Il mercato americano azionario è in bolla da debito?

Guido Gennaccari

12/09/2025

L’esperienza americana mostra come l’analisi del legame tra debito pubblico, capitalizzazione di mercato e politiche della Fed possa aiutare a comprendere la formazione di top nei mercati azionari e i successivi ribassi

Il mercato americano azionario è in bolla da debito?

La finanza dovrebbe essere al servizio dell’economia reale, mettendo in comunicazione gli attori in surplus monetario con quelli in deficit monetario per creare vasi comunicanti ed equilibri tra famiglie, imprese, stati, mercati finanziari, con il relativo sistema di vasi comunicanti.

E’ possibile creare un modello semplice che individui, se non le bolle, i top dei mercati azionari leggendo i valori di mercato del debito e della capitalizzazione di borsa?

Mercato azionario USA vs debito pubblico vs interessi Mercato azionario USA vs debito pubblico vs interessi .

Molti osservatori analizzano il rapporto tra capitalizzazione e PIL (blu oggi a 215 in termini di PIL) lasciando fuori la contabilità del debito pubblico (rosso oggi a 124 in termini di PIL), invece molto importante. Ultimamente si è lanciato l’allarme sulla spesa per interessi, attualmente al 3,2 in termini di PIL, dello stato americano, che però fornisce poche o nessuna indicazione sui top di Borsa. Il rapporto capitalizzazione/debito pubblico invece è molto interessante perché comprende fenomeni quali inflazione oppure le politiche monetarie espansive non convenzionali della Fed (QE) che ha portato i tassi in terreno negativo nel 2021.

Negli ultimi tre top di mercato, su dati annui (per questo non emerge il COVID del 2020), si evidenzia come il rapporto “capitalizzazione di mercato/debito pubblico” abbia seguito una trend line ribassista (gialla) su cui determinare un top e poi un drawdown che si riflette anche in Borsa. A fine 2024, come evidenziato nel grafico, eravamo nuovamente sulla trend line ribassista, mentre attualmente il rapporto è andato oltre la trend line, con valore 1,73, ma alla fine del 2025 mancano ancora più di tre mesi (il grafico è annuale). Questa volta sarà diverso?