Clamoroso dagli Usa: la Federal Reserve lancia il QE illimitato!

Come se non bastassero le diverse misure già in campo, la Fed ha annunciato di aver tolto il limite al suo piano di Quantitative Easing e di aver approvato numerosi altri provvedimenti.

Clamoroso dagli Usa: la Federal Reserve lancia il QE illimitato!

Nella gara al rialzo tra le misure espansive delle banche centrali, la Federal Reserve ha messo in campo un all-in che non potrà essere eguagliato da nessun istituto centrale.

In una mossa che, ça va sans dire, è stata annunciata al di fuori di una riunione ufficiale delle Federal Reserve, la banca centrale americana ha annunciato che, per contrastare il blocco dell’economia legato all’avanzata del Coronavirus, gli acquisti di titoli del Tesoro e di titoli garantiti da mutui sono diventati illimitati.

Federal Reserve: al via il QE illimitato

Il Coronavirus, riporta la nota della Federal Reserve, “sta causando enormi difficoltà negli Stati Uniti e nel mondo”, è ormai chiaro “che la nostra economia dovrà affrontare gravi sconvolgimenti”.

Per la Fed, “è necessario compiere sforzi aggressivi, sia nel settore pubblico che in quello privato, per limitare le perdite di posti di lavoro e di reddito e promuovere una rapida ripresa una volta che le interruzioni si saranno attenuate”.

Fatte queste premesse, la Federal Reserve ha fatto sapere che “acquisterà titoli di Stato e MBA (Mortgage-backed securities) per gli importi necessari a sostenere il regolare funzionamento del mercato e l’efficace trasmissione della politica monetaria”.

La Federal Reserve lancia il QE illimitato, ma non solo

Se qualche giorno fa la Fed aveva sapere di voler acquistare 500 miliardi di titoli del Tesoro e 200 miliardi di titoli garantiti da mutui, ora ha annunciato che questi acquisti sono diventati essenzialmente illimitati.

Nel corso della settimana corrente, saranno acquistati 375 miliardi di dollari in titoli del Tesoro e 250 miliardi di dollari in titoli ipotecari.

La Fed ha inoltre dichiarato che lancerà nuove linee di credito che si tradurranno in un controvalore di circa 300 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti. Per quanto riguarda il sostegno dei finanziamenti alle grandi aziende saranno lanciati due programmi (Primary Market Corporate Credit Facility, PMCCF, e il Secondary Market Corporate Credit Facility, SMCCF) mentre per consumatori e aziende minori sarà rilanciato il TALF (Term Asset-Backed Securities Lending Facility), già utilizzato nel 2008.

Le misure della Federal Reseve non si fermano qui: sono previste anche misure di finanziamento per i comuni: il Money Market Mutual Fund Liquidity Facility (MMLF) e il Commercial Paper Funding Facility (CPFF).

All-in della Federal Reserve: cosa ne pensano gli esperti

A poco più di una settimana dal precedente annuncio, ha commentato Michael Hewson (Chief Market Analyst di CMC Markets UK), “la banca centrale Usa è nuovamente intervenuta con decisione tramite l’annuncio di un QE indeterminato ed illimitato”.

“Mentre i politici statunitensi continuano a procrastinare, la banca centrale Americana ha deciso di raddoppiare e di andare all-in, non solo aiutando Wall Street ma anche adottando misure a favore di Main Street” (l’economia reale che ricomprende famiglie ed imprese non quotate, ndr).

La nuova misura-monstre annunciata dalla Federal Reserve non sta avendo grandi effetti sugli indici statunitensi: al momento il Dow Jones e S&P500 segnano un calo di circa l’1,4% mentre il Nasdaq quota in sostanziale parità.

Gli acquisti sui titoli a 10 anni ne stanno facendo scendere il rendimento allo 0,752% mentre il cambio eurodollaro sale a 1,078.

Federal Reserve: ecco cosa manca

All’appello, ha rilevato Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, manca al momento l’inclusione di acquisti di:

  • corporate bond,
  • municipalities
  • Etf (ad esempio con sottostante indici azionari).

“Per poterlo fare occorre un cambio dello statuto, anche questo in discussione in questi giorni al Congresso”.

“La parola passa ora al Congresso, in attesa del varo del piano Mnuchin e del cambio statuto Fed, oltre che del varo di una nova forma di TARP per definire come salvare le aziende in difficoltà, sulla falsariga del TARP del 2008 che all’epoca servì per le banche”.

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