Bonus casa e sconto in fattura: l’impresa è obbligata?

Bonus casa, l’impresa non è obbligata a fare lo sconto in fattura: bisogna che ci sia intesa tra contribuente e fornitore.

Bonus casa e sconto in fattura: l'impresa è obbligata?

Bonus casa, l’impresa che effettua i lavori è obbligata a fare lo sconto in fattura? I contribuenti senza dubbio se lo chiedono, visto il periodo di grandi agevolazioni fiscali per la casa, come il superbonus 110% per la riqualificazione energetica e la riduzione del rischio sismico.

Lo sconto in fattura si applica per tutti i bonus casa, dalle ristrutturazioni all’acquisto, al bonus facciate fino all’acquisto di case antisismiche.

In cosa consiste lo sconto in fattura? Si tratta del meccanismo con cui l’impresa (o il fornitore) anticipa le spese per conto del cliente -che quindi paga meno- e poi recupera il credito d’imposta.

L’impresa però non è obbligata ad accettare di fare lo sconto in fattura: vediamo perché.

Bonus casa e sconto in fattura: l’impresa è obbligata?

L’impresa non è obbligata a fare lo sconto in fattura: è bene chiarirlo in questo periodo in cui si è in pieno fermento per il superbonus 110%, e lo sconto in fattura è uno dei modi per usufruirne insieme alla detrazione in 5 anni e alla cessione del credito.

Lo sconto in fattura è particolarmente conveniente perché consente di iniziare i lavori in casa anche a chi non ha liquidità sufficiente per affrontare le spese.

Ma la legge è chiara su questo punto: l’impresa, o il fornitore, deve essere d’accordo con il cliente. In caso contrario, non si potrà procedere con l’agevolazione.

L’Agenzia delle Entrate lo ribadisce in due documenti, la circolare n. 24/E dell’8 agosto e nella risposta all’interpello n. 325 del 9 settembre 2020. In quest’ultima viene esplicitato che:

“In ordine, infine, alla possibilità che il fornitore - nel caso di specie l’impresa venditrice - possa negare il riconoscimento dello sconto in fattura, si fa presente che, come stabilito al punto 1 del predetto provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, l’opzione in questione è esercitata dal contribuente che sostiene le spese «di intesa con il fornitore», rientrando tale intesa nelle ordinarie dinamiche dei rapporti contrattuali e delle pratiche commerciali.”

Una formulazione che non lascia spazio a fraintendimenti: se l’impresa non d’accordo, non si può procedere con lo sconto in fattura.

Bonus casa, sconto in fattura possibile solo se l’impresa è d’accordo

Lo sconto in fattura, come abbiamo anticipato, è una somma che corrisponde alla detrazione spettante. Tale somma viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto all’impresa che si è occupata degli interventi. Lo sconto può anche essere parziale.

L’impresa recupera la somma solo in un secondo momento, come credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, banche comprese.

Visto che si tratta di anticipare una parte del corrispettivo, si tratta di un meccanismo che non tutte le imprese possono effettuare: i piccoli operatori del settore, ad esempio, incontrerebbero non poche difficoltà a far quadrare i conti.

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