I fondi hedge macro stanno vivendo un 2025 eccezionale, segnando il miglior anno almeno dal 2008 grazie alle forti oscillazioni nei mercati di valute, materie prime e obbligazioni.
I fondi hedge macro stanno vivendo un 2025 eccezionale, segnando il miglior anno almeno dal 2008 grazie alle forti oscillazioni nei mercati di valute, materie prime e obbligazioni. Secondo i dati di HFR, un indice che traccia i rendimenti di questi fondi — che cercano di trarre profitto dalle tendenze economiche tramite azioni, obbligazioni e materie prime — il settore si avvia verso un anno record, con rendimenti superiori al 16% a novembre.
Grandi nomi del settore, come Caxton di Andrew Law e RCM di Chris Rokos, hanno registrato performance a doppia cifra, beneficiando di contesti favorevoli creati da movimenti bruschi di mercato, tra cui il calo del dollaro, i rally dell’oro e la volatilità obbligazionaria. I gestori macro hanno potuto operare con strategie tattiche e flessibili, spostandosi rapidamente tra asset come valute e materie prime, sfruttando opportunità sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti.
Il 2025 rappresenta anche una conferma della rinascita dei fondi macro, che avevano faticato durante il decennio di tassi bassi e volatilità contenuta dopo la crisi finanziaria globale. Molti fondi hanno beneficiato di operazioni complesse su obbligazioni e materie prime, con risultati notevoli per chi ha saputo combinare strategie di trading a breve termine con analisi macroeconomiche approfondite.
Alcuni fondi hanno guadagnato cifre importanti su debito pubblico, oro e rame, mentre altri, come Brevan Howard, hanno avuto performance più differenziate, dimostrando quanto il settore richieda competenza e tempismo.
Questo articolo è pubblicato in virtù di un accordo di Money.it con il Financial Times.
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