Investire in ETF sull’Intelligenza Artificiale o sugli abilitatori dell’AI?

Guido Giaume

12/01/2025

Una analisi delle opzioni di investimento in ETF focalizzati sull’intelligenza artificiale e sugli abilitatori dell’AI, evidenziando rischi, opportunità e criteri per una scelta informata.

Investire in ETF sull’Intelligenza Artificiale o sugli abilitatori dell’AI?

Con l’espansione dell’intelligenza artificiale (AI) e delle sue applicazioni, il settore tecnologico sta vivendo una trasformazione epocale.

Questa crescita ha portato molti investitori a valutare ETF (Exchange Traded Funds) focalizzati sull’AI.
Tuttavia, per sfruttare il trend, esistono due possibili approcci: investire direttamente in aziende che sviluppano tecnologie di intelligenza artificiale oppure in abilitatori dell’AI, ovvero società che forniscono infrastrutture e servizi essenziali per il funzionamento e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Vediamo come fare la scelta tra questi due tipi di ETF.

Gli ETF focalizzati sull’intelligenza artificiale mirano a investire in aziende che sviluppano e implementano tecnologie di AI. Queste includono imprese specializzate in software di apprendimento automatico, hardware avanzato e robotica. Investire in questa categoria di ETF offre un’esposizione diretta al settore dell’AI, che sta vivendo un’espansione esponenziale grazie a innovazioni tecnologiche e alla crescente adozione in ambiti industriali come sanità, finanza, trasporti e intrattenimento. Gli investitori, attraverso questi fondi, possono accedere a una diversificazione all’interno di un settore molto promettente, riducendo il rischio di concentrare le proprie risorse in una singola azienda.

Tuttavia, gli ETF sull’AI presentano anche alcune criticità. Il settore è caratterizzato da una forte volatilità, tipica delle tecnologie emergenti, dove la competizione è alta e non tutte le aziende riescono a sopravvivere o a raggiungere il successo. Inoltre, le tecnologie di AI sono sempre più soggette a regolamentazioni, sia per questioni legate alla privacy sia per l’impatto etico, che potrebbero rallentarne la crescita. Un altro elemento di rischio è rappresentato dalle valutazioni spesso molto elevate delle aziende incluse in questi ETF. Il rapporto prezzo/utili (P/E) di molte di queste società riflette aspettative di crescita molto ambiziose, ma non garantite, aumentando così il rischio di delusione per gli investitori in caso di risultati inferiori alle previsioni.

Dall’altro lato, gli ETF sugli abilitatori dell’AI si concentrano su aziende che forniscono le infrastrutture e le tecnologie di base necessarie per lo sviluppo e l’implementazione dell’intelligenza artificiale. Questi fondi investono in settori come il cloud computing, i semiconduttori e l’analisi dei dati. Rispetto agli ETF focalizzati direttamente sull’AI, questa categoria offre una maggiore stabilità, poiché le società coinvolte sono spesso meno esposte alle dinamiche competitive del settore AI e hanno una presenza consolidata in mercati più ampi. La domanda di infrastrutture tecnologiche è destinata a crescere parallelamente all’espansione dell’intelligenza artificiale, offrendo opportunità di rendimento che non dipendono esclusivamente dal successo di un settore specifico.

Pertanto gli ETF sugli abilitatori dell’AI hanno una minore esposizione diretta alle tecnologie innovative. Questo significa che, in caso di un boom nel settore AI, i loro rendimenti potrebbero essere inferiori rispetto a quelli di ETF più focalizzati. Inoltre, essendo strettamente legati alla crescita dell’intero mercato tecnologico, queste aziende sono vulnerabili a un eventuale rallentamento economico globale o a una riduzione della spesa tecnologica.

La scelta tra un ETF focalizzato sull’intelligenza artificiale e uno sugli abilitatori dell’AI dipende quindi dagli obiettivi dell’investitore. Chi ha una maggiore tolleranza al rischio e cerca rendimenti potenzialmente elevati potrebbe preferire i primi, mentre chi desidera una crescita più bilanciata e una minore volatilità potrebbe orientarsi verso i secondi. In ogni caso, è importante considerare che entrambe le tipologie di ETF presentano rischi significativi, legati sia alla volatilità del mercato che alle elevate valutazioni delle aziende sottostanti.