Naufraga il progetto Siamo Europei di Calenda, PD e +Europa divisi alle europee

L’incontro tra Zingaretti e Delle Vedova ha sancito la fine del listone unitario Siamo Europei promosso da Calenda: alle europee PD e +Europa andranno per conto proprio, mentre a sinistra c’è Coalizione Civica.

Naufraga il progetto Siamo Europei di Calenda, PD e +Europa divisi alle europee

Tramonta ufficialmente il progetto Siamo Europei, il listone unitario che secondo il progetto del suo ideatore Carlo Calenda avrebbe dovuto riunire Partito Democratico, +Europa e il tandem Verdi-Italia in Comune.

Dopo il vertice tra Nicola Zingaretti e Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, è arrivata la decisione che era già ampiamente nell’aria: alle prossime elezioni europee i due partiti andranno ognuno per conto proprio, sottolineando però una “comune visione europeista”.

Mentre PD e +Europa hanno deciso di percorrere strade vicine ma separate, a sinistra si sta provando a costruire una lista comune che possa ambire a superare la soglia di sbarramento: senza un progetto serio e ampio, prendere almeno il 4% rimane però ugualmente molto difficile.

PD e +Europa divisi alle europee

Il fronte unitario delle forze europeiste non ci sarà. È un grave errore. Peccato”. Così su Twitter Carlo Calenda ha commentato la fumata nera del vertice tra Nicola Zingaretti e Benedetto Della Vedova, che in pratica ha spento ogni velleità per il progetto Siamo Europei.

Niente listone quindi tra Partito Democratico e +Europa che andranno divisi alle prossime elezioni europee, anche se non è da escludere che il partito della Bonino possa stringere un patto con Verdi-Italia in Comune.

Bisogna ricorda infatti come la legge elettorale delle elezioni europee non prevede la possibilità di fare coalizioni, quindi più forze politiche possono solo unirsi in un’unica lista e sperare di superare la soglia di sbarramento del 4%.

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Guardando gli ultimi sondaggi politici, al momento +Europa viene attestato al 2,8% e Verdi Italia in Comune all’1,2%. Insieme quindi si arriverebbe al 4%, aumentando così le chance di eleggere propri eurodeputati.

Il Partito Democratico invece andrà da solo allargandosi però alla società civile nel realizzare le proprie liste nelle cinque circoscrizioni. Rimane da capire adesso quello che farà Calenda, che potrebbe presentarsi proprio con +Europa anche se l’ex ministro non ha riservato parole dolci a Della Vedova dopo il non accordo con Zingaretti.

La situazione a sinistra

Cinque anni fa la lista L’Altra Europa per Tsipras, che riuniva in pratica tutta la sinistra, prendendo il 4,04% riuscì di un soffio a superare l’asticella dello sbarramento portando così a Strasburgo tre propri deputati.

Luigi De Magistris adesso sta cercando di costruire qualcosa di simile con Coalizione Civica, che avrebbe già raccolto l’adesione di Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e DiEM25, il movimento che segue l’ex ministro greco Varoufakis.

Non dovrebbe far parte di questo listone però Potere al Popolo così come Articolo1-MDP: gli scissionisti dopo la fine di Liberi e Uguali, progetto che vive ancora soltanto come gruppo parlamentare, sono ancora in mezzo al guado tanto che si vocifera di un possibile progressivo riassorbimento nel PD ora che alla guida c’è Zingaretti.

Tornando a Coalizione Civica, senza Potere al Popolo sarà dura superare il 4% alle europee, anche se da qui al 7 aprile, quando si dovranno presentare i simboli, c’è tempo per cercare di trovare una convergenza.

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