OpenAI sta lanciando un nuovo programma che permetterà a 10.000 utenti di usufruire di ChatGPT gratis. Ecco chi rientra nella lista e per quale motivo.
Nelle scorse ore, OpenAI ha rilasciato un comunicato ufficiale all’interno del suo blog in cui annuncia il lancio di un nuovo programma che darà modo ad alcuni utenti selezionati di poter usufruire gratuitamente dei piani Pro di ChatGPT. Si parte con 10.000 selezionati quest’estate, per arrivare a una soglia di 100.000 entro la fine dell’anno.
Il programma si chiama “ChatGPT for Academic Researches” e, come si intuisce dal nome, è destinato ai ricercatori accademici. Nella lista rientrano scienziati, matematici e ingegneri. Tutti i professionisti che provengono da istituzioni accademiche selezionate dall’azienda potranno ricevere supporto pratico da OpenAI, accesso al modello GPT-5.6 Sol Pro e potranno invitare quattro collaboratori della propria istituzione a partecipare.
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Come funziona il programma di OpenAI
OpenAI ha affermato nel suo comunicato che offrire l’accesso gratuito ai suoi strumenti di intelligenza artificiale rientra un in un impegno di oltre 250 milioni di dollari entro il 2027 a sostegno della ricerca e della scoperta scientifica esterna.
Tutti coloro che già oggi usano modello di AI per analizzare dati e redigere richieste di finanziamento, potranno continuare a farlo senza dover più sostenere un abbonamento mensile o annuale. Di fatto, si tratta di una mossa per “formalizzare” la collaborazione. Una logica simile a ChatGPT Edu, la versione di ChatGPT per le scuole che OpenAI mette a disposizione di istituti accademici selezionati.
Non è la prima volta che l’azienda di Sam Altman strizza l’occhio ai ricercatori. Lo scorso gennaio è stato lanciato Prism, uno strumento basato sull’AI per poter lavorare con paper e documenti scientifici. Disponibile per chiunque abbia un account ChatGPT attivo, può venire utilizzato per verificare elementi come le citazioni delle ricerche e la formattazione. La demo iniziale comprendeva anche un modo per generare piani di lezione, strumento utile in particolare per i professori universitari.
La strategia a lungo termine dell’azienda
OpenAI ha già affermato che i dati dei ricercatori non verranno utilizzati per addestrare i propri modelli, sebbene alcune voci rimangono dubbiose della benevolenza di ChatGPT. La distribuzione gratuita di strumenti agli istituti di ricerca potrebbe generare un maggior numero di scoperte scientifiche che in qualche modo coinvolgeranno un modello GPT.
Ma non solo perché, rendendo più settori scientifici dipendenti dagli strumenti dell’azienda, si potrebbero aprire le strade per futuri introiti derivanti dalla ricerca a scopo di lucro. Qualsiasi sia il fine ultimo di OpenAI, in ogni caso, questa decisione contribuirà a fornire un supporto completo per 100.000 ricercatori entro la fine dell’anno corrente. E come si legge nel comunicato, nessun dato verrà raccolto e poi sfruttato per l’addestramento avanzato dei propri modelli.