Flat tax, aumento Iva e condono fiscale. Scontro Lega e 5 Stelle

Scontro Lega e 5 Stelle su flat tax, aumento Iva e condono fiscale: posizioni contrastanti all’interno del Governo. Ecco le ultime novità sulle possibili misure da inserire in Legge di Bilancio 2020.

Flat tax, aumento Iva e condono fiscale. Scontro Lega e 5 Stelle

Flat tax, nessun aumento dell’Iva e nessun condono fiscale. Il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha le idee ben chiare sulle priorità da perseguire durante il Governo condiviso con la Lega.

Peccato che gli alleati del Carroccio la pensino molto diversamente.

Risalgono a qualche giorno fa le affermazioni del Ministro dell’Economia Tria, secondo il quale per sostenere la flat tax è necessario un aumento dell’Iva: se si vuole arrivare a riduzione dell’Irpef, ha dichiarato Tria, è necessario alzare le tasse sui consumi.

Seguendo le dichiarazioni dell’OCSE e le raccomandazioni europee, aumentare l’Iva è l’unico modo per sostenere il taglio alle imposte sul reddito che arriverà con la flat tax, visto che non ci sono, al momento, altre risorse a cui appellarsi.

Il sottosegretario al MEF Bitonci, dall’altro lato, ha annunciato un pacchetto fiscale che prevede, tra i vari provvedimenti, l’ipotesi di una nuova pace fiscale: da qui nasce lo scontro Lega e 5 Stelle, da sempre contrari a condoni.

In materia di Fisco sono tanti i punti in cui Lega e Cinque Stelle non solo non vanno d’accordo, ma anzi, si trovano su posizioni diametralmente opposte. Viene quindi spontaneo chiedersi come sarà possibile trovare un compromesso che soddisfi tutte le parti in causa, senza abbandonarsi alla (nemmeno troppo) segreta convinzione che l’unico risultato possibile, con queste premesse, è lo scontento generale.

Le dichiarazioni di Di Maio su aumento Iva e condono fiscale

Il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio è stato molto chiaro: la flat tax si farà ma con un piano che non preveda l’aumento dell’Iva, oltre al fatto che mancano ancora le coperture. Il leader dei 5 Stelle promette, inoltre, di tagliare il costo del lavoro per aiutare le imprese.

Sono queste le priorità del vicepremier Di Maio, che non ha nessuna intenzione di sostenere la Pace fiscale 2 proposta dalla Lega: con l’introduzione di una versione soft della dichiarazione integrativa, infatti, emergono redditi non dichiarati.

Per il Ministro del Lavoro è assurdo, commenta in suo post su Facebook, che invece di mandare in carcere i grandi evasori si pensi a come far loro dei regali.

Flat Tax, ipotesi riduzione Irpef ma con aumento IVA: la posizione di Tria

Nettamente diversa rispetto alla posizione del Ministro Di Maio è, invece, quella del Capo del MEF, Giovanni Tria.

Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria mira, tra i vari provvedimenti, alla riduzione dell’Irpef soprattutto per le classi medie “anche attraverso una riduzione delle aliquote e un accorpamento degli scaglioni”.

L’obiettivo è quello di realizzare la flat tax “in modo progressivo ma comunque significativo”, poiché sulle classi di reddito inferiori, anche grazie alla “no tax area”, la pressione effettiva dell’Irpef è già inferiore al 15%.

La flat tax quindi dovrebbe partire dal 2020, con il dimezzamento dell’Irpef per i contribuenti con redditi compresi tra i 35.000 ed i 50.000 euro, ma con un piano triennale basato anche sull’introduzione del quoziente familiare.

A fornire ulteriori dettagli è stato il Sottosegretario al MEF Massimo Bitonci. La Manovra avrà un impatto anche sui contribuenti che si collocano nella fascia di reddito tra i 15-35 mila euro, per la quale l’aliquota Irpef effettiva, considerando detrazioni e deduzioni, è tra il 16 e il 17%.

Flat tax in 3 anni: il piano della Lega

Lo scopo della Lega è quello di ridurre il peso fiscale sul ceto medio, la cosiddetta fascia dai 35mila ai 50mila euro. Come spiegato da Bitonci in un’intervista al Messaggero, l’idea base è quella di dare un taglio secco alle aliquote, aiutando così circa 3 milioni di contribuenti che si trovano nella fascia tra i 15 e i 50 mila euro.

Nella Manovra 2020 auspicata dal sottosegretario Bitonci viene considerato anche applicare un’aliquota ridotta del 15% sull’incremento di reddito maturato da un anno all’altro, così si verrebbe a pagare meno sulla ricchezza aggiuntiva. In questo modo non solo si potrebbe dare una spinta alla produttività, ma anche lottare contro l’evasione fiscale.

Per ciò che concerne le imprese, invece, si progetta una riduzione dell’Ires, che già è scesa dal 27 al 24%, l’obiettivo finale è di portarla al 20% entro il 2021.

Si mostra ottimista il Sottosegretario Bitonci anche sul fronte delle coperture, visto che nei primi 4 mesi del 2019 c’è stato un incremento per le entrate fiscali di 2 miliardi di euro, grazie anche all’introduzione della fattura elettronica.

Il sottosegretario, inoltre, ha parlato di misure per incoraggiare i pagamenti con carte e bancomat, abbassando i costi delle piccole transazioni. Già oggi, infatti, i pagamenti sotto i 30.000 euro possono essere effettuati contactless, quindi senza inserire pin o firmare ricevute.

Nella prima fase di attuazione della flat tax, quindi dal 2020 in poi, il 15% si applicherebbe solo ai redditi individuali, ma il sottosegretario Bitonci spiega che stanno studiando un piano triennale compatibile col quoziente familiare, quindi tenendo conto della composizione del nucleo.

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