Bonus casa e sconto in fattura: l’impresa è obbligata?

Rosaria Imparato

6 Maggio 2021 - 13:09

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L’impresa che effettua i lavori in casa per i quali spetta un’agevolazione fiscale è obbligata a fare lo sconto in fattura? In realtà, no: deve esserci un’intesa tra fornitore e cliente.

Bonus casa e sconto in fattura: l'impresa è obbligata?

Bonus casa e sconto in fattura: l’impresa è obbligata? Il pacchetto di agevolazioni fiscali per la casa è ricco e i contribuenti giustamente si pongono la domanda.

Lo sconto in fattura, così come la cessione del credito, trova il perimetro normativo di riferimento nel decreto Rilancio. Per quanto riguarda i bonus casa, le due opzioni sono alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi.

In cosa consiste lo sconto in fattura? Si tratta del meccanismo con cui l’impresa (o il fornitore) anticipa le spese per conto del cliente -che quindi paga meno- e poi recupera il credito d’imposta.

Bisogna però specificare che l’impresa però non è obbligata ad accettare di fare lo sconto in fattura: vediamo perché.

Tra le novità relative allo sconto in fattura c’è da segnalare che grazie a un emendamento approvato al DL Sostegni, l’opzione (insieme alla cessione del credito) si aprirà anche al bonus mobili.

Bonus casa e sconto in fattura: l’impresa è obbligata?

L’impresa non è obbligata a fare lo sconto in fattura: è bene chiarirlo in questo periodo in cui si è in pieno fermento per il superbonus 110%, e lo sconto in fattura è uno dei modi per usufruirne insieme alla detrazione in 5 anni e alla cessione del credito.

Lo sconto in fattura è particolarmente conveniente perché consente di iniziare i lavori in casa anche a chi non ha liquidità sufficiente per affrontare le spese.

Ma la legge è chiara su questo punto: l’impresa, o il fornitore, deve essere d’accordo con il cliente. In caso contrario, non si potrà procedere con l’agevolazione.

L’Agenzia delle Entrate lo ribadisce in due documenti, la circolare n. 24/E dell’8 agosto e nella risposta all’interpello n. 325 del 9 settembre 2020. In quest’ultima viene esplicitato che:

“In ordine, infine, alla possibilità che il fornitore - nel caso di specie l’impresa venditrice - possa negare il riconoscimento dello sconto in fattura, si fa presente che, come stabilito al punto 1 del predetto provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, l’opzione in questione è esercitata dal contribuente che sostiene le spese «di intesa con il fornitore», rientrando tale intesa nelle ordinarie dinamiche dei rapporti contrattuali e delle pratiche commerciali.”

Una formulazione che non lascia spazio a fraintendimenti: se l’impresa non d’accordo, non si può procedere con lo sconto in fattura.

Bonus casa, sconto in fattura possibile solo se l’impresa è d’accordo

Lo sconto in fattura, come abbiamo anticipato, è una somma che corrisponde alla detrazione spettante. Tale somma viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto all’impresa che si è occupata degli interventi. Lo sconto può anche essere parziale.

L’impresa recupera la somma solo in un secondo momento, come credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, banche comprese.

Visto che si tratta di anticipare una parte del corrispettivo, si tratta di un meccanismo che non tutte le imprese possono effettuare: i piccoli operatori del settore, ad esempio, incontrerebbero non poche difficoltà a far quadrare i conti.

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