Minimi e forfettari devono inviare l’esterometro?

Esterometro obbligatorio anche per minimi e forfettari? La risposta non è chiara e tali soggetti, seppur esonerati dalla fattura elettronica, potrebbero rientrare tra gli obbligati all’invio della comunicazione delle operazioni transfrontaliere. Vediamo perché.

Minimi e forfettari devono inviare l'esterometro?

L’invio dell’esterometro è obbligatorio anche per i titolari di partita IVA in regime dei minimi e per i forfettari?

A completare il cerchio dei tanti dubbi ed incertezze legate alla nuova comunicazione delle operazioni transfrontaliere è la risposta all’interpello n. 85 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate nella giornata del 27 marzo 2019.

Sebbene l’interpello riguardi il piano oggettivo relativo alle operazioni incluse nell’esterometro, la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate potrebbe avere risvolti anche sul fronte soggettivo relativo quindi ai soggetti obbligati all’invio.

Fino ad oggi l’interpretazione condivisa da tutti era che minimi e forfettari non fossero obbligati all’invio dell’esterometro. Una considerazione “figlia” del regime fiscale agevolato che esonera partite IVA minori dall’obbligo di fatturazione elettronica e dai restanti adempimenti IVA.

Tuttavia quello che l’Agenzia delle Entrate afferma nella risposta all’interpello di cui sopra è che rientrano nell’obbligo tutte le cessione di beni e le prestazioni di servizi verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, senza ulteriori limitazioni.

Un adempimento che riguarda tutti i soggetti passivi residenti o stabiliti nel territorio dello Stato e che fa sorgere il dubbio legittimo: l’esterometro è quindi obbligatorio anche per gli acquisti effettuati da minimi e forfettari?

Esterometro “in forse” per minimi e forfettari

Potrebbe essere un segnale quello lanciato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 85/E/2019 che, sebbene non riguardi nello specifico i contribuenti in regime dei minimi e in regime forfettario, solleva non pochi dubbi su una delle poche certezze consolidatesi negli ultimi mesi.

Era dato per assodato che i contribuenti minimi ed i forfettari non rientrassero tra i soggetti obbligati all’invio dell’esterometro mensile, la nuova comunicazione dei dati delle fatture relative ad operazioni transfrontaliere entrata in vigore dal 1° gennaio 2019 e la cui prima scadenza è fissata al 30 aprile.

Le ragioni sono due e tra loro collegate: minimi e forfettari non hanno obblighi IVA e sono esonerati anche dall’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico.

Essendo l’esterometro un adempimento direttamente collegato alla fatturazione elettronica, l’esonero dall’adempimento è per molti scontato. Alla stessa conclusione si arriva se si considera che le piccole partite IVA erano esonerate anche dallo spesometro, la comunicazione dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute.

Eppure non si può parlare di “certezze provate” e, anzi, l’Agenzia delle Entrate sembra voler smentire proprio chi sostiene che minimi e forfettari non siano obbligati all’invio dell’esterometro.

Esterometro obbligatorio anche per minimi e forfettari: così l’Agenzia delle Entrate insinua il dubbio

Quello che l’Agenzia delle Entrate afferma nella risposta n. 85 è che all’interno dell’esterometro debbano essere inserite tutte le operazioni, che siano o meno rilevanti ai fini IVA.

Vanno a finire nella comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere anche quelle la cui controparte è una piccola impresa UE soggetta al regime speciale dei minimi, per le quali non è obbligatoria neppure la partita IVA.

Per l’Agenzia delle Entrate tutti i soggetti passivi IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato rientrano tra coloro tenuti all’invio dell’esterometro e, ancora, ai fini dell’adempimento comunicativo è rilevante solo la circostanza che il soggetto non sia stabilito in Italia, indipendentemente dalla natura dello stesso.

Quello sottolineato anche da Benedetto Santacroce, esperto in materia di IVA e firma storica del Sole24Ore, è che l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sembra essere orientata all’inclusione di tutti nell’obbligo comunicativo.

La legge alimenta le incertezze

A rimarcare l’incertezza sul fronte soggettivo è la stessa normativa di riferimento, il Decreto legislativo del 05/08/2015 n. 127, articolo 3 bis, il quale rimanda (per l’individuazione dei soggetti obbligati all’invio dell’esterometro) al precedente articolo 3.

Si tratta della normativa che ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica, esonerando per l’appunto le partite IVA più piccole.

Ad una lettura attenta sembrerebbe quindi automatico che l’esonero si estende anche all’esterometro, essendo un adempimento che deriva direttamente dalla fatturazione elettronica.

Di certo tuttavia vi è ben poco. Si attendono a tal proposito chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, tenuto conto che il maggior tempo concesso dalla proroga si sta esaurendo e che i dubbi, invece di diminuire, crescono quotidianamente.

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