila euro entro cui oggi chi ha partita Iva può rientrare nel regime forfettario; per il momento l’incremento sarà fino alla soglia degli 85 mila euro, ma in futuro si punta ad arrivare fino a 100 mila euro.

Nel testo si parla anche di una introduzione per i lavoratori autonomi di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro.

Criptovalute

Fino a oggi, per prassi, l’Agenzia delle Entrate ha equiparato le valute virtuali a quelle estere, assoggettandole quindi con conversioni dell’imposta del 26%. Con la legge di Bilancio invece potrebbe essere definito un quadro normativo ad hoc, con un’imposta ben definita.

Riforma delle pensioni

Novità anche sul fronte pensioni, vista l’introduzione di una nuova misura di flessibilità: chiamata Quota 103, consentirà l’accesso alla pensione all’età di 62 anni, a patto di aver maturato almeno 41 anni di contributi. Il provvedimento avrà durata per il solo 2023.

Nel contempo è prevista anche la conferma dell’Ape sociale, come pure l’estensione della platea delle beneficiarie di Opzione donna, con una modifica dei requisiti visto che si terrà conto del numero di figli avuti dalla lavoratrice. Nel dettaglio, viene fissata a 60 anni l’età per andare in pensione con Opzione donna, con una riduzione di un anno per ogni figlio; in ogni caso il limite anagrafico non potrà scendere sotto i 58 anni.

Inoltre, l’accesso a Opzione donna viene limitato alle sole invalide (almeno al 74%), caregiver (ossia chi assiste una persona disabile da almeno 6 mesi) e licenziate da aziende in crisi (per le quali il requisito è di 58 anni).

E non è tutto, perché il governo Meloni ha anche deciso in favore di un aumento delle pensioni minime, in quanto gli assegni godranno di un incremento dell’1,5%. Per gli over 75, invece, l’incremento permetterà di raggiungere la soglia dei 600 euro.

Queste misure verranno finanziate con una stretta della rivalutazione delle pensioni, in quanto la percentuale, sopra un certo importo, scende fino al 32% (mentre oggi era del 75%).

Rinnovato anche il bonus Maroni, misura che riconosce un aumento di stipendio, di circa il 33%, a coloro che pur avendo maturato i diritti per la pensione decidono di restare per qualche anno al lavoro.

Taglio dell’Iva

Nella legge di Bilancio 2023 ci sarà il taglio dell’Iva per alcuni prodotti: dal 10 al 5% sui prodotti di prima necessità per l’infanzia come pannolini, biberon e omogeneizzati. Saltata la possibilità di un azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte, se non altro per le polemiche sorte a riguardo. Scende al 5% anche l’aliquota per i prodotti per l’igiene femminile, la cosidetta tampon tax.

Novità assegno unico per figli a carico

Cambia anche l’assegno unico, con l’introduzione di maggiorazioni per i primi anni di vita dei bambini. Nel dettaglio, le misure approvate sono due:

  • aumento del 50% durante il primo anno di vita del bambino;
  • aumento del 50%, per tre anni, per le famiglie con almeno tre figli (ma solo entro un limite di 40.000 euro di Isee).

Con la legge di Bilancio 2023 inoltre vengono rese strutturali le maggiorazioni riconosciute ai figli disabili, mentre la maggiorazione forfettaria riconosciuta a chi ha almeno 4 figli sale fino a 150 euro.

Ponte sullo Stretto

Matteo Salvini fa sul serio: vuole regalare all’Italia il ponte sullo Stretto di Messina entro la fine della legislatore. Un primo passo avviene con la legge di Bilancio 2023, con la quale viene riattivata la “Stretto di Messina spa, società nata nel 1981 ma in liquidazione da 9 anni.

Premi di produttività

Scende dal 10% al 5% la tassa piatta per i premi di produttività fino a 3 mila euro. Misura che si somma all’estensione della soglia, confermata a 3 mila euro, entro cui i fringe benefit non sono tassati.

Bonus assunzioni

Nuovi bonus assunzioni: nel 2023 chi assume donne, giovani under 36 nonché percettori del Reddito di cittadinanza non pagherà i contributi (fino a un massimo di 6.000 euro l’anno). Questa misura vale tanto per i nuovi contratti quanto per le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato.

Congedo parentale

Cambia anche il congedo parentale. A quanto previsto oggi, viene aggiunto infatti un congedo parentale, di cui i genitori potranno godere in caso di necessità (un “tesoretto” lo ha definito la Meloni) della durata di un mese e retribuito all’80% anziché al 30% come per il restante periodo. Vale tanto per la mamma quanto per il papà.

Detassazione delle mance

Viene stabilito che le mance destinate dai clienti ai lavoratori, a titolo di liberalità ovviamente, anche se per mezzo di pagamenti elettronici, sono da considerare redditi da lavoro dipendente e per questo motivo soggette a imposta Irpef che tuttavia viene ridotta al 5%, purché entro il limite del 25% del reddito percepito nell’anno per le relative prestazioni di lavoro. Inoltre, tali somme sono escluse dalla retribuzione imponibile ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali.

Aumento stipendio statali

Nella legge di Bilancio 2023 non ci sono risorse per il rinnovo di contratto, tuttavia viene riconosciuto un bonus una tantum che si va ad aggiungere mensilmente in busta paga. L’incremento, riconosciuto per gli statali per tutte le tredici mensilità in pagamento nel 2023, sarà pari all’1,5%.

Sconto Iva per l’acquisto d’immobili e novità mutui

Novità importante per chi intende acquistare casa, così come pure per chi ha un mutuo.

Intanto perché la manovra prevede uno sconto del 50% sull’Iva per l’acquisto di abitazioni la cui classe energetica è di tipo A o B. Ai fini operativi si tratta di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza, dell’importo corrisposto per l’Iva per gli acquisti delle sole unità immobiliari a destinazione residenziale purché cedute dalle imprese costruttrici. Varrà solamente per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2023.

Per chi ha un mutuo, invece, ritorna la possibilità di scegliere se passare dal tasso variabile al fisso. Tale opportunità sarà però riservata solamente sui mutui ipotecari, in origine non superiori a 200 mila euro, ed esclusivamente quando l’Isee del nucleo familiare è inferiore a 35 mila euro.

Bonus 18 anni

Stop alla 18app come riconosciuta oggi: con la legge di Bilancio 2023 arrivano due nuovi bonus in favore dei diciottenni:

  • Carta della cultura giovani: per i residenti in Italia che appartengono a nuclei familiari con Isee fino a 35 mila euro. Spetta al compimento dei 18 anni e c’è un anno di tempo per spendere tutti i soldi;
  • Carta del merito: riservata a chi si diploma con votazione di cento centesimi.

Entrambe hanno un valore di 500 euro e possono essere cumulate.

“Salva-calcio”

La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento “salva calcio”; la misura permetterà a federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni, società professionistiche e dilettantistiche, di saldare i propri debiti verso l’Agenzia delle entrate in 60 rate, di cui 3 da pagare entro il 29 dicembre, con una penale pari al 3% del totale.

Per il calcio in ballo ci sono 889 milioni derivanti dal pagamento dell’Irpef e dei contributi che, causa Covid, per le società sportive è stato sospeso nel periodo gennaio-novembre 2022; senza questo intervento del governo i soli club della Serie A avrebbero dovuto pagare circa 500 milioni in un solo colpo entro il 22 dicembre per non rischiare sanzioni sportive e penali.

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