Draghi e la crisi economica: “oltre i sussidi, investire sui giovani”

Mario Draghi torna a parlare di ricette economiche post-COVID nel Meeting di Rimini. Per l’ex governatore della BCE c’è un imperativo: investire sui giovani per alleviare il peso di un debito senza precedenti

Draghi e la crisi economica: “oltre i sussidi, investire sui giovani”

Mario Draghi è intervenuto nel Meeting di Rimini che è stato inaugurato il 18 agosto in una forma mista, con eventi di persona in sicurezza e altri online.

Tema dell’edizione il mondo post-COVID, con attenzione particolare agli effetti economici della crisi epocale che sta scuotendo il mondo ormai da mesi.

Un argomento attuale che richiede urgenti e sagge risposte. Per questo, è stato invitato a dare un suo contributo l’ex governatore della Banca Centrale Europea.

Più volte chiamato in causa anche per ricucire strappi e debolezze del Governo italiano, addirittura ipotizzando la sua nomina a presidente del Consiglio, Draghi ha dato la sua ricetta per la ripartenza nazionale: puntare sui giovani è la svolta.

Draghi punta sui giovani: cosa fare per la ripresa economica

La crisi economica esplosa con il coronavirus è evidente e profonda. Lo ha ricordato Mario Draghi al suo intervento a Rimini.

La pandemia si è rivelata una minaccia su più fronti: economico innanzitutto, ma anche sociale, lacerando il tessuto che ogni nazione aveva costruito come certo, oltre che mettere a rischio consumi e investimenti.

In questa cornice così definita dall’ex governatore della BCE, c’è un’urgenza:

“Il ritorno alla crescita....che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto...per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dall’esperienza della pandemia e dalle difficoltà che l’uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire”

Come fare? È quello che si stanno chiedendo i Governi del mondo in questi mesi, non nascondendo difficoltà anche a livello comunitario, come evidenziato nelle sedi europee.

L’obiettivo crescita, però, sebbene impegnativo, è raggiungibile per Draghi. La sua analisi, quindi, si è focalizzata sull’Italia. Bene i sussidi e i bonus come risposta immediata alla crisi di imprese e lavoratori, ma la strada da intraprendere deve essere un’altra, perché:

“i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”.

Si è quindi rivolto ai giovani, sui quali peserà di più la mole di debito accumulato con la pandemia, che ha raggiunto livelli senza precedenti. L’appello è al Governo italiano e non solo:

“Vi è un settore, essenziale per la crescita e quindi per tutte le trasformazioni che ho appena elencato, dove la visione di lungo periodo deve sposarsi con l’azione immediata: l’istruzione e, più in generale, l’investimento nei giovani...la situazione presente rende imperativo e urgente un massiccio investimento di intelligenza e di risorse finanziarie in questo settore”

Con questo impegno, il debito, secondo Draghi, potrà essere “buono”, ovvero impiegato per obiettivi produttivi, come “investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca”.

La sfida per la politica economica dei Paesi è di non aggiungere incertezza.

Fiducia nell’Unione Europea

Al centro dei dibattiti economici e politici di questi mesi c’è stata sicuramente l’UE e il suo ruolo nel gestire una crisi di grande impatto.

L’Italia ha lottato, come sappiamo, per ottenere un accordo condiviso sul Recovery Fund e avere risorse da utilizzare per riforme strutturali.

L’argomento, quindi, è stato trattato anche da Draghi, il quale crede che la crisi non può che rafforzare l’Unione.

“Il fondo per la generazione futura (Next Generation EU) arricchisce gli strumenti della politica europea e il riconoscimento del ruolo che un bilancio europeo può avere nello stabilizzare le nostre economie, l’inizio di emissioni di debito comune, sono importanti.”

La prospettiva a lungo termine, per Draghi, è addirittura un Ministero del Tesoro comunitario per dare forza all’euro.

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