Proroga versamenti IVA e ritenute Irpef col Ristori bis: zone e attività beneficiarie

Proroga versamenti IVA e ritenute Irpef nel decreto Ristori bis, ma solo per le attività con sede legale o domicilio in zona rossa o arancione. I beneficiari possono pagare in un’unica soluzione con scadenza il 16 marzo 2021 o optare per la rateizzazione in quattro rate di pari importo.

Proroga versamenti IVA e ritenute Irpef col Ristori bis: zone e attività beneficiarie

Proroga versamenti IVA e ritenute Irpef nel decreto Ristori bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre 2020.

L’agevolazione fiscale, però, ha destinatari precisi, in base al tipo di attività e alla sede legale/operativa o il domicilio fiscale in zona rossa o arancione (per i servizi di ristorazione).

Con la creazione di nuove rosse, come nel caso dell’Alto-Adige in questi giorni, la misura verrebbe estesa alle attività delle altre regioni in crisi sanitaria.

La nuova scadenza da tenere in considerazione per le attività rientranti tra i beneficiari della proroga è il 16 marzo 2021. Il versamento di IVA e ritenute alla fonte può essere effettuato in un’unica soluzione o in quattro rate di pari importo.

Il nuovo decreto con le misure di sostegno economico e alleggerimento fiscale per le attività interessate dalle misure restrittive, in vigore dal 6 novembre fino al 3 dicembre, è impiantato sulla base del decreto Ristori.

Proroga versamenti IVA e ritenute Irpef per le zone rosse col decreto Ristori bis

I versamenti IVA e ritenute Irpef sono oggetto di proroga nel decreto Ristori bis.

Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre. L’obiettivo è quello di garantire un sostegno economico a tutte quelle attività che si trovano nelle nuove zone rosse (Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta) individuate col DPCM in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre.

Il sostegno economico è così organizzato:

Tali aiuti per le partite IVA sono destinati solo per le attività con i codici Ateco contenuti nell’allegato 1 del primo decreto Ristori e nell’allegato 2 del nuovo provvedimento.

Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. La scadenza per il versamento delle ritenute alla fonte e dei versamenti IVA slitta dal 16 novembre al 16 marzo 2021. I contribuenti possono scegliere tra:

  • il pagamento in un’unica soluzione senza sanzioni e interessi;
  • la rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate di pari importo. La prima rata va versata entro il 16 marzo 2021.

Proroga versamenti IVA e ritenute alla fonte, scadenza il 16 marzo 2021: i soggetti beneficiari

Il testo del decreto Ristori bis arrivato in Gazzetta Ufficiale fornisce nel dettaglio la platea di beneficiari della proroga dei versamenti IVA e di ritenute alla fonte.

Il decreto Ristori bis è impiantato sul precedente decreto Ristori, quindi fornisce un sostegno economico sulla base di due criteri:

  • il tipo di attività;
  • la sede operativa, il domicilio fiscale o la sede legale dell’attività si trova in una zona rossa o arancione.

In particolare, i soggetti beneficiari della proroga della scadenza per i versamenti IVA e di ritenute alla fonte sono:

  • le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del DPCM del 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale;
  • per quelli che esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale diventate zona rossa o arancione;
  • i soggetti che esercitano l’attività alberghiera, di agenzia di viaggio o quella di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree zona rossa.

Proroga versamenti IVA e ritenute: niente rinvio della pace fiscale

Con la creazione delle nuove zone rosse e la conseguente chiusura delle attività, è fondamentale intervenire per dare sollievo economiche alle migliaia di partite IVA colpite.

Il Movimento 5 Stelle chiedeva appunto che con la creazione delle zone rosse si preveda anche un alleggerimento degli adempimenti e versamenti fiscali, proprio come avvenne a marzo col decreto Cura Italia.

La scadenza della pace fiscale, però, non è stata cambiata: l’appuntamento per la rottamazione ter e per il saldo e stralcio delle cartelle rimane ferma per il prossimo 10 dicembre.

La proroga della scadenza della pace fiscale, anche se limitata alle zone rosse, sarebbe costata intorno ai 2 miliardi di euro: probabilmente il Governo ha deciso di non rimandarne la scadenza proprio per una questione di budget.

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