Superbonus 110%: a chi spetta l’agevolazione in caso di comproprietà?

Superbonus 110%, in caso di comproprietà dell’immobile l’agevolazione (detrazione, sconto in fattura o cessione del credito a terzi) spetta a chi ha sostenuto le spese, a prescindere dalla quota di proprietà: attenzione quindi alle fatture cointestate.

Superbonus 110%: a chi spetta l'agevolazione in caso di comproprietà?

Superbonus 110%, a chi spetta l’agevolazione fiscale in caso di comproprietà dell’immobile su cui vengono effettuati i lavori?

Come confermato anche dalla guida dell’Ageniza delle Entrate sull’ecobonus 110%, pubblicata il 24 luglio, l’agevolazione spetta anche ai familiari conviventi, coniugi, anche separati, ma assegnatari dell’immobile intestato all’altro coniuge.

Inoltre, sia la detrazione che lo sconto in fattura, o la cessione del credito, spettano a chi sostiene le spese, a prescindere dalla quota di proprietà dell’immobile.

Vediamo inoltre come si amplia la platea di beneficiari dell’agevolazione, seguendo quanto contenuto nella guida dell’Agenzia delle Entrate.

Superbonus 110%: a chi spetta l’agevolazione in caso di comproprietà?

In caso di comproprietà dell’immobile a cui sono stati fatti i lavori del superbonus, l’agevolazione spetta a chi ha sostenuto le spese.

Sono tre le modalità con cui il superbonus 110% può essere usufruito:

Tutte e tre le modalità in caso di comproprietà dell’immobile spettano al contribuente che ha sostenuto le spese, a prescindere dalla quota di proprietà dell’unità immobiliare sostenuta.

I limiti di spesa stabiliti dal decreto Rilancio, infatti, si riferiscono agli immobili, e non ai proprietari dell’unità.

Per esempio: nel caso di due comproprietari, che posseggono rispettivamente il 60% e il 40% dell’immobile, se il secondo sostiene interamente le spese, ha diritto alla totale detrazione (sempre che le fatture non siano cointestate).

Ecobonus 110%, si amplia la platea di beneficiari

La conferma dell’ampliamento della platea di beneficiari arriva dalla guida dell’ecobonus dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 24 luglio.

Dal punto di vista normativo, mancano ancora i decreti del Mise sulle asseverazioni e i requisiti tecnici, e il provvedimento AdE sullo sconto in fattura e la cessione del credito.

La guida dell’Agenzia delle Entrate del 24 luglio, nel frattempo, conferma che:

“La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio.”

Rientrano quindi tra i beneficiari della detrazione:

  • il nudo proprietario dell’immobile;
  • il titolare di un altro diritto reale di godimento, come l’usufrutto, uso, abitazione o superficie;
  • l’inquilino o il comodatario;
  • i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile, che ha sostenuto la sua parte di spese per i lavori e purché la convivenza esista nel momento in cui tali spese vengono sostenute;
  • i titolari di una concessione demaniale.

I professionisti sono ammessi all’agevolazione solo per gli immobili detenuti a uso privato, e non anche per gli studi in cui esercitano la propria attività.

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