La nuova legislatura comunitaria è ai nastri di partenza e l’insediamento della nuova Commissione previsto per fine anno.
Nel frattempo, il dibattito sulle scelte politiche da assumere è stato animato dai rapporti di Enrico Letta (Much more than a market) e Mario Draghi (The future of European Competitiveness).
Entrambi i rapporti si interrogano sul ruolo dell’Unione Europea nel nuovo contesto geopolitico e definiscono una serie di proposte per favorire l’affermazione del blocco come punto di riferimento economico e finanziario globale. Molte delle idee sono finalizzate a rimuovere gli ostacoli che finora hanno rallentato la [[formazione del mercato unico dei capitali (Capital Market Union). In tale ambito molta attenzione è riposta verso i sistemi di previdenza privata.
Entrambi i rapporti partono dalla constatazione che, se si escludono i Paesi Bassi e i paesi scandinavi, la previdenza complementare in Europa è poco sviluppata se paragonata agli USA, e ciò a fronte di un gap pensionistico sempre più marcato a causa dell’invecchiamento della popolazione. Secondo Mario Draghi l’UE dovrebbe aumentare l’afflusso dei risparmi agli investimenti produttivi e la migliore via per raggiungere tale obiettivo dovrebbe essere quella di sviluppare prodotti di risparmio di lungo periodo (long term savings products – pensions).
I sistemi pensionistici privati degli stati membri dovrebbero essere rafforzati avendo come benchmark le esperienze virtuose del blocco. Allo stesso modo l’esempio di taluni paesi in materia di pension dashboards dovrebbe essere seguito per favorire una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto alla necessità di integrare la pensione pubblica. Da ultimo il rapporto suggerisce la definizione di linee guida europee per favorire l’afflusso di investimenti ad aziende che operano in settori economici altamente innovativi.
Il Rapporto Letta suggerisce la creazione di prodotti di risparmio di lungo periodo europei (EU Long-Term Savings Product) a adesione automatica. Il rapporto riconosce che per il decollo di tali prodotti una fiscalità di vantaggio sarebbe vitale e per tale motivo si propone che gli stati membri adottino tali politiche autonomamente o condividendo meccanismi di incentivazione fiscale a livello europeo. In tale contesto, il PEPP, che finora non ha avuto la diffusione attesa, se adeguatamente modificato e rafforzato su taluni profili, potrebbe rappresentare una alternativa importante. Tra le modifiche suggerite per il rilancio del PEPP il rapporto raccomanda l’introduzione di meccanismi di adesione automatica. Andrebbe inoltre esplorata la soluzione dei prodotti di risparmio di lungo periodo europei anche a livello occupazionale. Il rapporto suggerisce che tali strumenti dovrebbero essere varati entro il 2025.