Dal massimo storico al -28%. E se fosse solo l’inizio di una nuova fiammata per l’oro?

Redazione Money Premium

4 Agosto 2026 - 09:26

Deutsche Bank ritiene che la domanda strutturale, unita al proseguimento della fase di crescita iniziata nel 2024, possa sostenere prezzi più alti nei prossimi mesi. 4.700 dollari è il nuovo target?

Dal massimo storico al -28%. E se fosse solo l’inizio di una nuova fiammata per l’oro?

Il prezzo dell’oro ha attraversato una fase che gli analisti di Deutsche Bank definiscono “esplosiva” e, secondo la loro lettura più recente, questo comportamento non è ancora concluso.

Dall’agosto del 2024 il metallo giallo ha più che raddoppiato il proprio valore, un movimento così prolungato e intenso da risultare statisticamente anomalo. La stessa banca tedesca ha individuato in quella data l’inizio di un episodio di dinamica esplosiva che, a distanza di due anni, continua a essere in corso.

Dove sta andando il prezzo dell’oro?

Nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026 la corsa è proseguita fino a toccare, il 29 gennaio, il massimo storico di 5.589,38 dollari l’oncia. Poi è arrivata la correzione. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno rafforzato le aspettative di rialzi dei tassi d’interesse e di un dollaro più vigoroso, due elementi che storicamente riducono l’attrattiva di un asset privo di rendimento come l’oro.

Da quei livelli di gennaio il prezzo è sceso in modo significativo: lo spot viaggia oggi intorno ai 4.031,45 dollari, mentre i futures si collocano poco sopra i 4.085 dollari, con l’ultimo riferimento COMEX dicembre 2026 che mostra un recupero moderato a 4.120,70 dollari.

Questa fase di consolidamento non ha sorpreso del tutto gli osservatori. Già nel dicembre 2025 la Bank of International Settlements aveva segnalato, attraverso un test statistico, che il mercato dell’oro stava entrando in territorio da bolla e che una correzione rilevante poteva essere dietro l’angolo. La discesa dei primi sei mesi del 2026 ha in parte confermato quella messa in guardia, ma gli strateghi di Deutsche Bank restano orientati al rialzo.

Nel loro report pubblicato lunedì stimano un fair value prossimo ai 4.700 dollari entro la fine dell’anno e intorno ai 4.600 dollari già nel quarto trimestre.

La fase di ascesa non è finita

Si tratta di una revisione al rialzo rispetto alla previsione formulata il 23 giugno, quando i timori inflazionistici erano più acuti e gli analisti della stessa banca scrivevano che “i falchi stanno cacciando i tori”. In quella occasione il rischio di tre o quattro rialzi dei tassi da parte della Fed veniva indicato come capace di spingere l’oro fino a 3.800 dollari.

Il meccanismo è noto: tassi più elevati rendono più allettanti gli asset che generano rendimento, come le obbligazioni, a scapito di un bene rifugio che non paga interessi. Oggi, tuttavia, Deutsche Bank ritiene che quel rischio sia meno pressante e che la domanda strutturale, unita al proseguimento della fase esplosiva iniziata nel 2024, possa sostenere prezzi sensibilmente più alti nei prossimi mesi.

L’oro, dunque, dopo aver conosciuto un’ascesa straordinaria e una successiva digestione, si trova in un punto di equilibrio instabile. Da un lato restano i fattori che ne hanno favorito l’impennata – incertezza geopolitica, domanda di riserva e dinamiche di mercato che i modelli statistici continuano a definire anomale – dall’altro persistono le pressioni monetarie e valutarie che ne hanno temporaneamente offuscato lo splendore. Il giudizio di Deutsche Bank propende decisamente per la prosecuzione del trend di fondo, con un obiettivo di fine anno che si colloca ben al di sopra dei livelli attuali.