La BCE conferma attacco sui BTP & Co. Ma sullo spread Bankitalia rassicura

Laura Naka Antonelli

2 Aprile 2026 - 12:50

Spread BTP-Bund e rendimenti dei Titoli di Stato italiano rimangono osservati speciali con la guerra in Iran. Cosa hanno detto BCE e Bankitalia.

La BCE conferma attacco sui BTP & Co. Ma sullo spread Bankitalia rassicura

La carica di smobilizzi che si è abbattuta sui BTP e sui Titoli di Stato dell’area euro è tutta scritta e riassunta nel Bollettino economico della BCE, che è stato pubblicato oggi, giovedì 2 aprile 2026.

La Banca centrale europea ha confermato i forti smobilizzi che hanno travolto i bond dell’area euro, sulla scia dell’aumento delle aspettative sull’inflazione dell’Eurozona: aumento che è stato provocato dallo shock petrolifero scatenato dalla guerra in Iran, e che ha portato i mercati a prezzare, sulla scia di un’inflazione più calda messa in conto, rialzi dei tassi da parte della BCE.

Tali speculazioni hanno reso meno attraenti i titoli in circolazione, che sono stati così azzannati dalle vendite, a fronte di rendimenti dei titoli di Stato saliti, incorporando le nuove scommesse sull’arrivo delle strette monetarie da parte della BCE che, dopo il dato market mover pubblicato questa settimana, sempre più analisti danno ormai per certe.

Di BTP e nello specifico di spread BTP-Bund a 10 anni ha parlato oggi anche il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta.

BCE: rendimenti e spread in rialzo a seguito della maggiore avversione al rischio

Così si legge nella sezione del Bollettino economico della BCE dedicata all’andamento dei Titoli di Stato dell’area euro:

I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono saliti e i differenziali di rendimento (dunque gli spread) sono in certa misura aumentati, a seguito della maggiore avversione al rischio osservata verso la fine del periodo in esame”; periodo compreso tra il 18 dicembre 2025 e il 18 marzo 2026, in cui, ha fatto notare l’Eurotower, “i mercati finanziari dell’area dell’euro hanno registrato una ridefinizione brusca e volatile dei prezzi, innescata dall’inizio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio”.

A riflettere il momento di forte tensione sui Titoli di Stato dell’Eurozona, si legge nel bollettino, è stato il rendimento ponderato per il PIL dei titoli di Stato decennali dell’area dell’euro, che ha segnato un balzo di circa 15 punti base, chiudendo il periodo intorno al 3,3 per cento.

Detto questo, la Banca centrale europea ha fatto anche notare che, se gli spread tra i rendimenti dei Titoli di Stato dell’Eurozona e il tasso privo di rischio sono in generale aumentati, il differenziale tra i rendimenti dei Bund e il tasso privo di rischio si è ridotto.

Il motivo di questa dinamica è lo stesso che spiega l’improvvisa impennata fino a quota 100 punti base dello spread BTP-Bund: ovvero il fatto che, in momenti di forte crisi, gli investitori continuano a scegliere i Titoli di Stato tedeschi, in quanto percepiti come più sicuri, grazie al debito pubblico della Germania che, per quanto destinato ad aumentare con il bazooka fiscale, rimane decisamente più contenuto rispetto a quello di altri Paesi del blocco.

“Dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente i differenziali rispetto al tasso privo di rischio sono aumentati in gran parte dei paesi dell’area dell’euro, ma si sono lievemente ridotti in Germania, Paese che ha beneficiato dei flussi di investimento verso attività sicure”.

La Banca centrale europea ha puntualizzato perà anche che “la dispersione dei rendimenti dei titoli di Stato, misurata dalla deviazione standard cross-section, è rimasta prossima ai livelli relativamente contenuti osservati prima della crisi finanziaria mondiale ”.

Spread BTP-Bund, Panetta (Bankitalia): dispiace, ma condizioni conti pubblici migliorate

A parlare di BTP e spread è stato oggi anche Fabio Panetta, governatore di Bankitalia:

“Devo dire che nonostante il dispiacere che abbiamo nel vedere aumentare gli spread, dobbiamo tener conto del fatto che se avessimo affrontato questo stesso shock con condizioni di finanza pubblica peggiori come quelle che avevamo qualche anno fa, l’impatto sarebbe stato molto più rilevante. Noi siamo finora stati riparati dalla percezione che vi è sui mercati che le condizioni di finanza pubblica italiane sono migliorate. Questa è una condizione importante da tenere a mente anche per il futuro”.

Panetta ha dunque confermato il miglioramento dei conti pubblici italiani, in una fase in cui sui mercati, dopo lo scoppio della guerra USA-Iran del 28 febbraio scorso, si è riaccesa la paura per il trend dello spread BTP-Bund, a causa del balzo dei rendimenti dei BTP a 10 anni, che sono volati fino al 4,12%.

Negli ultimi giorni il trend al rialzo si è smorzato, riportando i rendimenti a bucare la soglia del 4%, e a scendere fino al 3,91% di oggi.

Nel frattempo, i rendimenti dei Bund tedeschi rimangono al di sopra della soglia del 3%, al 3,02%. Lo spread Italia-Germania viaggia così attorno a quota 89 punti base, lontano dai 100 punti base testati qualche giorno fa ma ancora in deciso rialzo rispetto ai 60 punti base a cui viaggiava prima dell’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

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