Flat tax: le novità per imprese e famiglie nella Nota al DEF 2019

Flat tax soltanto per le imprese, riforma Irpef graduale per le famiglie: ecco le novità fiscali contenute nella Nota al DEF 2019.

Flat tax: le novità per imprese e famiglie nella Nota al DEF 2019

La flat tax sarà nella Legge di Bilancio 2019, seppur ridotta rispetto ai piani originari della Lega.

Le novità su come sarà strutturata la riforma della tassazione Irpef per imprese e famiglie sono contenute nella Nota al DEF 2019 approvata dal Governo il 27 settembre 2018.

Per le partite IVA sarà aumentato il limite di accesso al regime forfettario, che già oggi prevede una tassazione fissa pari al 15% e che sostituisce le aliquote Irpef ordinarie. Per le famiglie, invece, l’attuazione del progetto del Governo allunga i tempi e i primi effetti del piano di riforme per la riduzione delle tasse si faranno sentire soltanto dopo il 2021.

Le novità contenute nella Nota di Aggiornamento al DEF 2019 non sono soltanto fiscali: nel DdL di Bilancio che sarà presentato entro il 20 ottobre 2018 in Parlamento ci saranno il reddito e la pensione di cittadinanza, così come prenderà corpo il piano per superare la Legge Fornero, con il capitolo della riforma delle pensioni che introdurrà la Quota 100 e, forse, una nuova finestra di uscita anticipata dal lavoro per chi ha almeno 41 anni di contributi (i lavoratori precoci).

Si farà anche la pace fiscale, il condono delle cartelle Equitalia che dovrebbe riguardare i contribuenti con debiti fino a 500.000 euro.

Soffermiamoci di seguito sulla flat tax, analizzando cosa cambia e quali sono le novità che interesseranno imprese, professionisti e famiglie secondo la strada tracciata dalla Nota di Aggiornamento al DEF 2019.

Flat tax: estensione regime forfettario per le partite IVA dal 2019

Non cambia il piano del Governo rispetto alle anticipazioni degli ultimi mesi. Nella Nota al DEF 2019 è confermato che la flat tax partirà dal prossimo anno soltanto per alcuni titolari di partita IVA.

La novità, fortemente voluta dalla Lega e che ha come fine ultimo la riduzione del carico fiscale nei confronti delle imprese consisterà, nella pratica, nell’estensione delle soglie per l’accesso al regime forfettario per le partite IVA.

Potranno accedervi piccole imprese, professionisti e artigiani che non superano la soglia di 65.000 euro di ricavi. Il reddito prodotto verrà tassato con l’aliquota del 15%, sostitutiva dell’Irpef.

Al momento non sono chiari i requisiti da rispettare per accedere alla flat tax. I dettagli saranno resi noti soltanto con la presentazione del Disegno di Legge di Bilancio 2019.

Una delle ipotesi è che saranno escluse dalla flat tax le società, per le quali è invece prevista la riduzione dell’Ires di nove punti (dal 24% al 15%) nel caso di reinvestimento degli utili in beni strumentali e assunzioni.

Con la flat tax semplificazioni IVA per le imprese

L’effetto parallelo dell’estensione dei limiti di accesso al regime forfettario per le partite IVA e, quindi, alla flat tax al 15% per imprese e professionisti, sarà l’esonero da alcuni adempimenti fiscali.

I principali vantaggi e le semplificazioni più consistenti si faranno sentire in materia di IVA e non c’è dubbio che una delle novità più importanti riguarderà l’estensione dell’esonero dalla fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019.

Saranno oltre un milione e mezzo le partite IVA che potranno transitare al nuovo regime forfettario dal 2019, tutti contribuenti per le quali verrà meno l’obbligo di emettere le fatture elettroniche. Sarà questo uno dei punti più controversi da affrontare, tenuto conto del piano di lotta senza deroghe all’evasione fiscale che sarà predisposto dalla Legge di Bilancio 2019 o dal decreto fiscale collegato.

Riforma Irpef per le famiglie a più fasi. Svanisce la flat tax al 15% per dipendenti e pensionati

Dovranno accontentarsi di ben poco le famiglie. Non ci sarà la tanto annunciata flat tax al 15%, la riforma Irpef sarà avviata soltanto a partire dal 2020 e arriverà a conclusione, previa valutazione dei possibili effetti e benefici, nel 2021 e comunque a termine della Legislatura.

Come anticipato, tuttavia, nella Nota al DEF 2019 non si parla di flat tax al 15% per le famiglie ma di una riduzione delle attuali aliquote Irpef. La prima resterà al 23% e si applicherà ai redditi fino a 75.000 euro; per i redditi superiori, invece, l’aliquota di tassazione sarà pari al 33%.

Pochi se non nulli gli effetti di risparmio per la maggior parte dei contribuenti che ad oggi rientrano nel primo scaglione Irpef. Risparmi di gran lunga maggiori per i redditi più elevati (come tra l’altro avevamo già calcolato nella simulazione Flat tax vs Irpef).

Al possibile effetto distorsivo della riforma Irpef prevista dal DEF 2019 si legano anche le penalizzazioni che potrebbero derivare dalla razionalizzazione delle agevolazioni fiscali ad oggi esistenti, così come alla possibile rimodulazione delle aliquote IVA (due dei punti che non piacciono al Governo e sui quali si ipotizza un’accesa discussione).

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