Legge di Bilancio, chi ha vinto? Di Maio e Salvini sorridono, ma le clausole incombono

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libero al decreto contenente Reddito di Cittadinanza e Quota 100: ultimo atto della legge di Bilancio, chi è il vincitore?

Legge di Bilancio, chi ha vinto? Di Maio e Salvini sorridono, ma le clausole incombono

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto contenente Reddito di Cittadinanza e Quota 100, con le due importanti misure che partiranno ad aprile. Trova così la sua chiosa finale la legge di Bilancio 2019, approvata dal Parlamento a fine anno.

Ma chi è stato il vincitore di questa partita durata diversi mesi? Senza dubbio possono ritenersi soddisfatti sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini, ma attenzione alle clausole pendenti se le due misure dovessero costare più di quanto previsto.

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Legge di Bilancio, governo soddisfatto

Quando ci si trova a dover affrontare una contrattazione, spesso una delle due parti in causa inizialmente la spara appositamente grossa per cercare così di trovare un accordo a metà strada.

In sostanza si può dire che questo è quanto avvenuto durante la trattativa tra il governo Lega-Movimento 5 Stelle e la Commissione Europea. Inizialmente Bruxelles si aspettava un deficit intorno all’1,6%, con i gialloverdi che invece hanno presentato un Documento Programmatico di Bilancio recante un deficit al 2,4%.

Alla fine è stata trovata l’intesa al 2,04%, quindi alla perfetta metà del guado. Nel mezzo però ci sono stati momenti di grande tensione, tra il rischio di una procedura d’infrazione e lo spread costantemente oltre quota 300 punti base.

Questa strategia ha permesso dunque ai due partiti della maggioranza di ottenere i fondi necessari, anche se molto più striminziti rispetto a quanto previsto, per far partire il Reddito di Cittadinanza e la Quota 100.

C’è da dire però che l’instabilità dei mesi scorsi è già costata all’Italia alcuni miliardi in più di interessi da pagare per colpa dello spread. Matteo Salvini e Luigi Di Maio però ora possono esultare per aver portato a casa i loro provvedimenti cardine evitando pure la procedura d’infrazione.

In vista delle elezioni europee di fine maggio, sia la Lega che il Movimento 5 Stelle potranno cavalcare durante la campagna elettorale questo risultato. Non è un caso che la prima finestra per la Quota 100 e l’inizio dell’erogazione del RdC arriveranno ad aprile, un mese prima dell’apertura dei seggi elettorali.

Attenzione alle clausole

In questa trattativa con la Commissione c’è però anche il classico rovescio della medaglia. Nonostante l’abiura del deficit al 2,4%, i conti dell’Italia saranno osservati speciali da parte dell’Europa.

Il nostro paese quindi dovrà rigare dritto, ma la coperta finanziaria di questa legge di Bilancio appare essere molto corta. Ecco dunque che il governo ha dovuto mettere nero su bianco una serie di paletti e clausole.

Ogni due mesi l’Inps e il Ministero dell’Economia andranno a monitorare in maniera costante le spese. In caso di uno sforamento, partiranno in automatico dei tagli in primis al Ministero del Lavoro e poi in altri settori.

C’è poi la questione delle clausole di salvaguardia. Nella prossima manovra il governo dovrà trovare 23 miliardi per disinnescare quelle pendenti. Un missione anche al momento appare molto difficile da portare a termine.

Non è da escludere poi anche l’ipotesi di una manovra correttiva in estate se la crescita non dovesse essere dell’1,5% come previsto dal governo. Insomma per l’esecutivo sarà dura evitare a breve ulteriori tagli alla spesa e un aumento delle tasse, ma tutto dipenderà dall’impatto reale che avrà la manovra sui conti pubblici.

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