L’Italia contro la BCE sul debito pubblico: una battaglia già persa?

Violetta Silvestri

27 Novembre 2020 - 10:27

27 Novembre 2020 - 11:50

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L’Italia in pressing sulla cancellazione del debito pubblico legato alla pandemia, ma la BCE chiude ogni possibilità. Scontro tra il Belpaese e Francoforte?

L'Italia contro la BCE sul debito pubblico: una battaglia già persa?

L’Italia prova a insistere sull’ipotesi di cancellare il debito pubblico legato alla pandemia e la BCE chiude, categorica, ogni possibilità.

Si è aperto un dibattito, al limite dello scontro, tra la banca centrale e il nostro Paese, soffocato da un livello di indebitamente sempre più alto.

La pandemia ha costretto gli Stati ad aumentare il deficit nazionale, raggiungendo soglie allarmanti. L’Italia arriverà alla drammatica percentuale del 160% nel rapporto debito/PIL secondo le proiezioni FMI.

Cancellare o prolungare la scadenza del debito acquistato da Francoforte durante la pandemia potrebbe essere una strada percorribile secondo esponenti del Governo italiano. Dalla BCE, però, è arrivata la netta bocciatura dell’idea, in una battaglia che sembra già persa in partenza per l’Italia.

Italia in pressing: BCE può cancellare il debito

La BCE potrebbe cancellare i titoli di Stato acquistati nell’ambito del suo programma pandemico o tenerli in perpetuo per aiutare la zona euro a riprendersi: questa l’ipotesi che giunge da Roma.

Dopo le esternazioni del presidente del Parlamento UE Sassoli sull’eventualità di rivedere le regole sul debito degli Stati - e pensare a una cancellazione - è arrivata la dichiarazione di Fraccaro.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è stato esplicito in un’intervista su Bloomberg:

“La politica monetaria deve sostenere le politiche fiscali espansive degli Stati membri in ogni modo possibile. [La proposta] è cancellare obbligazioni sovrane acquistate durante la pandemia o estendere in modo perpetuo la loro scadenza.”

Fraccaro ha affermato che la BCE potrebbe giustificare una tale mossa facendo affidamento su una parte separata del diritto comunitario che la obbliga a sostenere le politiche economiche generali dell’UE, a condizione che ciò non sia in conflitto con il suo obiettivo primario di garantire la stabilità dei prezzi.

Un modo per rispondere così al no già pronunciato dalla governatrice Lagarde, la quale ha categoricamente escluso la possibilità poiché in violazione con i trattati UE.

D’altronde, secondo la tesi di Fraccaro, l’istituto di Francoforte non avrebbe problemi, visto che “può stampare i soldi che vuole, continuare ad acquistare obbligazioni sovrane e consentire agli Stati membri di investire, proteggendoli dal mercato

Il pressing dell’Italia sulla questione debito pubblico riflette la pesante situazione dei conti nazionali, peggiorati con le misure straordinarie anti-Covid. Il Governo Conte ha già ottenuto dalle Camere quattro scostamenti di bilancio, quantificabili in oltre 100 miliardi di euro.

Anche prima della pandemia il Belpaese soffriva per il debito elevato e Fraccaro ha sottolineato che ci saranno ulteriori e onerosi costi in futuro, come quelli per la transizione all’energia verde secondo il piano UE.

A tal proposito, è stata avanzata l’ipotesi di una “regola verde” che esenta la spesa pubblica relativa agli investimenti ambientali dai calcoli del deficit.

Ma la battaglia italiana contro la BCE sembra già una sconfitta.

La BCE boccia l’idea sul debito: l’Italia dovrà pagarlo

Dopo la secca risposta di Lagarde sull’impossibilità di cancellare il debito pubblico dei Paesi, è arrivata anche la bocciatura del membro del Comitato esecutivo della BCE Fabio Panetta.

Il funzionario ha ricordato che “tutto il debito è credito. Se cancelliamo un debito, cancelliamo il credito corrispondente e questo potrebbe avere conseguenze più ampie e destabilizzanti. Solo la crescita può proteggerci dal debito

Sulla stessa scia il presidente dell’istituto centrale francese Francois Villeroy de Galhau, che ha respinto la possibilità di eliminare il debito acquistato durante la pandemia, dicendo che farlo sarebbe controproducente.

“Considerare la cancellazione del debito sarebbe un percorso molto pericoloso. Quando è stato introdotto l’euro gli Stati, si sono impegnati per Trattato a rimborsare sempre la banca centrale. È un patto di fiducia assolutamente essenziale.”

A smorzare gli animi sono arrivate anche le parole di Gualtieri: i debiti sono tali perché vanno rimborsati. Questo il lapidario commento del ministro dell’Economia.

Fine dello scontro Italia-BCE sul debito pubblico. Per “cancellarlo” serviranno altre strategie.

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