Forex: Euro sotto la parità e forte rimbalzo. Dollaro troppo forte

David Pascucci

15 Luglio 2022 - 13:22

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Il dollaro si rafforza sempre di più. Nuovi minimi dell’euro ieri, giovedì 14 luglio.

Forex: Euro sotto la parità e forte rimbalzo. Dollaro troppo forte

Nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 14 luglio, si registrano i minimi assoluti di EurUsd per quanto riguarda l’anno in corso a ridosso di area 0,9960. L’euro ha subito una forte discesa dopo test continui della parità, a ridosso dell’apertura del mercato azionario Usa, per poi riprendersi dai minimi e ritornare sopra la parità. Questa condizione è molto pericolosa a livello economico per l’Europa e per gli Usa e il mercato, come detto in precedenti analisi, deve fare da equilibratore per evitare un disastro economico-finanziario completo.

Dollaro troppo forte per il contesto Macro

Il dollaro americano presenta una dinamica fortissima al rialzo, come se il mercato finanziario comprasse solo ed esclusivamente dollari come valuta valida come cash. Il problema riguarda principalmente le altre majors: euro, sterlina e yen vengono fortemente vendute rispetto alla valuta statunitense.

Un dollaro troppo forte rischia di portare l’economia globale in una recessione dove solamente chi possiede dollari riesce a sopravvivere e questo, si sa, non è assolutamente possibile in un’economia globalizzata come quella attuale. Ieri 14 luglio 2022 sono stati raggiunti quindi nuovi minimi per l’euro sotto la parità a 0,9960: i minimi annuali. Nuovi minimi annuali sono stati raggiunti anche dalla sterlina (GbpUsd) intorno a 1,1750, e dallo yen (massimi sul cambio UsdJpy) a 139,40.

Ieri, in sostanza, è stata una giornata storica per il valutario, che aggiorna dei minimi e dei massimi non visti da diversi anni, tranne nel caso della sterlina che è rimasta sui minimi post-Brexit. Con un dollaro fortissimo, i numeri a livello macroeconomico vengono esasperati, così come il debito pubblico. A questo punto, l’unica cosa da “sperare” è quella di vedere un indebolimento dal lato dollaro per avere una ripresa delle majors.

I presupposti per un rimbalzo

Il dollaro è stato comprato da gennaio 2021 a ridosso degli 1,22 di EurUsd, un forte movimento che ha visto, oltre all’acquisto sul mercato, anche un graduale e aggressivo aumento dei tassi di interesse, che ora sono intorno a 1,50-1,75%. In questo momento il dollaro, rispetto alle altre valute, si trova sui massimi in quotazione e sui massimi rispetto ai tassi di interesse delle altre economie.

Considerando il fatto che a breve anche la Bce aumenterà i tassi come annunciato nell’ultima riunione di politica monetaria, perché non comprare euro? Come mai il mercato sta investendo in dollari in modo consistente, quando in prospettiva ci sono valute che aumenteranno sicuramente i tassi di interesse? Il mercato prima o poi arriverà al punto di scaricare talmente tanti dollari che la partenza di valute come euro e sterlina al rialzo potrebbe essere fulminea. Attenzione quindi ai prossimi movimenti delle prossime settimane, soprattutto a ridosso della fine del mese quando la Bce aumenterà il costo del denaro.

Analisi di EurUsd sul lungo

EurUsd timeframe 3 mesi EurUsd timeframe 3 mesi Timeframe a 3 mesi per Euro

Nel grafico di EurUsd a timeframe 3 mesi, ogni candela rappresenta 3 mesi di negoziazione. In questo grafico si presenta un’anomalia che riguarda principalmente la dinamica delle ultime candele. Il ribasso, rispetto ai movimenti degli anni precedenti, presenta una dinamica continua, pulita e insolitamente poco volatile per un movimento direzionale su una valuta. In tal merito, è da ricordare che non bisogna paragonare gli andamenti e le dinamiche dei mercati azionari con quello valutario, in quanto la struttura di base è diversa.

Le 5 candele consecutive, 15 mesi di ribasso a bassa volatilità, indicano un movimento in possibile esaurimento, mentre i presupposti macroeconomici sembrano voler indicare la possibilità di un rimbalzo anche di una certa importanza.

Qualora il mercato dovesse ulteriormente capitolare, dovremmo preoccuparci non più dei mercati finanziari, ma del nostro potere d’acquisto come europei, con conseguenze sui nostri risparmi e sulla nostra capacità di spesa nel lungo termine, totalmente rimessa a un’economia incentrata sul credito di stampo totalmente americano.

Ogni minimo attuale potrebbe essere il minimo dal quale potrebbe partire un forte rimbalzo e il minimo preso in esame in area 1,0020-1,0040 è stato rotto e riassorbito con una certa forza. Che sia uno squeeze di lungo periodo?

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