In meno di un mese azzerati i progressi compiuti dallo spread BTP-Bund, che era sceso fino a 60 punti base prima della guerra tra USA/Israele e Iran.
Massima allerta per i BTP e per i bond dell’area euro, che iniziano la settimana inondati da un nuovo bagno di sangue.
I Titoli di Stato italiani e dell’Eurozona continuano a prezzare sia l’effetto contagio che arriva dai Treasury degli Stati Uniti che la paura, in tempi di guerra, di rialzi dei tassi più alti da parte della BCE.
Si concretizza la grande preoccupazione che aveva stremato i BTP nelle ultime sessioni e settimane.
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Con uno scatto fino a 8 punti base i rendimenti dei BTP a 10 anni scambiati sul mercato secondario hanno appena sfondato la soglia psicologica del 4%, balzando fino al 4,05% (ora 4,03%), sulla scia di vendite scatenate contro i Titoli di Stato italiani.
Ma non solo. In rialzo anche i rendimenti dei Bund, sebbene anche stavolta in misura inferiore rispetto al rialzo dei rendimenti dei BTP a 10 anni, a causa della forte avversione al rischio degli investitori in tempi di guerra, che privilegia gli asset considerati più sicuri (dunque il debito della Germania rispetto a quello dell’Italia). I rendimenti dei Titoli di Stato della Germania salgono fino al 3,06%.
Di conseguenza, nelle prime ore di stamattina lunedì 23 marzo, stando alle rilevazioni di Bloomberg, lo spread BTP-Bund a 10 anni si è infiammato fino a 99 punti base, a un passo da quota 100 punti base e ai livelli che portarono la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a fare una gaffe clamorosa.
Era la metà di maggio del 2025, quando la premier Meloni commentava con grande soddisfazione il calo del differenziale tra i rendimenti dei BTP a quelli dei Bund a 10 anni sotto la soglia psicologica di 100 punti base con queste testuali parole:
“Sapete che non ho mai reputato lo spread un totem ma oggi è sotto i 100 punti. I Titoli di Stato italiani vengono considerati più sicuri dei titoli di Stato tedeschi, penso che una riforma importante che ha fatto questo governo sia stata quella della serietà, della fine delle politiche dei bonus utili per il consenso ma dannose per economia e lavoratori”.
Guerra Iran e incognita tassi stremano bond euro. C’è anche minaccia Teheran contro i Treasury
L’alta tensione da guerra e il rischio di una BCE pronta a rialzare i tassi continuano a far vittime tra i Titoli di Stato dell’Eurozona.
Volano così anche i rendimenti degli OAT francesi (+5 punti base al 3,80%, livello che rimane ormai al di sotto dei rendimenti dei BTO di oltre 20 punti base); i rendimenti dei Bonos spagnoli (+4 punti base, al 3,62%); i rendimenti del Portogallo (+5 punti base al 3,56%); i rendimenti dei Titoli di Stato della Grecia (+6 punti base al 4%).
Il mercato del reddito fisso fa i conti anche con la minaccia che l’Iran ha lanciato contro tutte le istituzioni che detengano i Treasury USA, in un contesto in cui, così come i Titoli di Stato dell’Eurozona pagano la minaccia di rialzi dei tassi da parte della BCE di Christine Lagarde, anche i Treasury fanno i conti con il pericolo che la fine dei tagli varati dalla Fed - messi in pausa la scorsa settimana per la seconda volta consecutiva - sia vicina.
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