Flat tax con abolizione bonus Renzi e aumento IVA: Di Maio sfida Salvini

No alla flat tax se le coperture saranno reperite dall’abolizione del bonus Renzi di 80 euro o dall’aumento dell’IVA: Di Maio sfida Salvini sulla riforma fiscale del 2020.

Flat tax con abolizione bonus Renzi e aumento IVA: Di Maio sfida Salvini

Niente flat tax se per reperire le coperture necessarie bisogna abolire il bonus Renzi di 80 euro o far scattare l’aumento IVA: Di Maio sfida Salvini ponendo un veto importante alla riforma Irpef allo studio con la Legge di Bilancio 2020.

È nel corso dell’inaugurazione dell’HUB di Poste Italiane a Bologna che il Vice Premier del M5S, Luigi Di Maio, torna a parlare del destino del bonus Renzi, una delle prime spese che potrebbe essere sacrificata per dare il via alla flat tax per le famiglie nel 2020.

Mentre dalla Lega la linea che va confermandosi è quella della trasformazione del bonus di 80 in una detrazione fiscale, il M5S mette i propri paletti a quella che si appresta ad essere una delle novità principali della Legge di Bilancio 2020.

Non solo non bisognerà cancellare il bonus Renzi di 80 euro dalle buste paga degli italiani, ma è impensabile che la flat tax per le famiglie venga finanziata dall’aumento dell’IVA.

Flat tax finanziata dall’abolizione del bonus Renzi: Di Maio blinda gli 80 euro

Non nasconde di essere “stufo dei tentennamenti della Maggioranza” il Vice Premier Luigi Di Maio. La tensione sale, anche dopo la vicenda del presunto finanziamento alla Lega da parte della Russia, ed no del M5S rischiano di causare una nuova frattura all’interno del Governo.

Sulla flat tax la linea del Governo è tutt’altro che uniforme e quando sembrava ormai trovato un accordo, il protagonista della riforma fiscale torna ad essere il bonus Renzi di 80 euro.

Per reperire le coperture per il finanziamento della flat tax prevista in avvio dal 2020 per le famiglie con redditi fino a 55.000 euro è impensabile che vengano tolti gli 80 euro dalle tasche degli italiani.

“Io non sono affezionato agli 80 euro, ma quelli non erano soldi di Renzi, quelli sono soldi degli italiani e se si dice ai cittadini ti tolgo 80 euro per fare la flat tax o peggio ti aumento l’Iva per fare la flat tax, per me questo è inaccettabile.”

Il tema centrale sono quindi le coperture per far partire la flat tax. Il Ministro Di Maio sembra lanciare una vera e propria sfida a Matteo Salvini.

Bonus Renzi, flat tax e aumento IVA: cosa potrebbe succedere

Non è certo la prima volta che torna in auge il tema della possibile abolizione del bonus Renzi di 80 euro, il credito Irpef erogato ad oggi direttamente in busta paga ai lavoratori dipendenti.

Tra le ipotesi più plausibili c’è quella che dal 2020 venga trasformato in sconto fiscale, ma ancora oggi è poco chiara la procedura e le regole che governeranno la trasformazione del bonus, mal digerito da Lega e M5S anche per via della sua paternità.

Diverso è invece il discorso sull’aumento dell’IVA.

Il Vice Premier Luigi Di Maio sembra quasi voler far intendere che tra le varie ipotesi in campo per il finanziamento della flat tax nel 2020 vi sia anche quella proposta dal Capo del MEF, Giovanni Tria, mostratosi più volte favorevole ad un aumento dell’imposta sui consumi in parallelo con la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro.

Non solo il M5S; anche la Lega si è sempre dichiarata contraria alla proposta del Ministro dell’Economia, ma la coperta si accorcia giorno dopo giorno.

Flat tax: sia la Lega a trovare le coperture

Certo è che è ormai chiaro che tra le due anime del Governo ci sono non poche frizioni. Il Ministro e Vice Premier Luigi Di Maio lascia campo aperto alla Lega su come e dove trovare le coperture per finanziare la flat tax nel 2020.

Una convivenza forzata, nella quale i no del M5S sono più di uno. Non abolire il bonus Renzi, non far scattare l’aumento IVA e nessun condono fiscale per gli evasori.

Non è certo un segreto che la Lega voglia puntare sulla pace fiscale 2 non tanto per proseguire lungo la strada della riconciliazione tra Fisco e contribuenti, quanto per massimizzare le entrate economiche che verrebbero dirottate verso il progetto della flat tax.

Si punta al contante, e si punta alle cassette di sicurezza e a quei 150 miliardi di euro sottratti dalle grinfie del Fisco. Anche in questo caso il M5S è stato chiaro: dirà no ad ogni ipotesi di condono fiscale.

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