La Presidente della BCE teme lo scoppio della bolla AI? L’avvertimento da Venezia sulle ripercussioni di un tonfo delle azioni AI su risparmio e lavoro in Europa.
La BCE deve fare in modo che il boom dell’intelligenza artificiale non si trasformi in una crisi finanziaria. Lo ha detto la Presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, in un intervento alla 19esima edizione del Summit internazionale delle tre COTEC di Italia, Portogallo e Spagna, in corso a Venezia.
L’edizione di quest’anno si incentra proprio sul ruolo crescente dell’AI.
Alert Lagarde su scoppio bolla AI. Anche l’Europa sarebbe colpita con perdita posti di lavoro e risparmio
L’evento porta infatti il nome di “Rethinking work in the age of AI: Transformation, Opportunity, Governance”, ovvero: “Ripensare il lavoro nell’era dell’AI: Trasformazione, opportunità e governance”.
Con il suo discorso, Lagarde ha lanciato praticamente un allarme sul rischio che una possibile e presunta bolla AI possa esplodere, avvertendo che un eventuale tonfo veloce delle azioni AI, per quanto si tratti di titoli USA, “non si fermerebbe agli Stati Uniti”.
Anche l’Europa pagherebbe il conto, in quanto il crollo delle azioni si tradurrebbe in “una perdita posti di lavoro e dei risparmi ” all’interno del Continente.
Lagarde preoccupata per aziende AI: “spese conto capitale superiori agli utili”. E occhio al credito privato
La numero uno della Banca centrale europea ha ricordato la fase che sta vivendo l’AI, nello specifico un particolare che, a suo avviso, suona un campanello di allarme, chiamando in causa lo stesso mercato del credito privato, che più volte ha spaventato quest’anno gli investitori.
“Le spese in conto capitale hanno superato gli utili e le principali aziende attive nell’AI si sono rivolte al credito privato, con i prestiti sono passati da quasi zero o oltre 200 miliardi di dollari Usa”.
Un valore che di per sé “non è altissimo ma che colpisce davvero”, ha fatto notare Lagarde, a causa della velocità della crescita.
Non è mancato così il monito:
“La storia invita alla cautela nelle occasioni in cui i prezzi delle azioni e il debito delle aziende crescono in modo significativo e di pari passo. In circa 1 caso su 7, questo evento viene eseguito da una crisi finanziaria entro un paio d’anni”.
Lagarde, perché la BCE sta studiando gli effetti dell’AI sulla stabilità finanziaria
Per questo, ha spiegato Lagarde, la BCE si sta focalizzando su un compito ben preciso, ovvero esaminare i possibili effetti che l’AI potrebbe avere sulla stabilità finanziaria.
Il motivo risiede nel fatto che non c’è stato un fenomeno che sia riuscito a distruggere il risparmio e i posti di lavoro più della tecnologia di quanto abbiano fatto le crisi finanziarie.
Ovvie le ragioni, visto che “quando il sistema finanziario crolla il credito si prosciuga, le imprese smettono di investire e i lavoratori perdono” i loro posti di lavoro.
Per quanto riguarda l’AI, il rischio che la conseguenza sia una crisi finanziaria non può essere escluso, visto che “quasi tutte le principali tecnologie dell’era moderna sono arrivate accompagnate da manie e ondate di panico nei mercati finanziari”.
Non si è ancora a questo punto ma, “è improbabile che l’intelligenza artificiale faccia eccezione”.
L’Europa deve dunque tenersi pronta a considerare anche il worst case scenario, secondo la numero uno della BCE, insieme ai governi di tutto il mondo.
Lagarde ha lanciato di fatto un appello affinché venga costituito un modello globale che regolamenti l’AI, così come è avvenuto quando Paesi anche “rivali acerrrimi” hanno firmato i trattati di non proliferazione nucleare:
“L’intelligenza artificiale più potente dovrà essere regolamentata a livello globale, man mano che questi modelli diventano più potenti e si trasformano in tecnologia a duplice uso è nell’interesse di tutti impedire che le capacità più pericolose finiscano nelle mani sbagliate. Questo include anche i rivali geopolitici, talvolta (...) Noi siamo ancora lontani da un accordo globale, a meno che la realtà non mi smentisca. (Ma) l’Europa non può aspettare. Dobbiamo adottare misure che sono già alla nostra portata ed è esattamente quello che tenta di fare la Banca centrale europea".