Ritenute d’acconto per fatture tra aziende, ecco chi potrebbe essere esonerato

Nadia Pascale

11 Febbraio 2026 - 13:48

La Legge di Bilancio 2026 prevede l’introduzione di una ritenuta d’acconto sulle fatture tra aziende, ma ci sono i primi passi indietro con proposte per l’estensione dell’esonero da tale adempimento.

Ritenute d’acconto per fatture tra aziende, ecco chi potrebbe essere esonerato

Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, dal palco di Assolombarda lancia una nuova proposta: esonerate dalla ritenuta d’acconto le fatture tra aziende per chi aderisce al Tax Control Framework facoltativo.
L’esenzione dalla ritenuta d’acconto per le fatture B2B è una sorta di premio per le aziende che decidono di aderire al Tax Control Framework, cioè che mostrano di essere collaborative e adottano soluzioni volte a ridurre il rischio fiscale legato alle aziende.

Vediamo nel dettaglio la proposta del viceministro Maurizio Leo per l’esonero dalla ritenuta d’acconto per le aziende che aderiscono al Tax Control Framework.

Ritenuta sulle fatture tra aziende, cos’è

La ritenuta sulle transazioni B2B è una misura antievasione inserita nella Legge di Bilancio 2026, mira a ridurre l’incidenza delle imprese che non versano l’Iva e adottano strumenti fraudolenti per evadere il fisco. Proprio per questo il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha mostrato perplessità alla proposta del viceministro Leo di esentare da tale pratica le imprese che aderiscono al Tax Control.

La Legge di Bilancio 2026 prevede l’applicazione di una ritenuta d’acconto (un anticipo sulle tasse da versare) sulle fatture B2B (Business to Business). L’obbligo di ritenuta d’acconto entra in vigore dal 1° gennaio 2028 nella misura dello 0,5% e dal 1° gennaio 2029 nella misura dell’1%.
La ritenuta è versata a titolo di acconto sulle imposte sui redditi sui corrispettivi per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nell’esercizio di imprese da soggetti residenti e da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti che, al momento di ricevere il pagamento, non abbiano aderito alla proposta di concordato preventivo biennale e all’adempimento collaborativo previsto agli artt. da 3 a 7 del d.lgs. 5.8.2015, n. 128.

Le dichiarazioni del viceministro Leo puntano, invece, a estendere l’ambito dei soggetti esonerati alle imprese che aderiscono al Tax Control Framework facoltativo.

Il Tax Control Framework (TCF) è il sistema di controllo interno del rischio fiscale che ne consente il puntuale monitoraggio, presidio e valutazione. Partendo dal presupposto che l’attività di controllo dell’autorità fiscale sui contribuenti di maggiori dimensioni verrà sempre più concentrata sui soggetti che presentano un maggior rischio fiscale, tra cui quelli che non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti (circ. AdE n. 4/E del 7/5/2021) si punta a un meccanismo premiale per chi adotta misure di controllo del rischio fiscale.

Il viceministro Leo sottolinea che la ritenuta d’acconto sulle fatture B2B in questo modo resterebbe a carico solo delle imprese che adottano comportamenti poco virtuosi con il Fisco, mentre verrebbero premiate tutte le imprese che mostrano di voler collaborare con il Fisco e quindi aiutano a ridurre l’evasione fiscale.

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