Ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è un particolare meccanismo di imposizione fiscale pensato dal legislatore al fine di avere maggiore sicurezza nell’incasso del gettito erariale, con particolare riferimento ad alcune fattispecie di rapporti di lavoro di carattere professionale ovvero occasionale.

La ritenuta d’acconto viene applicata in modo diverso a seconda delle molteplici situazioni giuridiche-commerciali, per un quadro completo i lettori di Forexinfo possono utilmente utilizzare la seguente tabella:

Reddito su cui si applica Tipo di tassazione Aliquota ritenuta Base imponibile Codice tributo
Lavoro autonomo e occasionale ritenuta d’acconto 20% 100% 1040
Compensi amministratori di condominio ritenuta d’acconto 20% 100% 1040
Compensi per servizi resi a condomini da persone fisiche e società di persone soggetti ad IRPEF ritenuta d’acconto 4% 100% 1019
Compensi per servizi resi a condomini da società di capitali ed enti soggetti ad IRES ritenuta d’acconto 4% 100% 1020
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule, ecc. ritenuta d’acconto 30% 75% 1040
Utili da contratto di associazione in partecipazione (quota lavoro) ritenuta a titolo d’acconto 20% 100% 1040
Redditi per cessione diritti d’autore ritenuta d’acconto 20% 60% 1040
Redditi da vendite a domicilio ritenuta a titolo d’imposta 23% 78% 1038
Provvigioni (agenti e rappresentanti) ritenuta a titolo di acconto 23% 50% 1038
Redditi di lavoro autonomo di soggetti non residenti (anche occasionale o sotto forma di partecipazione agli utili) ritenuta a titolo d’imposta 30% 100% 1040
Compensi per levata protesti esercitata dai segretari comunali ritenuta a titolo d’acconto 20% 85%

Il sistema della ritenuta d’acconto trova il suo riferimento normativo fondamentale nell’articolo 64 comma 1 del d.p.r. 600/1973.

Il contribuente che si trova obbligato a versare la ritenuta d’acconto è definito dalla normativa fiscale come “sostituto d’imposta”, ovvero:

colui che, in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili e anche a titolo di acconto. Deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso”.

Esaminando attentamente la disposizione contenuta nell’articolo 64 citato, appare evidente la «strana» imputazione dell’obbligo fiscale, essendo essa stessa riferita ad un soggetto diverso da colui che ha realizzato la fattispecie imponibile.

Qual è la ratio del sistema della ritenuta d’acconto?
Il vantaggio del sistema della ritenuta d’acconto per l’amministrazione finanziaria è la garanzia di una sicura ed integrale riscossione delle imposte.
In questi casi, infatti, l’evasione fiscale viene evitata anticipando il momento in cui il soggetto passivo subisce il prelievo fiscale (a titolo di acconto o di imposta definitiva).

Possiamo quindi affermare che la ritenuta d’acconto è lo strumento per mezzo del quale può avvenire la cosiddetta sostituzione tributaria.

D’altra parte, la sostituzione tributaria può operare in due modi:

  • sostituzione d’acconto, ovvero quando il sostituto è obbligato ad effettuare una ritenuta d’acconto sui redditi che eroga al sostituito. In questa fattispecie il versamento effettuato dal sostituito non estingue l’attuazione del tributo ma costituisce un acconto sull’imposta totale da versare;
  • sostituzione d’imposta in senso proprio, ovvero quando il sostituto è chiamato a versare totalmente l’imposta complessivamente dovuta dal sostituito.

La ritenuta d’acconto trova sovente applicazione nei casi delle ricevute di prestazione occasionale, per un approfondimento in materia è possibile fare riferimento alla seguente guida:

Ritenuta d’acconto per prestazione occasionale: che cos’è e a chi conviene?

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