Fattura elettronica: grave errore l’esclusione dei forfettari

Regime forfettario 2019: i contribuenti titolari di partita IVA nel regime agevolato sono esclusi dall’obbligo di fattura elettronica (come i «vecchi» minimi). Scelta di semplificazione o - paradossalmente - ulteriore complicazione del sistema?

Fattura elettronica: grave errore l'esclusione dei forfettari

I contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario non sono obbligati ad emettere fattura elettronica.

L’esclusione, prevista dalla normativa vigente, ha la ratio di semplificare il sistema fiscale, non addossando ulteriori obblighi alle partite IVA agevolate. Ma è realmente così nella realtà? Probabilmente no...

Innanzitutto occorre considerare come i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario abbiano comunque l’obbligo di conservazione delle fatture elettroniche ricevute, ancorché le faq dell’Agenzia delle Entrate sembrino indicare curiose esenzioni anche in questo senso. A questo proposito, ricordiamo a tutti i lettori che vige ancora l’obbligo di conservazione dei documenti contabili ai sensi dell’articolo 2220 del codice civile...

Fattura elettronica: perché è un errore l’esclusione dei forfettari (ed in genere di alcune categorie). Prima considerazione sulle “dinamiche di mercato”

Innanzitutto, l’esclusione dall’obbligo di fatturazione elettronica per i contribuenti che operano nel regime forfettario 2019 rischia di non poter essere attuata per alcuni categorie di professionisti ed imprese, con particolare riferimento a coloro che operano con aziende medio grandi.

In questi primissimi giorni di fattura elettronica, infatti, è emerso che alcune aziende, operanti soprattutto nel settore “digitale”, pretendano di lavorare solo con fornitori che aderiscono al nuovo sistema. Per quanto ovvio, ciò non significa che queste aziende possano “obbligare” i forfettari ad emettere fattura elettronica. D’altra parte però nulla vieta loro di escludere dalle anagrafiche fornitori coloro che non aderiscono a tale sistema.

Fattura elettronica: perché è un errore l’esclusione dei forfettari (ed in genere di alcune categorie). Seconda considerazione sulle modalità di registrazione e conservazione delle fatture

Una seconda considerazione che - a modesto avviso di chi scrive - non può che farci ritenere un errore l’esclusione dei contribuenti forfettari dall’obbligo di emissione della fattura elettronica riguarda le contabilità delle aziende clienti dei forfettari medesimi.

Nello specifico, un’azienda obbligata all’emissione della fattura elettronica conserverà i file xml relativi alle fatture emesse e ricevute in modalità elettronica, non essendo più obbligata alla stampa e conservazione del cartaceo.

Tuttavia, le fatture non elettroniche ricevute da contribuenti che operano nel regime forfettario, oltre che nel vecchio regime dei minimi, dovranno essere per forza di cose stampate e conservate in modalità cartacea, generando una sorta di doppio binario assolutamente scomodo e che non ha nulla a che fare con la semplificazione del sistema.

Per non parlare poi della derivante esigenza pratica (anche se non obbligatoria) di tenere due sezionali aperti nel registro IVA acquisti:

  • il primo per le fatture elettroniche ricevute, per le quali peraltro i protocolli non saranno più obbligatori, ma potranno rimanere solo per esigenze di organizzazione interna;
  • il secondo per le fatture non elettroniche ricevute proprio dai forfettari.

Fattura elettronica: perché è un errore l’esclusione dei forfettari (ed in genere di alcune categorie). Terza considerazione sulla variazione di regime fiscale in corso d’anno

Ultima considerazione, sempre di carattere pratico.

Si immagini il caso di un forfettario che si accorga a posteriori di non poter operare con la partita IVA agevolata e si trovi quindi obbligato ad operare in regime semplificato sin da inizio anno. Si consideri poi che questo contribuente abbia già emesso n fatture da gennaio sino al mese in cui si accorge di aver sbagliato. Non sarebbe certo una novità, è già successo negli ultimi anni.

Che confusione che verrebbe a crearsi a quel punto? Si avrebbero delle note di credito da emettere in modalità cartacea, da registrare nell’eventuale secondo sezionale e da conservare - lato azienda cliente - in modalità cartacea.

A quel punto poi l’ormai ex forfettario dovrebbe riemettere le fatture in formato elettronico e ciò comporterà la variazione dei dati fiscali in anagrafica e la conseguente variazione delle modalità di conservazione, creando quindi alcuni documenti conservati in un modo ed altri conservati differentemente, ma avendo come riferimento lo stesso soggetto...

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