C’è aria di crisi finanziaria e un nuovo crollo dei mercati potrebbe essere in arrivo secondo questi 3 segnali. Nonostante l’S&P 500 mantenga un rialzo di circa il 5,6% dall’inizio dell’anno, gli esperti avvertono che la correzione in atto dai record di fine marzo potrebbe ampliarsi, portando a ulteriori vendite da parte dei fondi. Gli analisti di Nomura stimano che possano verificarsi liquidazioni di posizioni in azioni per circa 45 miliardi di dollari se l’S&P 500 dovesse registrare un aumento della volatilità, con movimenti giornalieri medi dell’1% nelle prossime due settimane. Anche Deutsche Bank condivide queste preoccupazioni, evidenziando la possibilità di un ritiro nell’esposizione.
Vediamo nel dettaglio i segnali chiave che suggeriscono la possibilità di un imminente crollo dei mercati finanziari.
1) Divergenza tra DJTA e DJIA
Un segnale chiave che suggerisce la possibilità di un imminente crollo dei mercati finanziari è rappresentato dalla divergenza tra il Dow Jones Transportation Average (DJTA) e il Dow Jones Industrial Average (DJIA). Il DJTA è un indice composto da venti titoli azionari di aziende nel settore dei trasporti, il cui andamento è influenzato principalmente dal volume degli affari e dai cambiamenti nei tassi di interesse. Durante le fasi di crescita economica, il volume dei trasporti tende ad aumentare poiché le aziende riempiono i magazzini e richiedono materie prime per avviare la produzione. Questo aumento del volume dei trasporti viene anticipato dagli investitori, che spingono al rialzo i prezzi delle azioni nel settore dei trasporti.
Divergenza tra DJTA e DJIA
Fonte Bloomberg
Tuttavia, in questo momento è presente una divergenza significativa tra l’andamento del DJTA e quello del DJIA. Secondo la teoria di Dow, entrambi gli indici dovrebbero confermarsi reciprocamente per garantire una solidità nel trend di mercato. Se invece si osserva una divergenza tra DJTA e DJIA può essere interpretata come un segnale preoccupante che merita l’attenzione degli investitori in quanto potrebbe indicare una possibile imminente correzione nei mercati finanziari.
2) S&P 500 in correzione
L’indice S&P 500 sta vivendo una delle sue settimane peggiori dallo scorso ottobre, con un ribasso superiore all’8% dai massimi assoluti toccati a marzo. La correzione di mercato è stata innescata principalmente da un cambio di prospettiva riguardo ai tagli dei tassi d’interesse da parte della Fed. Gli economisti e gli analisti ora prevedono che la Fed possa posticipare i tagli dei tassi fino a settembre o addirittura escluderli per l’intero anno in corso.
Tra i titoli che stanno soffrendo particolarmente, vi sono nomi noti come Nvidia, Netflix, Tesla, Kroger Co., McDonald’s e Salesforce, con ribassi superiori al 10%.
L’analisi dell’ampiezza di mercato offre ulteriori indicazioni sulla situazione attuale, valutando la partecipazione dei singoli titoli dell’indice ai movimenti di mercato per fornire un’idea più completa della salute del mercato nel suo complesso.
Analisi ampiezza di mercato
Fonte Stockcharts
Nel grafico vengono evidenziati i periodi in cui la percentuale di titoli rialzisti supera il 70% o scende al di sotto del 30%. Questi valori estremi sono considerati significativi poiché possono indicare un’elevata partecipazione al rialzo o al ribasso da parte dei titoli nell’indice.
Guardando indietro agli ultimi due anni, si osserva una correlazione tra le aree ombreggiate in verde e i minimi del mercato. Questo suggerisce che quando una percentuale significativa di titoli nell’S&P 500 era rialzista, il mercato tendeva a toccare minimi importanti. Al contrario, le aree ombreggiate in rosso corrispondono spesso ai massimi del mercato, indicando che una percentuale elevata di titoli ribassisti potrebbe precedere un’inversione di tendenza.
Nel contesto attuale, il fatto che l’indice rialzista S&P 500 sia sceso al di sotto del livello del 70% suggerisce che potrebbe essere avvenuto un importante massimo di mercato. Inoltre, il fatto che l’indicatore si stia spostando al di sotto del livello del 50% potrebbe indicare un’ulteriore debolezza del mercato e potrebbe preludere a una discesa più ampia dell’S&P 500, con l’indicatore che potrebbe raggiungere il livello del 30%.
Grafico VIX Cboe
Fonte Tradinvgiew
Un altro indizio importante è dato dall’aumento improvviso della volatilità: il VIX, l’indicatore di volatilità di mercato, è salito oltre il 20% e potrebbe indicare pressioni a breve termine sulle azioni. In questo contesto, l’approccio agli acquisti dovrebbe essere ponderato e graduale per mitigare il rischio in un ambiente di mercato incerto.
3) Debolezza del petrolio
I prezzi del petrolio hanno subito un calo superiore al 6% dai massimi della scorsa settimana, a causa di diversi fattori. In primo luogo, l’aumento delle scorte commerciali statunitensi ha pesato sul mercato petrolifero. Inoltre, l’annuncio di dati economici più deboli provenienti dalla Cina ha aggiunto ulteriore pressione sui prezzi. Anche i progressi degli Stati Uniti sugli aiuti a Ucraina e Israele hanno influenzato il sentiment degli investitori.
Grafico del Brent
Fonte Bloomber
I future del Brent di giugno sono scesi a 87,60 dollari al barile, mentre i future del greggio statunitense (WTI) di maggio sono scesi a 82,60 dollari al barile. Si tratta del calo più significativo registrato dal 20 marzo.
Gli investitori sono in attesa di vedere come Israele risponderà all’attacco dell’Iran e se ci sarà un’escalation. Inoltre, in Cina, sebbene l’economia sia cresciuta più rapidamente del previsto nel primo trimestre, diversi indicatori hanno evidenziato una fragilità della domanda interna, contribuendo ulteriormente alla pressione al ribasso sui prezzi del petrolio.