Polar è un browser basato sull’intelligenza artificiale che vuole automatizzare flussi di lavoro complessi. È già partita la sfida a ChatGPT e Gemini?
Il mercato dell’intelligenza artificiale si arricchisce ormai quasi quotidianamente con nuove realtà e motori inediti. L’obiettivo di startup e giovani realtà è quello di sfidare i grandi colossi come ChatGPT e Google Gemini a suon di funzionalità mai viste prima e strumenti che possono contribuire alla produttività dell’utente finale.
Ne è un esempio lampante Polar, un browser web basato sull’AI che vuole automatizzare flussi di lavoro complessi. In che modo? Con un’interazione diretta con l’interfaccia utente delle pagine web. La vera novità sta nel fatto che vengono utilizzati agenti AI operativi, con il compito di replicare il comportamento umano e muoversi all’interno dei siti web per eseguire compiti, compilare moduli, gestire processi ed estrarre dati.
Come funziona Polar
Polar basa il suo core business sul concetto di Agentic AI, ossia sistemi capaci di lavorare in totale autonomia all’interno di un ambiente digitale per raggiungere uno scopo finale. Concetto già visto anche per altri chatbot, ma che qui viene enfatizzato proprio per il fatto che gli agenti lavorano all’interno di un browser.
Per arrivare all’obiettivo, il sistema opera attraverso alcuni passaggi chiave. Si parte con la comprensione del contesto, dopo aver ricevuto un prompt da parte dell’utente. L’agente può dunque procedere con l’analisi della struttura HTML e dell’interfaccia grafica della pagina web che sta visualizzando, per poi poter replicare il comportamento umano. Come? Cliccando sui pulsanti, scorrendo tra le pagine, digitando testi e navigando come farebbe una persona reale.
Altra caratteristica apprezzata è la possibilità di eseguire operazioni in background. Se un utente assegna un compito a Polar, i suoi agenti continueranno a lavorare senza necessariamente dover rimanere in attesa su una stessa pagina web. Un fattore che può migliorare la produttività e ridurre i tempi di attesa.
La crescita della startup
Fondata da Kevin Jiang che, tra le altre cose, ha contribuito alla creazione di Comet presso Perplexity, oggi la startup Polar è in rampa di lancio. Lo scorso martedì, è stato annunciato un primo round di finanziamenti pari a 5,7 milioni di dollari, guidato da Madrona e con la partecipazione di altri investitori come l’ex CEO di GitHub Thomas Dohmke e il fondatore di Modal Erik Bernhardsson.
È già un sistema paragonabile ai grandi colossi? A detta di Polar, sì. Il suo agente è infatti superiore a OpenAI e Anthropic nei benchmark per agenti browser, a dimostrazione di quanto sia diventata competitiva la corsa alla creazione di tecnologie davvero affidabili e utili.
Se la visione della startup si dimostrerà affidabile su larga scala, il browser potrebbe trasformarsi da semplice strumento di lavoro a tool in grado di svolgere il lavoro in totale autonomia.