L’economia in Germania è nei guai, ecco perché

L’economia in Germania è nei guai. Perché? Le analisi prevedono flessioni nella produzione industriale e nella domanda interna. Con conseguenze su tutta la zona euro.

L'economia in Germania è nei guai, ecco perché

L’economia in Germania sembra essere nei guai. Dopo l’allarme lanciato dalla BundesBank su una nuova probabile contrazione nel terzo trimestre che potrebbe colpire il mercato interno, arrivano dati poco incoraggianti sulla produzione industriale.

La crisi produttiva sta generando effetti negativi più duri di quanto ci si aspettasse sul mercato del lavoro, aumentando la pressione sul governo affinché risponda con uno stimolo fiscale.

Le continue preoccupazioni nei confronti dell’andamento economico della Germania stanno avendo ripercussioni anche sull’euro e sull’economia dei Paesi UE. La stima di crescita dell’Unione Europea, infatti, rimane bassa, trascinata dalla prospettiva di un rallentamento interno e del comparto esportazioni della Germania.

L’economia tedesca, quindi, è nei guai come evidenziano diversi parametri riguardanti la produzione e la crescita.

L’economia in Germania è nei guai: allarme per il settore produttivo

Dall’ultimo rapporto mensile della BundesBank emerge un quadro poco rassicurante per l’economia della Germania, che rischia di trovarsi davvero nei guai.

Se, infatti, gli indicatori anticipatori segnalano la probabilità di un rallentamento nei settori legati alla domanda interna, altri dati sulla produzione tedesca confermano il trend negativo.

Gli aggiornamenti sulla produzione provenienti da IHS Markit registrano una marginale crescita ad ottobre, ma evidenziano che è possibile ipotizzare un’estensione della crisi anche nel quarto trimestre. Le fabbriche restano il vero punto debole e il livello di occupazione nell’industria tedesca registra il calo più consistente da quasi 10 anni.

Sono proprio questi segnali di una flessione nell’economia interna tedesca a lanciare l’allarme più preoccupante e a ritardare le prospettive di crescita.

Inoltre, il rapporto mostra un calo della fiducia e una ulteriore attenuazione delle pressioni inflazionistiche, con i prezzi di vendita aumentati di meno in tre anni.

Un dato, questo, monitorato attentamente dalla Banca Centrale Europea, che il mese scorso ha tagliato i tassi di interesse e riavviato gli acquisti di obbligazioni per rilanciare una crescita dei prezzi considerata troppo bassa.

I guai dell’economia in Germania trascinano l’UE

Gli eventi che stanno caratterizzando la più grande economia europea hanno effetti anche sull’euro. Le prospettive per l’intera regione UE sono cupe, con le aspettative che stanno peggiorando dal 2013, secondo IHS Markit.

Bloomberg Economics ritiene che l’economia della zona euro probabilmente è cresciuta solo dello 0,1% nel terzo trimestre e potrebbe non migliorare molto negli ultimi tre mesi dell’anno.

Le prospettive, dunque, restano al di sotto delle stime di crescita previste tra lo 0,3% e lo 0,4% per ogni trimestre. Il ritmo di espansione economica è considerato insufficiente per arginare l’aumento della disoccupazione in Germania e in tutta la zona euro.

Per questo Mario Draghi, ormai ex capo della BCE, aveva spinto gli Stati UE a rilanciare la crescita attraverso piani espansivi di spesa.

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