Un’obbligazione che paga l’8% sembra un affare, soprattutto quando i titoli di Stato europei rendono mediamente il 2-4%. Poi la società va male. Il prezzo del bond crolla del 30% in tre settimane. Perdi 30 mila euro su 100 mila investiti. E forse quella cedola così generosa rimborserà la metà della perdita. Se l’azienda non entra in crisi prima. Quando una società offre cedole più alte non è generosa, ma è costretta dal mercato per compensare il rischio assunto dagli investitori.
Prendiamo due casi reali appena arrivati sul mercato: Avis Budget, che ha emesso obbligazioni al 8% scadenza 2031, e Stellantis con un’emissione al 5,8% stessa scadenza. A prima vista non c’è partita. Perché scegliere il 5,8% quando si può avere l’8%? Ecco come il mercato ci può guidare verso il rischio senza che te ne accorga.
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La trappola dell’8%
Avis Budget Group ha collocato 300 milioni di dollari di obbligazioni senior all’8% con scadenza 2031, per rifinanziare debito in scadenza nel 2027. Un’operazione di routine. Molte società emettono nuovo debito per sostituire il vecchio. Ma Avis ha caratteristiche molto diverse.
Il gruppo del noleggio auto sta passando una fase delicata. Negli ultimi trimestri i margini hanno continuato a contrarsi e il debito è rimasto elevato. In un business che dipende principalmente da turismo e viaggi aziendali, basta un rallentamento dell’economia e tutto si ferma.
L’8% non nasce quindi da una generosità dell’emittente. È il mercato del credito che ha già deciso che si tratta di una società rischiosa, dunque deve pagare di più chi compra il suo debito.
Solo con un premio dell’8% si trova chi accetta il rischio.
Quando la cedola più bassa vince
Il bond di Stellantis al 5,8% è completamente diverso. Anche se il settore auto sta soffrendo e i margini sono sotto pressione ovunque, Stellantis ha accesso ai mercati del credito in modo completamente diverso da Avio.
Una società che il mercato considera più solida riesce a finanziarsi al 5,8% quando altre devono pagare l’8%. La differenza tra un 5,8% e un 8% è di circa 220 punti base lordi all’anno. Su 100 mila euro investiti, significa 2.200 euro in più ogni anno.
Per capire veramente la differenza tra una cedola al 5,8% e una all’8% bisogna dunque farsi questa domanda: quanti soldi sei disposto a perdere per incassare 2.200 euro in più ogni anno?
Se Avis entra in difficoltà e riceve un downgrade, la volatilità sul secondario potrebbe essere brutale e portare a un crollo del 20%, 30%, o 40% del prezzo in poche settimane. E quando succede, anche una cedola elevata non basta mai a compensare la perdita.
È il motivo per cui un’obbligazione al 5,8% con una struttura finanziaria solida spesso vince contro una all’8% dove il rischio è nascosto sotto forma di cedola elevata.
La cedola più alta viene dunque pagata per compensare la probabilità più elevata di perdere.
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